Il Gruppo Tecnologico HARTING concentra le proprie attività di stampa 3D in un’unica sede, trasformando Rahden in un riferimento globale per lo sviluppo e l’applicazione industriale della produzione additiva.
HARTING Technology Group: un colosso della connettività industriale punta sulla manifattura additiva
HARTING Technology Group è uno dei principali produttori mondiali di tecnologie di connessione industriale. Con sede a Espelkamp, in Germania, l’azienda è attiva in numerosi settori, tra cui l’automazione industriale, l’energia, la mobilità e l’elettronica. Il suo prodotto più noto è la serie di connettori industriali Han®, standard di fatto in moltissime applicazioni di automazione e controllo in tutto il mondo.
Il 30 marzo 2026, HARTING ha annunciato ufficialmente l’apertura del “Center of Competence Additive Manufacturing” presso il suo stabilimento di Rahden, in Renania Settentrionale-Vestfalia. L’obiettivo dichiarato è quello di raccogliere in un unico luogo fisico tutte le competenze, le tecnologie e i casi d’uso legati alla stampa 3D e alla produzione additiva, rendendole accessibili ai diversi reparti aziendali su scala globale.
Dal prototipo alla produzione in serie: la visione del nuovo centro
Il Center of Competence Additive Manufacturing non è concepito come un laboratorio di ricerca isolato, ma come un nodo operativo all’interno della catena produttiva di HARTING. Il centro si occupa di processi e materiali additivi che spaziano dall’early-stage di sviluppo prodotto fino alle prime applicazioni in produzione seriale.
Attraverso componenti campione e casi pratici concreti, il centro dimostra come la manifattura additiva possa essere impiegata in tre ambiti principali: lo sviluppo di prodotto, la realizzazione di ausiliari di produzione (attrezzature, jig, fixture) e la produzione di componenti interni speciali. Questa distinzione è importante perché segnala un approccio pragmatico e graduato all’adozione della tecnologia, anziché una sostituzione immediata dei processi convenzionali.
Jörn Held, esperto di Industrial Engineering New Technologies presso HARTING, ha dichiarato: “Con l’espansione mirata della nostra competenza nella manifattura additiva, rafforziamo la nostra capacità di innovazione, aumentiamo l’indipendenza tecnologica e creiamo la base per nuove soluzioni di prodotto e processi produttivi orientati al futuro.”
Rahden come hub globale per gli standard additivi
Una delle caratteristiche più significative del nuovo centro è la sua funzione normativa interna: Rahden diventa il luogo in cui HARTING definisce standard, metodologie e orientamenti tecnologici per la manifattura additiva, che vengono poi trasferiti all’intera organizzazione mondiale del gruppo.
Heinz-Peter Einhoff, Global Director Center of Excellence Industrial Engineering, ha sottolineato: “Qui a Rahden stiamo concentrando le competenze per trasferire in modo mirato la manifattura additiva nelle applicazioni industriali e creare valore aggiunto su scala globale.”
Questo modello — in cui una singola sede funge da centro generatore di conoscenze e poi esporta prassi e metodi verso le altre sedi — rispecchia un approccio diffuso tra i grandi gruppi industriali che intendono industrializzare la stampa 3D in modo strutturato e coerente, anziché sviluppare isole tecnologiche nelle singole fabbriche.
Perché la stampa 3D richiede competenza interna specifica
Nel comunicato ufficiale e nella copertura della stampa di settore, HARTING ha richiamato esplicitamente le peculiarità tecniche della manifattura additiva rispetto ai processi convenzionali: a differenza della lavorazione meccanica o dello stampaggio a iniezione, nel 3D printing le scelte di progettazione geometrica, la selezione del materiale e la strategia produttiva sono strettamente interconnesse e non possono essere gestite separatamente.
Questo significa che costruire competenza interna non è solo una questione di disporre delle macchine, ma implica la formazione di figure specializzate in grado di progettare componenti nativi per la produzione additiva (design for additive manufacturing), sfruttarne le libertà geometriche e garantire la qualità riproducibile nel tempo. Solo con tale padronanza è possibile convertire prototipi in parti produttive e ridurre i tempi di sviluppo in modo sistematico.
Nuove possibilità per i materiali plastici ad alte prestazioni
Tra i commenti raccolti attorno all’apertura del centro, un contributo pubblicato su LinkedIn da un partner del settore ha evidenziato un aspetto spesso sottovalutato: la disponibilità crescente di materiali plastici ad alte prestazioni consente oggi ai
