Il progetto ACOT: cosa sta costruendo Croom Medical a Croom (Co. Limerick)
Il 23 febbraio 2026 Croom Medical ha comunicato l’avvio dei lavori per ACOT (Advanced Centre of Orthopaedic Technologies), un nuovo polo da 38.000 piedi quadrati concepito come centro di ricerca & sviluppo e industrializzazione. L’obiettivo dichiarato è concentrare “sotto lo stesso tetto” una filiera completa: dalla progettazione e prototipazione fino alla produzione seriale validata di dispositivi ortopedici, riducendo passaggi tra fornitori e fasi esterne.

Un’unica struttura per più linee prodotto: spalla, anca, ginocchio, colonna, trauma e sport medicine
Nel perimetro di ACOT, Croom Medical indica la volontà di supportare in modo più integrato l’intero ciclo di vita di diverse famiglie di prodotti (spalla, anca, ginocchio, colonna, trauma e medicina sportiva), passando dal concetto iniziale alla produzione conforme. In questa impostazione, la “R&D” non è separata dalla fabbrica: industrializzazione e trasferimento in produzione sono parte dello stesso percorso, con impatti diretti su validazioni, lotti pilota e ramp-up.

Le tecnologie annunciate: additive multimateriale più lavorazioni e finiture “da impianto”
Secondo quanto riportato, la capacità di stampa 3D multimateriale sarà affiancata da una gamma ampia di processi: CNC di precisione, lavorazioni “lights-out” (celle automatizzate per produzioni senza presidio continuo), rettifica, carico palletizzato, trattamenti termici in forno a vuoto, elettrolucidatura, anodizzazione, lucidatura e finitura automatizzate, ispezione digitale e attività di clean-and-pack. In pratica, ACOT è progettato per gestire non solo la forma dell’impianto, ma anche le finiture di superficie e le operazioni di preparazione che incidono su qualità, ripetibilità e gestione della supply chain per gli OEM.

Perché inserire forno a vuoto, elettrolucidatura e anodizzazione nello stesso sito
Nel manufacturing ortopedico, trattamenti come il forno a vuoto sono spesso usati per ottenere un ambiente controllato durante cicli termici, riducendo contaminazioni e ossidazioni e supportando proprietà meccaniche/stato tensionale dei componenti; le operazioni di finitura (inclusa elettrolucidatura) puntano invece a controllare micro-asperità, rimozione di difetti superficiali e ripetibilità estetico-funzionale. Croom Medical inserisce queste fasi nella stessa infrastruttura per accorciare la distanza tra produzione e finitura e ridurre dipendenze esterne, soprattutto quando si parla di impianti complessi e di lotti che devono essere tracciati e validati.

Il “perché adesso”: fissazione cementless, chirurgia robot-assistita e AM “a scala”
Nel racconto del progetto, Croom Medical collega l’investimento a tre direzioni del settore: fissazione cementless, chirurgia robot-assistita e manifattura additiva a scala industriale. La fissazione cementless, in particolare, è oggetto di crescente attenzione clinica e industriale perché richiede superfici e geometrie orientate all’osteointegrazione; la robotica, dal lato processo, alza l’asticella sulla coerenza tra pianificazione e risultato e spinge verso supply chain più robuste; l’AM, quando passa dalla “serie limitata” alla produzione ripetibile, richiede finitura e controlli industrializzati.

Tempistiche, supporto istituzionale e partner di costruzione
I lavori risultano in corso e la conclusione è indicata entro la fine del 2026. Il progetto viene descritto come sviluppato con il supporto di Enterprise Ireland, coerentemente con il ruolo dell’ente nel sostenere investimenti e crescita industriale nel settore medtech irlandese. Nelle immagini della cerimonia di avvio lavori pubblicate da TCT compaiono inoltre rappresentanti di LyMar Contracts, società coinvolta nello sviluppo del sito.

Dimensione dell’investimento: cosa dicono le diverse fonti
Sull’ammontare economico, le pubblicazioni di settore non sono allineate: alcune testate riportano un investimento nell’ordine di €18 milioni per ACOT, mentre altre comunicazioni si concentrano sul fatto che si tratti del più grande investimento singolo nella storia dell’azienda e richiamano, in parallelo, investimenti pluriennali in tecnologie avanzate (inclusa l’additive). In assenza di un valore univoco comunicato in modo identico su tutte le fonti disponibili, il dato più prudente è associare ad ACOT la cifra di €18M solo dove esplicitamente riportata.

Il profilo di Croom Medical: capacità produttiva, qualità e scala
Nel profilo aziendale, Croom Medical ricostruisce una crescita iniziata nel 1984 con il fondatore Paddy Byrnes e oggi guidata dal CEO Patrick Byrnes. La stessa pagina indica una struttura con turni 24/7, un team “nearly 170 professionals” e un volume dichiarato di 250.000 impianti prodotti all’anno, oltre a certificazioni come ISO 13485 e ISO 14001. Questi numeri aiutano a leggere ACOT come passo di consolidamento industriale: integrare più processi nello stesso sito ha senso quando l’obiettivo è mantenere qualità e tracciabilità su volumi e famiglie prodotto differenti.

AM e “multimateriale”: TALOS con Global Advanced Metals e la logica dei sistemi ibridi
Quando TCT parla di additive multimateriale, il riferimento è coerente con il percorso che Croom Medical sta comunicando anche su altre piattaforme. Un esempio è TALOS™, sviluppato in collaborazione con Global Advanced Metals (GAM Additive™): l’azienda descrive la possibilità di stampare tantalio direttamente su substrati in titanio, combinando proprietà meccaniche del titanio con caratteristiche del tantalio legate a osteoconduttività e resistenza alla corrosione, oltre a una gestione della polvere in logica “closed loop” con fornitura dichiarata come conflict-free. Questo tipo di approccio ibrido è uno dei modi concreti in cui il concetto di “multimateriale” entra nel mondo degli impianti metallici.

Biofuse e le superfici porose: perché la finitura e l’ispezione diventano centrali
Un secondo tassello è Biofuse™, piattaforma di lattice poroso prodotta con Laser Powder Bed Fusion (L-PBF), con riferimenti a conformità ASTM F1854 e parametri di progetto come pore size, porosità e coefficiente d’attrito. Per dispositivi con regioni dense e porose nello stesso componente, la coerenza tra progetto, produzione, post-processi e controlli (inclusa ispezione digitale) diventa una variabile di processo, non un dettaglio. È esattamente il tipo di scenario in cui una struttura come ACOT, con molte fasi internalizzate, può ridurre variabilità tra fornitori e rendere più lineare la validazione.

Di Fantasy

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