Nel gennaio 2026 Booz Allen Hamilton, uno dei maggiori gruppi di consulenza e servizi tecnologici per il governo USA, ha annunciato un impegno di capitale da 300 milioni di dollari per collaborare con Andreessen Horowitz (a16z), con opzione di espansione fino a 400 milioni in investimenti mirati. L’operazione indica una scelta strategica: utilizzare il proprio bilancio per sostenere tecnologie emergenti – tra cui stampa 3D e AI – andando oltre il modello tradizionale di consulenza basata solo su contratti federali.
Andreessen Horowitz, con oltre 90 miliardi di dollari in gestione, ha costruito la propria reputazione finanziando tecnologie di punta in AI, software, cybersecurity e difesa, e ha lanciato fondi dedicati ad AI infrastructure, American Dynamism, tecnologie per la difesa e resilienza della supply chain. Questa espansione verso l’hard tech – che comprende manifattura, robotica e hardware ad alte prestazioni – crea un terreno comune naturale con le priorità di modernizzazione tecnologica del Dipartimento della Difesa USA, dove la stampa 3D ha un ruolo crescente.
Firestorm Labs e la “factory-in-a-box” basata su Multi Jet Fusion
Un tassello chiave nel portafoglio di tecnologie emergenti collegato a Booz Allen è Firestorm Labs, azienda con sede a San Diego focalizzata su sistemi aerei senza pilota (UAS) e su un modello di produzione distribuita. La soluzione di punta, xCell, è una “factory-in-a-box” containerizzata per la manifattura additiva: un modulo trasportabile in grado di produrre droni, componenti modulari e hardware di missione direttamente sul punto di utilizzo, come basi avanzate, zone di disastro o teatri operativi.
La piattaforma xCell integra la tecnologia Multi Jet Fusion (MJF) di HP, un processo additivo polimerico ad alto throughput che permette di realizzare componenti robusti e funzionali senza stampi o attrezzaggi tradizionali. In pratica, xCell può produrre telai modulari, carter, involucri e parti di ricambio in poche ore invece che in settimane o mesi, un vantaggio critico quando le catene di fornitura sono disturbate da conflitti o eventi naturali.
Un esempio visibile di questo approccio è il drone modulare Tempest UAV, progettato per montaggio rapido, flessibilità di missione e riparabilità sul campo: grazie alla manifattura additiva, la stessa piattaforma può essere adattata a ricognizione, trasporto di payload o guerra elettronica, riducendo la dipendenza da fabbriche centralizzate e da lunghi lead time dei ricambi.
Finanziamenti e logica strategica: venture, difesa e produzione distribuita
Nel 2025, Firestorm Labs ha raccolto 47 milioni di dollari in round di Serie A guidato da New Enterprise Associates (NEA), con la partecipazione di Booz Allen Ventures e Lockheed Martin Ventures. Il capitale serve ad ampliare gli stabilimenti, stringere nuove partnership e potenziare la capacità produttiva, con un focus su UAS modulari e infrastrutture di produzione distribuita basate sulla stampa 3D.
Per Booz Allen, la logica è strettamente legata al ruolo di integratore tra innovazione privata e missioni governative: man mano che concetti come digital twin manufacturing e produzione additiva distribuita entrano nelle strategie di difesa, la combinazione di competenze su procurement, compliance e integrazione di sistemi diventa un asset per scalare queste tecnologie in mercati regolati. L’esperienza di Booz Allen nei contratti federali, nella gestione dei requisiti di sicurezza e nei processi di validazione offre a startup come Firestorm un percorso più rapido per dimostrare valore operativo e ottenere adozioni su larga scala.
Il ruolo più ampio della stampa 3D nella sicurezza nazionale USA
La partnership Booz Allen–a16z si inserisce in un contesto in cui il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti considera la manifattura additiva un elemento chiave per resilienza della supply chain, riduzione della dipendenza da fornitori esteri e risposta rapida alle esigenze operative. La produzione distribuita basata su stampa 3D – come nel caso dei container xCell di Firestorm – permette di realizzare hardware mission-ready vicino al teatro di operazioni, accorciando la “logistics tail” e rendendo meno vulnerabili le linee di rifornimento tradizionali.
Tecnologie come HP MJF e sistemi simili sono già impiegate in settori aerospaziale e robotico per produrre componenti strutturali, involucri stagni e raccordi personalizzati, con cicli di progettazione e iterazione molto più rapidi rispetto a lavorazioni CNC o stampaggio a iniezione. Esempi come Blueflite, che usa MJF per droni di consegna last-mile, mostrano come la stampa 3D possa coniugare leggerezza, robustezza e integrazione funzionale in piattaforme critiche.
Parallelamente, la ricerca su stampe a fibra continua, strutture reticolari e materiali compositi indica una traiettoria in cui la stampa 3D non serve solo ad accorciare i tempi, ma a migliorare direttamente le prestazioni di droni, strutture e componenti: telai più leggeri a parità di resistenza, geometrie interne ottimizzate per dissipazione termica o assorbimento degli urti, e parti customizzate per scenari operativi specifici.
Andreessen Horowitz e l’hard tech per la difesa
Pur non avendo ancora nel portafoglio pubblico grandi produttori di stampanti 3D, Andreessen Horowitz sta finanziando numerose aziende ai margini dell’ecosistema additive, come Hadrian Automation, che punta ad automatizzare la produzione di componenti di precisione per aerospazio e difesa. Questi investimenti in AI, robotica e piattaforme hardware contribuiscono a costruire l’infrastruttura di base su cui possono innestarsi strategie di stampa 3D avanzata e supply chain digitali.
Il vantaggio per a16z nel collaborare con Booz Allen è l’accesso privilegiato ai percorsi regolatori, ai processi di validazione mission-critical e ai canali di procurement governativi. Al tempo stesso, Booz Allen beneficia del deal flow tecnologico della Silicon Valley e della possibilità di anticipare trend in AI, software industriale e manifattura avanzata, trasformandoli in soluzioni operative per la sicurezza nazionale.
Contesto geopolitico, bilancio della difesa e credito d’imposta R&D
L’alleanza tra Booz Allen e a16z nasce in un momento in cui la politica statunitense discute un bilancio della difesa intorno a 1,5 trilioni di dollari, con forte pressione a modernizzare capacità industriali e integrare più velocemente tecnologie come stampa 3D, AI, sistemi autonomi e supply chain resilienti. In questo scenario, investimenti che tagliano trasversalmente questi ambiti – sostenuti da capitale privato e supporto governativo – hanno alte probabilità di trovare applicazione rapida sul campo.
Per le aziende coinvolte nello sviluppo di soluzioni AM e AI legate alla difesa, lo strumento del Research & Development Tax Credit (R&D Tax Credit) USA è un ulteriore driver economico. Costi legati a salari di personale tecnico impegnato in sviluppo e test di prototipi stampati in 3D, integrazione di hardware e software additive nei processi produttivi e consumo di materiali per modelli di sviluppo possono rientrare nelle attività eleggibili, riducendo il costo effettivo dell’innovazione.
Va notato che, parallelamente a questa strategia di espansione tecnologica, il Dipartimento del Tesoro USA ha interrotto rapporti con Booz Allen e cancellato 21 milioni di dollari in contratti federali, dopo la vicenda giudiziaria legata alla fuga di dati fiscali su Donald Trump ed Elon Musk da parte di un ex dipendente. Booz Allen ha contestato alcune delle affermazioni riportate, ma il caso mostra come la società stia allo stesso tempo gestendo rischi reputazionali e rafforzando la propria presenza nel deep tech.
