La compagnia di navigazione sudcoreana HMM, specializzata nel trasporto containerizzato, ha avviato un progetto sperimentale di stampa 3D a bordo delle proprie navi. Il test è in corso sulla portacontainer HMM GREEN, con capacità di 9.000 TEU, e mira a valutare l’efficacia della produzione additiva in condizioni operative reali di navigazione.
L’obiettivo dell’iniziativa è comprendere se sia possibile produrre componenti di ricambio direttamente a bordo, con benefici attesi sul piano dei costi, della gestione delle scorte e della continuità operativa.
Produzione a bordo: un’officina digitale all’interno della nave
Il sistema sperimentato da HMM è denominato 3D Printing Digital Workshop e consiste in un’unità compatta installata all’interno di un container marittimo, equipaggiata per la produzione additiva con metallo in polvere, in particolare acciaio inossidabile, adatto all’ambiente marino.
Il vantaggio principale di questa soluzione è la possibilità di realizzare in modo autonomo e immediato pezzi di ricambio critici, riducendo drasticamente i tempi di approvvigionamento. Secondo HMM, il sistema potrebbe rappresentare un’alternativa più efficiente rispetto ai metodi tradizionali basati sulla catena di fornitura esterna.
Collaborazioni per l’innovazione nel settore navale
A supporto del progetto, nel settembre 2023 HMM ha sottoscritto un protocollo d’intesa (MoU) con importanti partner industriali e istituzionali:
HD Hyundai Heavy Industries (HHI)
HD Korea Shipbuilding & Offshore Energy
Korean Register (KR)
American Bureau of Shipping (ABS)
Queste collaborazioni mirano a sviluppare, validare e standardizzare l’utilizzo della stampa 3D nell’ambito navale, creando una base tecnologica solida per una futura adozione su larga scala.
Sviluppo e validazione dell’officina mobile 3D
HHI ha chiarito che, a differenza di altri settori dove la manifattura additiva è già consolidata, il contesto marittimo presenta criticità specifiche, tra cui vibrazioni continue, movimento della nave e condizioni ambientali complesse (umidità, salinità, escursioni termiche).
Per affrontare queste sfide, nel 2023 HHI ha avviato un progetto con il sostegno del governo coreano, con l’obiettivo di sviluppare un modulo di stampa 3D completamente operativo da impiegare direttamente a bordo. Il risultato è stato un sistema integrato all’interno di un container, denominato 3D Printing Digital Workshop, che comprende anche un meccanismo di compensazione del movimento, necessario per garantire la stabilità del processo di stampa nonostante il rollio della nave.
Uno dei benefici immediati emersi dalla sperimentazione è la riduzione drastica dei tempi di consegna per i pezzi di ricambio critici: si è passati da una media di 233 giorni a soli 2 giorni, grazie alla possibilità di produrre direttamente a bordo.
Verso un nuovo modello operativo per la manutenzione navale
L’impiego della stampa 3D nell’ambito navale è ancora in fase iniziale, ma sempre più attori del settore stanno esplorando soluzioni di produzione distribuita per migliorare la gestione dei ricambi, ridurre i costi logistici e contenere i tempi di fermo.
Nel 2024, la società emiratina Immensa ha avviato una collaborazione con Pelagus 3D per ottimizzare la catena di fornitura e ampliare le reti di supporto OEM (original equipment manufacturer), puntando a fornire soluzioni più agili e locali nel settore navale e offshore. L’obiettivo è rispondere in modo più efficace ai problemi legati alla gestione dell’obsolescenza dei componenti e alla disponibilità immediata dei pezzi di ricambio.
Esempi precedenti di adozione della stampa 3D in ambito navale
Un esempio importante risale al 2018, quando la divisione Marine Products di Wilhelmsen, in collaborazione con Ivaldi Group, ha avviato un programma per fornire componenti stampati in 3D su richiesta a un gruppo selezionato di clienti del settore marittimo.
Questa iniziativa mirava a eliminare l’inventario fisico, semplificare la distribuzione e ridurre i costi complessivi. Tra gli utenti iniziali figuravano compagnie come:
Berge Bulk
Carnival Maritime
Executive Ship Management
OSM Maritime Group
Thome Ship Management
Wilhelmsen Ship Management
Queste aziende, che gestiscono flotte globali con esigenze diversificate, hanno potuto beneficiare dell’adozione di un modello di fornitura su richiesta, sostenuto dalla stampa 3D.
Prospettive future: standardizzazione, interoperabilità e nuove competenze
Il successo di iniziative come quella di HMM dipenderà non solo dall’affidabilità tecnica dei sistemi installati, ma anche dalla capacità di formare gli equipaggi, standardizzare i processi e assicurare l’interoperabilità tra produttori, fornitori e organismi di classificazione.
La disponibilità di una “officina digitale” a bordo rappresenta un’opportunità concreta per trasformare la manutenzione navale da un’attività reattiva a una gestione più flessibile e autonoma, capace di rispondere a imprevisti operativi senza dover dipendere da porti attrezzati o lunghi tempi di spedizione.
