“Filament Cooler” su Kickstarter: perché raffreddare il filamento dopo l’asciugatura?
Un progetto su Kickstarter, chiamato Filament Cooler, promette di raffreddare il filamento all’uscita dall’essiccatore per consentire “dry & print” in continuo. L’idea nasce come complemento ai box di asciugatura, ma il razionale tecnico non è ancora spiegato in modo dettagliato nella pagina pre-campagna e suscita domande nella community.
 

Il punto di Fabbaloo: stampa “dry-through” esiste già, serve davvero un cooler dedicato?
Come osserva Fabbaloo, molti essiccatori per filamento hanno porte passanti per alimentare direttamente la stampante mantenendo bassa l’umidità; il valore aggiunto del raffreddamento attivo,  

Moisture management: cosa sappiamo da linee guida e letteratura
Per materiali igroscopici (nylon, TPU, PETG, ASA) l’essiccazione a 45–60 °C per 4–8 h è pratica comune, seguita da stoccaggio sigillato con essiccante o in AMS/box ermetici per evitare riassorbimento nelle ore successive. La qualità di stampa degrada rapidamente se il filamento caldo torna in ambiente umido.
 

Ipotesi di beneficio: stabilità dimensionale, trazione e riassorbimento
Un raffreddamento controllato potrebbe ridurre la morbidezza residua del filamento appena essiccato (utile per tolleranze in bowden/AMS), limitare deformazioni sotto trazione e diminuire l’exchange di umidità sulla superficie quando il filo passa da ambiente caldo-secco a ambiente più umido. La letteratura su polimeri stampati indica che temperatura e umidità insieme influenzano proprietà meccaniche e adesione tra layer.
 

Precedenti tecnici: raffreddamento/condizionamento attivo del percorso filo
Progetti “maker” hanno sperimentato raffreddatori a modulo Peltier per mantenere filamento freddo e secco lungo il percorso, combinando abbattimento termico e deumidificazione localizzata. Questo approccio, se ben ingegnerizzato, può creare un micro-ambiente più stabile all’uscita dell’essiccatore.
Fonti: Hackaday

Confronto con soluzioni attuali: essiccare e stampare in continuo
Sistemi commerciali e open (es. AeroDry, PrintDry, Firefly) già affrontano l’asciugatura prima e durante la stampa, puntando su stoccaggio ermetico, ricircolo d’aria calda e controllo dell’umidità. Il Filament Cooler, se efficace, si posizionerebbe a valle di questi step come finitura termica del filo.
 

Cosa chiedere ai promotori del progetto
Per valutare l’utilità pratica servono dati su: ΔT misurato all’uscita; UR locale lungo il percorso; impatto su stringing, layer adhesion e dimensionale rispetto a un set-up “dry-through” standard; consumo energetico e rumore; compatibilità con box e AMS esistenti.
 

Il dissipatore di calore del filamento [Fonte: Kickstarter] Filament Cooler

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Di Fantasy

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