Che cosa sta facendo BC Cancer – Kelowna
Presso BC Cancer – Kelowna (British Columbia, Canada) un team clinico utilizza una stampante 3D per produrre strumenti patient-specific per la brachiterapia (radioterapia interna), con l’obiettivo di migliorare l’accuratezza della dose in tumori ginecologici come cervice uterina, vagina e recidive di carcinoma endometriale. L’iniziativa è stata guidata dalla medical physicist Dr. Deidre Batchelar e si basa su una pipeline che parte da imaging clinico (MRI e TC) per arrivare a dispositivi fisici adattati alla singola anatomia.
Perché gli applicatori “standard” non bastano sempre
La brachiterapia usa applicatori posizionati in prossimità (o all’interno) del sito tumorale per concentrare la dose e limitare l’irradiazione dei tessuti sani. Nella pratica clinica esistono molte soluzioni commerciali pensate per coprire un ampio range di anatomie, ma l’approccio “taglia unica” può diventare un limite quando la forma del tumore, la geometria del canale di trattamento e le variazioni anatomiche rendono difficile ottenere la distribuzione di dose desiderata. Il team di Kelowna descrive proprio questa difficoltà come punto di partenza del progetto.
Dal dato radiologico al dispositivo: MRI/TC, software e stampa 3D
Il flusso di lavoro riportato prevede l’uso delle immagini MRI e CT del paziente per definire geometrie utili a costruire applicatori e “template” coerenti con la conformazione individuale. Nel racconto del progetto, la Dr. Batchelar indica che, dopo la fase di ricerca fondi e sviluppo, è stato creato anche il software necessario per portare la stampante in produzione clinica.
Cosa cambia per medici e pazienti: precisione, dose e invasività
Secondo i clinici coinvolti, la personalizzazione consente di aumentare la dose al tumore e proteggere meglio le strutture sane, con un impatto potenziale su esiti e effetti collaterali. Un altro punto citato è la possibilità di ridurre il numero di aghi necessari in alcune configurazioni, rendendo la procedura meno invasiva e più tollerabile. In brachiterapia ginecologica, la selezione dell’applicatore dipende dall’estensione della malattia e dall’anatomia, e l’idea di un dispositivo su misura si inserisce in questa logica clinica.
Numeri e organizzazione del programma: procedure 2025 e diffusione in British Columbia
Nel 2025 il centro riferisce 31 procedure eseguite con applicatori personalizzati. L’obiettivo dichiarato è anche organizzativo: condividere competenze e metodo con altri centri della provincia (citati Vancouver, Victoria e Abbotsford) per allargare l’accesso a questo tipo di brachiterapia personalizzata. Nel contesto locale viene inoltre riportato che in British Columbia si stimano oltre 250 diagnosi annue di tumore della cervice, con circa 55 casi nell’area “Interior”.
Finanziamento: ruolo di B.C. Cancer Foundation e donazioni
Il progetto viene descritto come sostenuto tramite donazioni alla B.C. Cancer Foundation, con riferimento a programmi di fundraising per dotare i centri di attrezzature specialistiche e accelerare l’accesso a strumenti necessari alla cura.
Il quadro clinico più ampio: perché “personalizzare” in brachiterapia è un tema crescente
Nella letteratura recente la “personalized brachytherapy” viene discussa come evoluzione della radioterapia interna: l’obiettivo è adattare la geometria di impianto e la distribuzione di dose al paziente per migliorare il rapporto tra controllo del tumore e tossicità. In parallelo, l’uso di MRI (e combinazioni MRI/CT) è sempre più centrale per la pianificazione e il controllo delle strutture a rischio. In questo scenario, la stampa 3D può diventare un tassello operativo: non sostituisce i protocolli clinici, ma può rendere più flessibile la componente “hardware” dell’impianto quando i dispositivi standard non offrono una soluzione adeguata.
