Le autorità israeliane stanno valutando una revisione profonda delle norme edilizie nazionali, vecchie di circa cinquant’anni, per renderle compatibili con le tecnologie di 3D concrete printing (3DCP) e con soluzioni costruttive automatizzate. Il dibattito nasce dall’incontro tra l’esposizione a nuove tecnologie costruttive e una grave carenza di manodopera nel settore delle costruzioni, che sta spingendo verso una maggiore automazione dei cantieri.

Tecnologie viste al World of Concrete e ruolo di COBOD

Un momento chiave per i decisori israeliani è stato la visita alla fiera World of Concrete, dove sono state presentate attrezzature avanzate per l’edilizia, sistemi robotici di posa, tecnologie di prefabbricazione digitale e soluzioni di stampa 3D del calcestruzzo. Tra gli attori più visibili in questo ambito c’è COBOD International, con sistemi di stampa 3D per edilizia basati su portali cartesiani di grandi dimensioni in grado di estrudere mix cementizi per muri portanti e involucri edilizi. Queste dimostrazioni hanno evidenziato come la stampa 3D del calcestruzzo sia già impiegata in progetti pilota e in edifici in scala reale, spesso in collaborazione con imprese di costruzioni e sviluppatori immobiliari.

Il contesto nazionale: carenza di manodopera e aumento dei costi

Sul versante interno, Israele sta affrontando un deficit di lavoratori edili legato anche alle conseguenze del conflitto e alle restrizioni sui flussi di manodopera proveniente dall’estero e da aree limitrofe. La contrazione dell’offerta di manodopera ha spinto verso l’alto i salari nel settore delle costruzioni, con effetti sui costi complessivi di edificazione in un contesto di forte domanda di alloggi e infrastrutture. La combinazione tra domanda edilizia, carenza di personale e pressione sui prezzi ha convinto parte dell’amministrazione che l’introduzione di sistemi automatizzati, inclusa la stampa 3D del calcestruzzo, possa contribuire ad aumentare la capacità produttiva e a contenere i costi.

Obiettivo: codici edilizi compatibili con 3DCP

Per passare da dimostrazioni isolate a progetti diffusi servono regole tecniche e norme edilizie che riconoscano esplicitamente metodi costruttivi come la 3DCP. Le normative vigenti in Israele sono descritte come obsolete e modellate su tecniche tradizionali, con prescrizioni su materiali, modalità di posa, controlli di cantiere e prove strutturali che non contemplano la deposizione stratificata mediante sistemi robotizzati. In questo quadro, il tema centrale della revisione è creare un quadro normativo che consenta di valutare in modo strutturato qualità e sicurezza delle opere realizzate con tecnologie di stampa 3D del calcestruzzo.

Vantaggi attesi: capacità aggiuntiva e riduzione dei costi

Secondo le stime circolate nel dibattito, l’adozione più estesa di sistemi di stampa 3D del calcestruzzo e di altre tecnologie automatizzate potrebbe consentire di attivare capacità costruttiva aggiuntiva e ridurre i costi totali di costruzione di circa il 10–15%. Questi benefici deriverebbero dalla riduzione delle ore di lavoro in cantiere, dall’aumento della velocità esecutiva nella realizzazione delle strutture e dalla diminuzione degli sprechi di materiale grazie a processi più standardizzati. Resta però centrale la necessità di dimostrare in modo rigoroso la qualità meccanica e la durabilità degli elementi stampati, con protocolli di prova allineati agli standard internazionali.

Il confronto internazionale sui codici edilizi per la stampa 3D

La situazione israeliana si inserisce in un quadro globale in cui i codici edilizi di molti Paesi risultano datati rispetto alle potenzialità dell’additive manufacturing per l’edilizia. In diverse regioni si vedono edifici, ponti pedonali e strutture sperimentali stampate in 3D, ma spesso autorizzati tramite deroghe, certificazioni specifiche o progetti pilota con forte coinvolgimento degli enti pubblici. Il caso di Israele è significativo perché porta il tema del riconoscimento normativo della 3DCP a livello di politica nazionale, con un processo esplicito di revisione dei codici che potrebbe diventare un riferimento per altri Paesi alle prese con carenza di alloggi, mancanza di manodopera e vincoli di sostenibilità.

Implicazioni per il settore delle costruzioni e per i fornitori di tecnologia

Per le aziende che sviluppano sistemi di 3DCP, come COBOD e altri operatori internazionali di stampanti di grande formato per calcestruzzo, un aggiornamento dei codici edilizi in Israele aprirebbe opportunità concrete in un mercato con bisogni infrastrutturali rilevanti. Il settore delle costruzioni israeliano, dal canto suo, dovrebbe investire in formazione, integrare meglio strumenti di progettazione digitale come il BIM, sviluppare competenze su miscele cementizie stampabili e sulla gestione di cantieri in cui convivono operatori umani e sistemi robotici. Per gli organismi di controllo e gli ingegneri strutturisti la sfida sarà tradurre concetti come finestra di stampabilità, stratificazione e anisotropia meccanica in prescrizioni verificabili su resistenze minime, controlli non distruttivi, tolleranze geometriche e criteri di progetto che sfruttino le possibilità formali della stampa 3D preservando sicurezza e durabilità delle opere.

Di Fantasy

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