CurifyLabs presenta PharmaPrinter Aurum: una stampante 3D per il compounding farmaceutico pensata per volumi più alti in spazi ridotti
CurifyLabs, startup finlandese attiva nelle soluzioni per il compounding (allestimento personalizzato di medicinali), ha annunciato la CurifyLabs PharmaPrinter Aurum, una nuova stampante 3D per automatizzare e standardizzare la preparazione di terapie personalizzate all’interno di farmacie e strutture sanitarie. Il lancio si inserisce nel percorso dell’azienda di trasformare processi tradizionalmente manuali in flussi di lavoro tracciabili, ripetibili e più rapidi, con l’obiettivo di supportare la produzione “point-of-care” quando la formulazione commerciale non è adatta al singolo paziente.
Cos’è il compounding e perché sta tornando centrale (anche per la personalizzazione)
Il compounding è la preparazione di un farmaco su misura, realizzata combinando o modificando ingredienti per rispondere a necessità specifiche: per esempio un paziente con allergia a un eccipiente o a un colorante presente in un prodotto approvato, oppure pazienti pediatrici o anziani che richiedono una forma farmaceutica diversa (liquida, dose ridotta, ecc.). In diversi Paesi il compounding è una pratica consolidata, ma rimane delicata perché richiede controlli, procedure e competenze per garantire qualità e riproducibilità; per questo molte iniziative tecnologiche puntano ad automatizzare passaggi critici (dosaggio, tracciabilità, controllo peso) e a ridurre la variabilità.
Dalla piattaforma al dispositivo: dove si colloca PharmaPrinter Aurum
Secondo CurifyLabs, Aurum è l’evoluzione del loro ecosistema Compounding System Solution (CSS), che combina hardware, software e “material inputs” (es. basi ed eccipienti di grado idoneo) in un flusso unico dalla prescrizione alla forma di dosaggio finale. Nella comunicazione ufficiale, l’azienda evidenzia quattro aree: velocità (fino a 9 volte più rapida del compounding manuale), semplificazione operativa (touchscreen, montaggio siringa con quick-lock), ingombro ridotto ma con capacità produttiva elevata, e un controllo qualità integrato con bilancia incorporata e funzioni software che includono aspetti di cybersecurity.
Forme di dosaggio supportate e implicazioni pratiche in laboratorio
Uno degli elementi più interessanti comunicati per Aurum è l’attenzione alla gestione di più forme di dosaggio e confezionamenti. CurifyLabs cita, tra gli esempi, troches/pastiglie, film, gel tablets, supposte, capsule, e la possibilità di gestire diversi formati di packaging come blister, flaconi e stampi. Dal punto di vista di una farmacia o di un laboratorio di compounding, questo tipo di versatilità è rilevante perché sposta il focus da “una macchina per una singola applicazione” a un sistema che può coprire più casi d’uso clinici, purché supportato da procedure validate di preparazione e pulizia.
Aurum vs PharmaPrinter 01: cosa cambia davvero (oltre al nome)
Le informazioni disponibili indicano che Aurum amplia la famiglia prodotto accanto al precedente modello PharmaPrinter 01. Il punto chiave comunicato è il form factor più compatto, pensato per aprire il mercato a realtà con spazi più limitati ma con bisogno di volumi maggiori rispetto a un workflow manuale. CurifyLabs, parallelamente, dichiara che continuerà a supportare PharmaPrinter 01, segnalando che Aurum non è un rimpiazzo immediato “one-to-one”, ma un’opzione aggiuntiva per esigenze diverse.
Dettagli tecnici disponibili sul modello precedente (per capire il contesto operativo)
Sebbene CurifyLabs non pubblichi nello stesso livello di dettaglio tutte le specifiche di Aurum nella comunicazione iniziale, sono disponibili informazioni utili su PharmaPrinter 01: presenza di bilancia integrata, automazione del dosaggio per compresse masticabili, capsule, supposte e liquidi, possibilità di dosare direttamente in blister, e indicazioni su procedure di pulizia rapide e validate. Nella scheda prodotto del modello 01 compaiono anche dati dimensionali e peso (utile come termine di paragone): 45 kg e ingombri circa 66,5 × 63,2 × 69,5 cm, oltre a marcatura CE per uso di laboratorio e produzione in Europa.
