Lichtenfels e l’Alta Franconia: come un distretto bavarese è diventato un polo della stampa 3D
A Lichtenfels, in Alta Franconia (circa due ore d’auto a nord di Monaco), si è sviluppato un ecosistema industriale legato alla stampa 3D che viene descritto come “centro riconosciuto” a livello internazionale, con infrastrutture moderne e una concentrazione di aziende e competenze dedicate all’additive manufacturing. Nella ricostruzione proposta da HZG Group su 3DPrint.com, l’area avrebbe iniziato a specializzarsi già alla fine degli anni ’80, quando il rapid prototyping muoveva i primi passi in Europa e alcuni territori stavano costruendo competenze su macchine, materiali e applicazioni.

Kerstin e Frank Carsten Herzog: dalla nascita di Concept Laser alla costruzione di una filiera locale
Una parte significativa della crescita del distretto viene attribuita al lavoro di Kerstin Herzog e Frank Carsten Herzog, fondatori di Concept Laser GmbH e, in seguito, di HZG Group. Secondo la narrazione di HZG Group, Concept Laser è stata costruita fino a diventare una delle aziende di riferimento nel metal AM, e la sua presenza ha contribuito a dare visibilità e attrattività all’area di Lichtenfels e dell’Obermaintal per competenze, posti di lavoro e iniziative collegate alla manifattura avanzata.

LaserCUSING e brevetti: l’origine tecnologica del percorso
Nel profilo ufficiale pubblicato da HZG Group, Frank Carsten Herzog collega il percorso industriale alla base tecnica sviluppata tra università e ricerca applicata: nel 1997 cita lo sviluppo della tecnologia LaserCUSING® (fusione laser su letto di polvere per metalli) e nel 1999 il deposito di due domande di brevetto “di base” legate al laser melting, prima della fondazione di Concept Laser nel 2000 insieme a Kerstin Herzog. In un approfondimento di Additive-Fertigung.com, a Herzog vengono attribuite oltre 120 invenzioni depositate e un numero complessivo di famiglie/registrazioni brevettuali nell’ordine delle centinaia, come indicatore di continuità inventiva nel tempo.

L’acquisizione da parte di GE: cosa cambia quando un player globale entra a Lichtenfels
Nel 2016 General Electric (GE) ha annunciato un accordo per acquisire il 75% di Concept Laser GmbH per 599 milioni di dollari (549 milioni di euro), con possibilità di arrivare alla piena proprietà negli anni successivi. Nel comunicato, GE descrive Concept Laser come “pioneer” del metal additive manufacturing e dettaglia anche il perimetro industriale: headquarter a Lichtenfels, operazioni negli Stati Uniti e in Cina, rete di oltre 35 distributori/agenti, e una gamma di macchine powder-bed in grado di lavorare materiali come titanio, leghe a base nickel, cobalto-cromo, acciai e leghe di alluminio, con clienti in aerospazio, medicale/dentale e automotive.

Dopo l’exit: HZG Group tra venture capital, seed e centro applicativo
Dopo l’uscita da Concept Laser, Kerstin e Frank Carsten Herzog hanno impostato HZG Group come piattaforma che combina capitale e “infrastruttura” tecnica: un fondo VC dedicato, investimenti in fase seed (citati come attività “business angel” in parallelo al VC), e un centro privato di ricerca/sviluppo e applicazione chiamato naddcon GmbH (New Additive Concepts) a Lichtenfels. La logica dichiarata è supportare start-up e aziende industriali non solo con funding, ma anche con accesso a macchine, competenze di processo e attività di industrializzazione.

HZG Additive Manufacturing Tech Fund: 60 milioni di euro e una strategia “DACH-first”
Il fondo collegato a HZG Group, HZG Additive Manufacturing Tech Fund, è stato riportato come chiuso a 60 milioni di euro dopo una sovrasottoscrizione che ha alzato il tetto da 50 a 60 milioni; Kerstin Herzog e Frank Carsten Herzog risultano aver investito 25 milioni di euro nel veicolo. La copertura di settore lo descrive con focus primario su start-up di Germania, Austria e Svizzera, e interesse per tecnologie e campi contigui (software, automazione, applicazioni) che rendano l’additive più industrializzabile.

