CollPlant, azienda israeliana specializzata in medicina rigenerativa e tecnologie a base di collagene umano ricombinante (rhCollagen), ha presentato BioFlex, un kit bioink pronto all’uso progettato per la biostampa 3D tramite tecnologia DLP (Digital Light Processing). L’obiettivo è semplificare in modo significativo la fase più complessa dei flussi di lavoro di bioprinting: la formulazione del bioink e la taratura delle proprietà meccaniche dei costrutti.

Cos’è BioFlex e a chi si rivolge

BioFlex è un kit formulabile basato su rhCollagen pensato per laboratori di ricerca accademici, centri di R&S industriale e aziende biopharma che sviluppano modelli tissutali avanzati, innesti e prototipi di organi biostampati. Il sistema è ottimizzato per piattaforme di bioprinting DLP, nelle quali la polimerizzazione fotoiniziata permette di ottenere strutture ad alta risoluzione con geometrie complesse.

Il kit nasce per accelerare studi in ambiti chiave come:

  • modelli di tessuto per drug discovery e screening ad alto contenuto informativo;
  • ingegneria tissutale (cartilagine, pelle, tessuti molli);
  • ricerca su organi biostampati e trapiantabili a lungo termine.

Componenti del kit e ruolo di Collink.3D 50

BioFlex include come elemento centrale Collink.3D 50, un polimero biodegradabile pensato per essere integrato con il collagene umano ricombinante di CollPlant. A questo si aggiungono specifici agenti fotoattivi ottimizzati per la biostampa DLP, che consentono una polimerizzazione controllata e una definizione elevata dei dettagli.

La combinazione di rhCollagen e Collink.3D 50 permette di:

  • modulare rigidità ed elasticità del costrutto biostampato;
  • migliorare resistenza alla trazione e integrità strutturale;
  • ridurre la fragilità tipica di molti idrogel per bioprinting.

rhCollagen: perché puntare su collagene umano ricombinante

Il collagene umano ricombinante di CollPlant è prodotto tramite piattaforma proprietaria, sviluppata per offrire un’alternativa standardizzata ai collagene di origine animale. Rispetto ai materiali tradizionali, l’uso di rhCollagen consente:

  • maggiore riproducibilità tra lotti, fondamentale per studi preclinici e industriali;
  • migliore biocompatibilità e profilo di sicurezza, grazie alla natura “human-like” della molecola;
  • una più ampia possibilità di modulare le proprietà fisiche e biochimiche del bioink.

CollPlant propone già da anni una gamma di bioink rhCollagen per diverse tecnologie di bioprinting, progettati per mimare il più possibile le caratteristiche fisiche dei tessuti nativi. BioFlex si inserisce in questo portafoglio come soluzione specifica per DLP, con focus sulla riduzione del lavoro di formulazione.

Superare il “collo di bottiglia” della formulazione dei bioink

Uno dei principali ostacoli nella biostampa 3D è lo sviluppo di bioink con proprietà meccaniche e reologiche compatibili sia con le esigenze biologiche (sopravvivenza cellulare, diffusione di nutrienti) sia con le necessità della tecnologia di stampa (viscosità, risposta alla luce, stabilità dimensionale). In molti laboratori, questa fase comporta lunghi cicli di screening di componenti, test e ottimizzazioni iterative.

BioFlex propone un approccio “formulation-ready”: seguendo le linee guida incluse nel kit, i ricercatori possono ottenere in tempi ridotti bioink personalizzati con proprietà meccaniche modulabili, riducendo drasticamente il numero di iterazioni preliminari. Ciò consente di abbreviare i tempi di sviluppo di nuovi modelli tissutali, aumentare la ripetibilità dei risultati di stampa e limitare consumi di materiali e costi di R&S legati alla fase di ottimizzazione.

Applicazioni previste e casi d’uso

CollPlant posiziona BioFlex come soluzione per due macro-aree: biofabbricazione di modelli di tessuto per ricerca farmaceutica e sviluppo di tessuti e organi ingegnerizzati.

Esempi di possibili applicazioni includono:

  • modelli 3D di tessuti umani per test di efficacia e tossicità di farmaci;
  • scaffold per rigenerazione di cartilagine, tendini e tessuti molli;
  • costrutti cutanei complessi per studi di cicatrizzazione o test cosmetici, in continuità con progetti dove il rhCollagen di CollPlant è stato impiegato in modelli di pelle umanizzata.

La natura animal-free del sistema lo rende particolarmente interessante per chi punta a ridurre o sostituire la sperimentazione animale, proponendo modelli in vitro più vicini ai tessuti umani.

Vantaggi specifici per la biostampa DLP

La biostampa DLP sfrutta la proiezione di pattern luminosi per fotopolimerizzare strati di materiale ad alta risoluzione. Per funzionare al meglio, richiede bioink compatibili con specifici fotoiniziatori e con una finestra di assorbimento ben definita.

BioFlex integra fotoattivatori calibrati per la DLP, permettendo elevata fedeltà geometrica nella stampa di micro-canali, porosità controllate e dettagli di piccola scala, strutture più omogenee e riproducibili grazie alla standardizzazione del sistema fotoattivo e una migliore integrazione tra parametri di processo (intensità e tempo di esposizione) e risposta del bioink.

Strategia di CollPlant nel settore della biostampa 3D

Con BioFlex, CollPlant amplia un portafoglio che già comprende bioink rhCollagen e collaborazioni su progetti di medicina rigenerativa, estetica e modelli tissutali avanzati. L’azienda descrive la propria piattaforma come pensata per standardizzare il più possibile la preparazione dei materiali, rendere scalabile la biostampa di scaffold complessi e supportare lo sviluppo di prodotti medicali e cosmetici con tempi e costi ridotti.

Il lancio del kit arriva in un contesto in cui il mercato richiede soluzioni “chiavi in mano” che riducano le barriere di ingresso alla biostampa avanzata, in particolare per istituzioni che non dispongono di competenze di formulazione approfondite.

Di Fantasy

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