Freeform chiude un Series B da 67 milioni di dollari per scalare “Skyfall”: piattaforma multi-laser con controllo in tempo reale via GPU

Il finanziamento: importo, tipologia e investitori coinvolti
Freeform ha annunciato la chiusura di un round Series B da 67 milioni di dollari con la partecipazione di un gruppo di investitori che include AE Ventures e NVentures (braccio di venture capital di NVIDIA), oltre a Apandion, Founders Fund, Linse Capital, Threshold Ventures e Two Sigma Ventures. L’operazione viene descritta come un passaggio funzionale a finanziare l’aumento di capacità produttiva e l’evoluzione della piattaforma industriale dell’azienda, più che come un investimento “solo” in R&D.

Quanto ha raccolto finora: i round precedenti e la soglia dei 120 milioni
Nella ricostruzione del percorso finanziario, Freeform risulta aver raccolto 14 milioni di dollari nel 2024 con il supporto di AE Ventures e NVentures, dopo un round precedente da 45 milioni di dollari comunicato quando l’azienda è uscita dalla modalità “stealth” nel 2023. Sommando il Series B da 67 milioni, il totale raccolto supera 120 milioni di dollari. Questo dato aiuta a leggere l’operazione come parte di un piano di industrializzazione in più fasi, con investimenti ripetuti sulla capacità produttiva e sull’infrastruttura di controllo del processo.

Il modello di business: produzione come servizio, non vendita di stampanti
Nel racconto aziendale, Freeform insiste su un punto: non propone la piattaforma come “macchina da acquistare”, ma come manufacturing-as-a-service, cioè produzione per conto terzi gestita internamente in stabilimento. L’idea è ridurre la necessità per i clienti di costruire linee dedicate e assumere competenze specialistiche per portare l’additive metallico in produzione, spostando la complessità verso un impianto “software-defined” controllato da sensori, modelli e automazione.

Da dove nasce Freeform: Hawthorne (California) e il team con esperienza SpaceX
Freeform si presenta come realtà fondata da figure con esperienza in SpaceX, con sede dichiarata a Hawthorne, California. L’azienda ha costruito la propria narrazione attorno a un problema operativo noto nel metal AM: la distanza tra prototipazione e produzione ripetibile, con costi elevati di possesso/gestione delle macchine e difficoltà nel mantenere qualità costante a throughput industriale. In questa chiave, il “prodotto” non è una stampante isolata, ma un sistema fabbrica-piattaforma che integra compute, sensing e controllo.

GoldenEye: la piattaforma attuale e il punto di partenza (18 laser)
La piattaforma oggi operativa viene indicata come GoldenEye, descritta come un sistema basato su fusione di polveri metalliche tramite laser. Nelle dichiarazioni riportate dai media, GoldenEye utilizza 18 laser per realizzare componenti metallici di precisione. Il riferimento serve soprattutto a definire lo “scalino” verso la prossima architettura: passare da una configurazione già multi-laser a un impianto con ordine di grandezza superiore in termini di numero di sorgenti e portata giornaliera.

Skyfall: cosa cambia (centinaia di laser, migliaia di kg/giorno, +25x capacità)
La prossima generazione viene chiamata Skyfall e viene descritta come piattaforma “factory” capace di usare centinaia di laser per arrivare a migliaia di chilogrammi al giorno di parti metalliche. In questa stessa comunicazione, l’aumento di capacità viene quantificato nell’ordine di ~25 volte rispetto alla configurazione attuale. È un tipo di affermazione che, nel metal AM, implica non solo più laser, ma anche gestione termica, controllo del letto di polvere, calibrazione, strategie di scansione e soprattutto sistemi di qualità e tracciabilità che restino coerenti all’aumentare del parallelismo.

Il ruolo di NVIDIA: GPU per sensing, simulazione e controllo in tempo reale (H200 on-site)
Un elemento centrale nella proposta di Freeform è l’uso di GPU come infrastruttura di fabbrica: l’azienda lega Skyfall a un livello di sensing, simulazione e controllo in tempo reale che richiede calcolo ad alte prestazioni. In un’intervista, Erik Palitsch (CEO e co-fondatore) descrive un impianto con cluster NVIDIA H200 on-site utilizzati per eseguire simulazioni fisiche “in tempo reale” e modelli di apprendimento che influenzano il ciclo end-to-end di produzione. In questa visione, la GPU non è un acceleratore “a valle” per analisi offline, ma parte dell’anello di controllo del processo mentre il metallo si forma.

Tempistiche: “go-live” in H1 2026 e presentazione pubblica in H2 (due piani diversi)
Sul calendario compaiono due indicazioni che possono riferirsi a momenti differenti dello stesso programma. Da un lato, viene riportata l’aspettativa di rendere Skyfall operativo (“go live”) nella prima metà del 2026; dall’altro, alcune coperture parlano di una rivelazione/presentazione nella seconda metà dell’anno. Nel contesto industriale, le due cose possono coesistere: avvio interno in produzione e comunicazione pubblica in una fase successiva, quando prestazioni e stabilità sono già state validate su commesse reali.

Perché “AI-native” nel metal AM: qualità ripetibile e riduzione del lavoro manuale
Nella descrizione del proprio stack, Freeform collega l’espressione “AI-native” a un insieme di funzioni: architettura di fabbrica scalabile, sensori per misurare ciò che accade nel processo, controlli in tempo reale e apprendimento dai dati per rendere la qualità più ripetibile quando si passa da lotti piccoli a volumi. In questa cornice, l’automazione non elimina la metallurgia o la necessità di qualification, ma mira a ridurre la quota di aggiustamenti manuali e iterazioni lente che spesso rallentano il passaggio a produzione quando cambiano geometrie, materiali o volumi.

Capacità, persone e domanda: espansione di impianti e assunzioni
La scalabilità richiede anche risorse “fisiche”: spazio produttivo, supply chain, manutenzione e competenze. In alcune ricostruzioni viene indicato che Freeform intende sostenere la crescita con nuove assunzioni (fino a 100 persone) per supportare l’aumento di capacità e la messa a regime della piattaforma. In parallelo, l’azienda afferma di essere già in produzione continuativa su componenti mission-critical e che la domanda superi la capacità disponibile, elemento che spiega perché il Series B sia orientato a un upgrade industriale e non a un semplice laboratorio.

Settori serviti: componenti mission-critical tra aerospazio e motorsport
Nella comunicazione istituzionale, Freeform colloca il proprio lavoro su componenti mission-critical e cita ambiti applicativi che includono aerospazio, difesa, aviazione, energia avanzata, trasporti e motorsport (con riferimenti a programmi legati a motori e a catene di fornitura ad alte prestazioni). L’accoppiata tra investitori come Founders Fund e Two Sigma Ventures, insieme a NVIDIA NVentures, segnala un posizionamento in cui hardware, software e fabbrica vengono finanziati come un unico prodotto industriale.

Di Fantasy

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