Screening, follow-on e criteri di selezione: cosa cerca HZG nelle start-up
Nel pezzo pubblicato da Team HZG Group su 3DPrint.com si parla di un’attività di selezione ampia: dal lancio nel 2022, HZG dichiara di aver valutato oltre 2.700 start-up, investendo in idee ritenute in grado di portare cambiamenti duraturi nel settore e partecipando anche a round successivi delle società in portafoglio. Il testo mette al centro un criterio pratico: innovazione che si inserisce in contesti produttivi esistenti con benefici misurabili e possibilità di crescita industriale, evitando prodotti che restano confinati a un esercizio tecnico privo di domanda reale.

naddcon: infrastruttura, catena digitale e servizi su metalli e polimeri
naddcon GmbH si presenta come centro privato di ricerca, sviluppo e applicazione “parte di HZG Group”, con sede a Lichtenfels e servizi che coprono metalli e polimeri: macchine di ultima generazione, software per design/simulazione/produzione, supporto su pre- e post-processing e attività di quality assurance. La pagina “Our Concept” esplicita anche l’obiettivo di fornire aree test dedicate per prototipi e validazioni, e di lavorare con tre profili di utenti: start-up che cercano un ambiente professionale, aziende industriali che vogliono trasformare progetti AM in applicazioni reali, e università/istituti interessati a progetti collaborativi.

Dalla demo alla fabbrica: lightweight, integrazione funzionale, consolidamento parti e controllo di processo
La sintesi industriale proposta da HZG nel contenuto sponsorizzato ruota attorno a driver noti della produzione additiva: alleggerimento, integrazione di funzioni, riduzione del numero di componenti tramite consolidamento in un’unica parte, automazione nella progettazione e produzione di attrezzaggi, simulazione del componente e del processo costruttivo, monitoraggio e controllo di processo. In prospettiva, HZG collega questi elementi a sistemi di analisi dati e algoritmi per aumentare ripetibilità e affidabilità, tema che diventa centrale quando l’AM viene richiesto per serie e supply chain, non per singole prove.

Esempio USA 1: Rapid Liquid Print con BMW i Ventures e MassMutual
Tra gli investimenti citati negli Stati Uniti compare Rapid Liquid Print (RLP), spin-off collegato al Massachusetts Institute of Technology (MIT). RLP indica di aver raccolto 7 milioni di dollari in Series A in un round guidato da HZG Group, con la partecipazione di BMW i Ventures (venture arm di BMW Group) e MassMutual (tramite MM Catalyst Fund). Nella stessa nota, RLP afferma che HZG opera con un fondo da 60 milioni di euro focalizzato su start-up 3D printing e che l’investimento in RLP si colloca come uno dei pochi casi USA rispetto a un focus principale nell’area DACH.

Esempio USA 2: Axtra3D tra tecnologia HPS e crescita internazionale (Italia inclusa)
Un secondo caso citato da HZG è Axtra3D Inc., OEM con base a Charlotte (North Carolina) e presenza anche in Italia (Vicenza). Axtra3D comunica un totale di 9,75 milioni di dollari raccolti in Series A, con HZG Group come lead investor, e posiziona la propria piattaforma su Hybrid Photosynthesis (HPS), descritta come combinazione tra vantaggi di SLA e DLP in un singolo processo, con una roadmap prodotto che include la linea Lumia e un ecosistema materiali sviluppato con partner. Nel comunicato, Frank Carsten Herzog collega l’investimento alla crescita della base installata e a un focus su applicazioni e supporto post-vendita, elementi che incidono direttamente sulla capacità di un OEM di far scalare le applicazioni presso service bureau e manifatturieri.

Software, marketplace e materiali: perché HZG investe “oltre la macchina”
Il portafoglio collegato a HZG include anche tasselli software e piattaforme, utili quando l’obiettivo è rendere l’AM acquistabile e ripetibile. trinckle viene descritta da 3DPrint.com come start-up software che abilita configuratori e workflow parametrici (Paramate) per prodotti personalizzati e attrezzaggi; All3DP GmbH è stata oggetto di un round guidato da HZG per accelerare il marketplace Craftcloud, che All3DP descrive come rete di provider validati a livello globale; Spectroplast AG (spin-out di ETH Zurich) è stata seguita in un Series A guidato da HZG per soluzioni di stampa 3D in silicone. L’insieme dei casi mostra una tesi: per portare l’additive in produzione servono anche strumenti di configurazione, canali di fornitura e materiali specializzati, non solo hardware.

Di Fantasy

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