Perché l’automazione (e la stampa 3D) può essere rilevante nel compounding, ma con vincoli chiari
La letteratura scientifica sul tema sottolinea che portare la stampa 3D dentro farmacie e ospedali può migliorare la personalizzazione e, in alcuni scenari, standardizzare processi che oggi sono molto dipendenti dall’operatore. Allo stesso tempo, i principali ostacoli restano l’integrazione con la pratica clinica, i requisiti regolatori, la qualità dei materiali, la validazione dei processi e la necessità di personale formato. In questo quadro, sistemi come quelli proposti da CurifyLabs puntano a ridurre la variabilità tramite workflow guidati, ricettari e pre-validazioni (dove applicabili), controllo peso e tracciabilità.
Le dichiarazioni dell’azienda e il posizionamento di mercato
Nel comunicato sul lancio di Aurum, la CEO e fondatrice Charlotta Topelius collega il prodotto alla trasformazione del compounding da processo manuale ad attività più strutturata in termini di ripetibilità, senza spostarlo fuori dal contesto farmacia/ospedale. CurifyLabs afferma inoltre di combinare software proprietario, eccipienti prodotti secondo GMP e tecnologia di stampa 3D per aumentare coerenza, sicurezza e velocità del compounding non sterile.

Tabella 1 – Informazioni chiave sulla CurifyLabs PharmaPrinter Aurum
| Voce | Dettaglio |
|---|---|
| Azienda | CurifyLabs |
| Paese | Finlandia |
| Modello | PharmaPrinter Aurum |
| Ambito di utilizzo | Compounding farmaceutico |
| Contesto di utilizzo | Farmacie, ospedali, laboratori |
| Tecnologia | Stampa 3D per dosaggio e formatura |
| Ecosistema | Compounding System Solution (CSS) |
| Interfaccia | Touchscreen |
| Controllo qualità | Bilancia integrata |
| Obiettivo principale | Automatizzare e standardizzare il compounding |
Tabella 2 – Confronto tra PharmaPrinter Aurum e PharmaPrinter 01
| Caratteristica | PharmaPrinter Aurum | PharmaPrinter 01 |
|---|---|---|
| Posizionamento | Nuova generazione | Modello precedente |
| Ingombro | Più compatto | Maggiore |
| Produttività | Pensata per volumi più alti | Volumi medi |
| Automazione | Elevata | Elevata |
| Bilancia integrata | Sì | Sì |
| Forme di dosaggio | Multiple | Multiple |
| Stato a catalogo | Attivo | Ancora supportato |
| Destinazione | Spazi ridotti con alta richiesta | Laboratori più strutturati |
Tabella 3 – Forme di dosaggio supportate
| Forma farmaceutica | Esempi di utilizzo |
|---|---|
| Troches / pastiglie | Terapie personalizzate orali |
| Capsule | Dosaggi su misura |
| Film | Pazienti pediatrici o disfagia |
| Gel tablets | Rilascio controllato |
| Supposte | Pazienti non trattabili per via orale |
| Liquidi dosati | Terapie personalizzate non solide |
Tabella 4 – Vantaggi operativi per farmacie e ospedali
| Area | Beneficio |
|---|---|
| Ripetibilità | Riduzione della variabilità operatore-dipendente |
| Tracciabilità | Maggior controllo del processo |
| Velocità | Tempi ridotti rispetto al compounding manuale |
| Spazio | Integrazione in ambienti compatti |
| Qualità | Controllo peso e dosaggio integrato |
| Standardizzazione | Workflow guidati e digitalizzati |
Tabella 5 – Ambiti applicativi del compounding con stampa 3D
| Ambito clinico | Necessità tipica |
|---|---|
| Pediatria | Dosaggi ridotti e forme alternative |
| Geriatria | Difficoltà di deglutizione |
| Allergologia | Eliminazione di eccipienti specifici |
| Terapie personalizzate | Adattamento preciso del dosaggio |
| Ospedali | Produzione point-of-care |