Perché Creality porta uno scanner “standalone” al CES 2026
Il CES 2026 (Las Vegas, 6–9 gennaio 2026) è una vetrina dove i produttori mostrano prodotti pronti per il mercato e piattaforme “ecosistema” (hardware + software + workflow). In questo quadro, Creality ha comunicato al CES una linea di strumenti per la “desktop creation” che include anche la scansione 3D: l’idea è ridurre passaggi e dispositivi necessari per trasformare un oggetto fisico in un modello digitale stampabile o modificabile.
Che cos’è Creality Sermoon P1 e a chi si rivolge
Il Creality Sermoon P1 viene descritto come scanner 3D “all-in-one” e mobile, pensato per lavorare senza un computer esterno: integra display, calcolo a bordo e batteria, così da acquisire e gestire la scansione direttamente sul dispositivo. Il target dichiarato sono utenti che vogliono digitalizzare oggetti (parti meccaniche, superfici complesse, oggetti scuri o metallici) con un approccio più vicino a un “strumento” autonomo che a un accessorio collegato a notebook.
Sistema di acquisizione: laser blu multi-modalità e luce strutturata NIR
Secondo le specifiche riportate, Sermoon P1 combina laser blu e luce strutturata nel vicino infrarosso (NIR). Il laser blu lavora con più configurazioni:
-
22 linee incrociate per scansioni rapide;
-
7 linee parallele per maggiore dettaglio;
-
1 linea singola indicata per fori, scanalature e rientranze.
La logica è offrire modalità diverse in base alla geometria: ampie superfici (velocità), dettagli fini (densità) e aree difficili (linea singola). La presenza del laser blu viene anche associata alla capacità di gestire meglio alcune superfici scure o metalliche senza preparazioni aggiuntive (nota: nella pratica questo dipende molto dal materiale e dal livello di riflettanza).
Accuratezza e risoluzione: cosa significano i numeri dichiarati
Per il canale laser viene indicata una accuratezza massima fino a 0,02 mm. Per la modalità NIR si parla di accuratezza fino a 0,075 mm. In parallelo, viene citata una risoluzione di scansione (cioè la “densità” o passo dei dettagli catturabili) che varia in funzione della modalità: valori nell’ordine di 0,05–2 mm e 0,1–2 mm (a seconda del modo di acquisizione).
In termini pratici:
-
l’accuratezza dichiarata è un obiettivo “best-case” e va letta insieme a dimensione dell’oggetto, tracciamento, stabilità della mano e condizioni di superficie;
-
la risoluzione variabile indica che P1 può essere “regolato” da scansioni veloci (meno dense) a scansioni più fitte (più pesanti da elaborare).
Prestazioni operative: FPS, anteprima su schermo e modalità d’uso
Il dispositivo può lavorare in tre scenari principali:
-
Standalone (senza PC): fino a 60 fps di elaborazione;
-
Collegato via cavo a PC: fino a 100 fps;
-
Modalità NIR wireless: fino a 30 fps.
La gestione “in campo” è supportata da un touchscreen da 6″ per anteprima e controllo. L’idea è permettere un flusso dove si acquisisce, si controlla la copertura e si ripete l’acquisizione (se servono aree mancanti) senza dover rientrare ogni volta su workstation.
Hardware “a bordo”: perché un SoC Qualcomm cambia il modo di usare lo scanner
Uno dei punti centrali del Sermoon P1 è l’hardware integrato: viene indicato un chipset octa-core Qualcomm (fino a 3,36 GHz), con GPU Adreno 740 e un DSP con 48 TOPS. A questo si aggiungono 24 GB di RAM LPDDR5X e 256 GB di storage UFS 4.0.
In un dispositivo di scansione 3D, questo tipo di dotazione serve soprattutto a:
-
gestire flussi di immagini ad alto frame rate;
-
effettuare tracking e ricostruzione con meno dipendenza dal PC;
-
velocizzare operazioni di fusione/anteprima e controlli di qualità (copertura, rumore, buchi) direttamente sul campo.
Autonomia, batterie e connettività: Wi-Fi 7 e uso mobile
Per l’alimentazione vengono citate due batterie intercambiabili da 3.500 mAh ciascuna, un dettaglio che punta a continuità operativa (si può sostituire la batteria invece di fermare il lavoro). Sul fronte connettività viene indicato Wi-Fi 7, oltre alla possibilità di lavorare anche con PC quando serve più throughput o integrazione diretta nel workflow di post-processing. Il peso riportato è circa 850 grammi, coerente con l’idea di un’unità portatile ma dotata di display e calcolo interno.
Dove si colloca nella gamma Creality (Sermoon S1 / Sermoon X1) e perché il nome può confondere
Creality ha già a catalogo scanner con brand “Sermoon”, ad esempio Sermoon S1 e Sermoon X1, con comunicazioni focalizzate su accuratezza, gestione materiali complessi e (in alcuni casi) uso wireless tramite accessori dedicati. Sermoon P1 si differenzia perché viene presentato esplicitamente come unità autonoma con display e computer integrato, più vicina a un “terminal” di scansione che a teste collegate a smartphone/PC.
Questo spiega anche la possibile confusione: “Sermoon” è un marchio usato da Creality sia per stampanti 3D sia per scanner 3D, ma i prodotti appartengono a famiglie distinte.
Disponibilità e prezzo: cosa sappiamo oggi
Nelle informazioni riportate dalle testate che hanno coperto l’annuncio, non viene indicato un prezzo ufficiale. La disponibilità viene invece collocata a fine gennaio 2026. Alcuni contenuti “hands-on” non ufficiali parlano di finestre di lancio simili e riportano indicazioni non definitive sul posizionamento, ma senza un listino confermato è più prudente considerare solo la timeline comunicata nell’annuncio.
Cosa aspettarsi dal workflow: dal pezzo fisico al CAD
Un tema ricorrente nella scansione 3D “desktop” è ridurre l’attrito tra acquisizione e utilizzo del dato: nuvole di punti e mesh devono diventare modelli lavorabili (reverse engineering, superfici, quote, tolleranze). Creality sta anche lavorando su integrazioni software per collegare i dati di scansione a strumenti di ricostruzione CAD: questo contesto rende più chiaro perché un dispositivo come P1, con calcolo a bordo e connettività moderna, punti a portare parte del lavoro “prima” del PC (verifica copertura, pre-allineamenti, gestione progetti) e a consegnare dati più pronti per la fase successiva.
