Dal procurement alla capacità: cosa significa la mossa del Pentagono

Tradizionalmente il Pentagono ha operato come acquirente di prodotti finiti (missili, motori, sistemi completi), lasciando ai prime contractor la gestione dell’ecosistema produttivo e dei fornitori.
Con il pacchetto da 1 miliardo di dollari a L3Harris, parte di uno sforzo più ampio per rafforzare la base industriale dei motori a razzo, il Dipartimento della Difesa interviene invece a monte, finanziando direttamente impianti, linee produttive, tecnologie di fabbricazione avanzate e resilienza della supply chain, con l’obiettivo di garantire volumi e tempi di consegna compatibili con scenari di conflitto ad alta intensità.

L3Harris come pivot per i motori a razzo solidi

L3Harris, entrata nel segmento dei motori a razzo solidi con l’acquisizione di Aerojet Rocketdyne, è oggi uno degli attori chiave per la fornitura di propulsori destinati a missili tattici, sistemi di difesa aerea e altri asset strategici.
L’investimento del Pentagono punta ad aumentare il numero di motori prodotti ogni anno, a ridurre i lead time e a colmare i gap emersi negli ultimi anni, aggravati dall’aumento della domanda legata ai programmi USA e agli aiuti militari a partner internazionali; per farlo, la roadmap include l’adozione più ampia di tecnologie di produzione avanzata, inclusa la produzione additiva per alcune categorie di componenti complessi e ad alto valore.

Produzione additiva come leva di capacità e riduzione del rischio

Nella prospettiva descritta da Fabbaloo, la manifattura additiva non è solo una tecnologia innovativa, ma uno strumento per aumentare capacità, flessibilità e resilienza.
Integrando componenti realizzati in additive manufacturing (ad esempio ugelli, camere di combustione, strutture complesse integrate), i prime contractor possono ridurre il numero di pezzi e saldature, abbreviare cicli di fabbricazione, contenere la dipendenza da fornitori tradizionali e accorciare le catene logistiche, elementi cruciali quando l’obiettivo è saturare capacità produttiva e aumentare rapidamente la disponibilità di sistemi d’arma.

Il precedente nell’AM: l’investimento del DoD in 6K Additive

Questo intervento su L3Harris si inserisce in un percorso già avviato dal Dipartimento della Difesa a favore della produzione additiva e dei materiali avanzati.
Un esempio citato dalla stampa di settore è il finanziamento da 23,4 milioni di dollari a 6K Additive, focalizzato sulla produzione di polveri metalliche da rottame e materiali di scarto, con l’obiettivo di chiudere il ciclo dei materiali critici e ridurre la dipendenza da supply chain vulnerabili: un segnale che il DoD non guarda solo alla parte “hardware” dei motori, ma anche alla catena dei materiali per l’AM.

Capacità industriale, deterrenza e continuità di fornitura

La logica alla base del miliardo su L3Harris è legata alla deterrenza industriale: non basta possedere il know-how per costruire un sistema d’arma, serve la possibilità di produrlo e rimpiazzarlo in volumi adeguati, senza dipendere da colli di bottiglia o da singoli fornitori.
La produzione additiva, in questo quadro, è vista come una tecnologia che può ampliare il numero di siti in grado di produrre componenti qualificati, creare ridondanza di capacità e offrire margini di scalabilità più rapidi rispetto alle sole linee convenzionali, soprattutto per parti geometricamente complesse o soggette a frequenti modifiche progettuali.

Implicazioni per il settore della produzione additiva

Per il mondo dell’AM, i segnali del Pentagono indicano che il tema chiave non è solo la dimostrazione tecnologica, ma la capacità di inserire la stampa 3D in catene produttive qualificate, scalabili e verificabili, con requisiti stringenti su qualità, tracciabilità e affidabilità lungo tutta la vita del componente.
Per i fornitori di stampanti 3D, materiali e software di processo, questo si traduce in opportunità legate a programmi pluriennali di rafforzamento della base industriale, ma anche in una maggiore pressione verso standard condivisi, certificazioni e integrazione profonda nei sistemi di pianificazione e controllo di qualità dei grandi contractor della difesa.

Di Fantasy

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