Il Global Village Construction Set (GVCS) è una proposta di piattaforma open source composta da circa 50 macchine industriali considerate essenziali per supportare una “civiltà moderna” basata su produzione locale: dalla costruzione all’agricoltura, dall’energia alla lavorazione dei materiali. Il progetto non punta a sostituire l’industria con metodi pre-industriali, ma a definire un set minimo di strumenti realizzabili con materiali comuni e documentazione aperta (CAD, istruzioni, distinte base) per consentire costruzione, manutenzione e adattamento.
Chi lo porta avanti: Open Source Ecology e Marcin Jakubowski
Il GVCS è associato a Open Source Ecology (OSE), iniziativa fondata da Marcin Jakubowski, descritta come una rete di persone (agricoltori, ingegneri e sostenitori) che sviluppa e condivide progetti di macchine industriali con licenze aperte. La narrazione ripresa da Fabbaloo collega il progetto a un tema pratico: ridurre dipendenze da filiere e manutenzioni proprietarie, rendendo le macchine più ispezionabili e riparabili.
Le 50 macchine: modularità e “stack” manifatturiero completo
Nelle liste OSE il GVCS include macchine come trattori, presse per mattoni, segherie, attrezzature di metallurgia e carpenteria, strumenti CNC e sistemi per energia e materiali. Un punto ricorrente è la modularità: componenti (idraulica, power unit, parti strutturali) dovrebbero essere riusabili tra più macchine, così che un’officina metalmeccanica “abiliti” riparazioni e modifiche per gran parte del set. Questo modo di progettare è diverso da molte macchine commerciali, spesso ottimizzate per funzioni isolate e con parti proprietarie.
Dove entra la stampa 3D: non “gadget”, ma macchina ponte tra le altre
Fabbaloo sottolinea che una stampante 3D è esplicitamente inclusa tra le macchine “essenziali” del GVCS. In questo impianto la stampa 3D è vista come strumento di produzione ausiliaria: ricambi, dime, staffe, supporti, carter, adattatori, e anche stampi o attrezzaggi provvisori per accelerare riparazioni e iterazioni. Nella lista storica citata da Fabbaloo compare anche un Bioplastic Extruder, che evidenzia un’idea di filiera interna (materiale → filamento → componenti stampati) in contesti dove acquistare consumabili può essere difficile o costoso.
Right-to-repair e macchine agricole: il caso delle riparazioni vincolate
Nel pezzo del 24 gennaio 2026, Fabbaloo richiama il tema right-to-repair prendendo come esempio macchinari agricoli moderni che possono limitare interventi indipendenti tramite software, strumenti diagnostici e vincoli contrattuali. Il GVCS nasce con una posizione netta: macchine progettate per essere manutenibili dal proprietario, con documentazione accessibile e componenti sostituibili anche con attrezzature locali (in alcuni casi incluse nel GVCS stesso). In parallelo, negli USA esistono leggi right-to-repair che aumentano l’accesso a informazioni e parti in ambito elettronica di consumo; tuttavia questi strumenti normativi non coprono sempre macchine industriali complesse nello stesso modo.
Edilizia: pressa per blocchi in terra e contatto con la stampa 3D “earthen”
Tra le macchine più note dell’ecosistema GVCS viene citata la pressa per blocchi di terra compressa (compressed earth brick / CEB press): costruzione usando suolo locale, con obiettivo di ridurre dipendenza da materiali ad alta impronta come alcuni cementi e di abilitare cantieri più autonomi. Fabbaloo collega questo concetto alle sperimentazioni di stampa 3D in edilizia con argille, suoli o compositi “earthen”, evidenziando che in certi contesti una pressa meccanica può essere più robusta e riparabile, mentre in altri l’estrusione su larga scala può offrire velocità e geometrie diverse. Il punto chiave resta la libertà di scegliere e adattare in base a risorse e competenze disponibili.
Documentazione e “come si parte”: wiki e guide operative
Per chi vuole capire come contribuire o replicare parti del set, OSE mantiene una wiki e una piattaforma di documentazione con guide e categorie per molte macchine e sotto-progetti. È un aspetto decisivo in qualsiasi progetto open hardware: senza istruzioni aggiornate, distinte base e procedure di assemblaggio, l’apertura dei file CAD non basta a trasformare un’idea in una macchina funzionante.
Punti di attenzione: costo delle alternative e valore dell’open in scenari specifici
Fabbaloo inserisce anche una nota di realismo: l’open source non è automaticamente la scelta migliore quando esistono alternative commerciali molto economiche. Il valore del GVCS tende a emergere soprattutto dove le macchine sono costose, bloccate da vincoli proprietari o difficili da reperire/assistere; in quei casi, avere progetti aperti e capacità di fabbricare localmente può ridurre tempi di fermo e dipendenza da fornitori.
