LAMA punta sul 3D printing di grande formato con plastiche riciclate per città e architettura
Il collettivo LAMA utilizza la stampa 3D di grande formato con plastiche riciclate per sviluppare arredi urbani, installazioni e componenti architettonici che uniscono progettazione parametrica, rigenerazione di rifiuti e produzione digitale. L’approccio si inserisce nel filone della Large‑Scale Additive Manufacturing (LFAM), in cui bracci robotici o portali cartesiani estrudono granuli o filamenti di polimeri riciclati per creare elementi di grandi dimensioni destinati a spazi pubblici, eventi e interventi temporanei o semi‑permanenti in contesto urbano.
Dal rifiuto plastico all’arredo urbano stampato in 3D
LAMA lavora con flussi di rifiuti plastici selezionati, in gran parte termoplastici post‑industriali e post‑consumo, che vengono trasformati in granuli o filamenti idonei all’estrusione a grande scala. Questo consente di valorizzare scarti locali e ridurre la dipendenza da materiali vergini, con una logica di economia circolare applicata a componenti quali panchine, sedute modulari, barriere leggere, totem informativi e strutture ombreggianti.
Il processo permette anche di gestire geometrie complesse e texture superficiali pensate per dialogare con lo spazio urbano, con pattern che migliorano comfort, drenaggio dell’acqua o integrazione di verde e illuminazione. Nella comunicazione pubblica, LAMA sottolinea come il valore del progetto non risieda solo nell’oggetto finito ma nell’intero ciclo, dalla raccolta del rifiuto alla narrazione di filiere più trasparenti e locali.
Stampa 3D di grande formato: piattaforme e modalità operative
Per le applicazioni a scala urbana, LAMA utilizza piattaforme di stampa 3D a grande formato basate su sistemi robotici o portali che consentono di lavorare volumi di stampa dell’ordine di diversi metri, con ugelli di estrusione di grosso diametro e velocità di deposizione elevate. Queste soluzioni LFAM consentono di passare rapidamente dal modello digitale parametricamente definito a elementi fisici a scala d’arredo, riducendo le fasi di stampaggio tradizionale o lavorazioni sottrattive su blocchi.
La combinazione di controllo numerico, software di slicing ottimizzati per estrusione di granulo e possibilità di variare spessori e percorsi di deposizione consente di calibrare resistenza, peso e tempi di produzione in funzione dell’applicazione. In questo quadro, la plastica riciclata diventa una “nuova materia prima” per l’architettura e il design urbano, con forme che sarebbero complesse o economicamente poco sostenibili tramite processi convenzionali.
Città, installazioni culturali e progetti pilota
LAMA propone i propri elementi stampati in 3D sia per installazioni temporanee legate a eventi, festival e spazi espositivi, sia per interventi più duraturi nello spazio pubblico. Sedute modulari, isole urbane, micro‑padiglioni e landmark leggeri consentono ai progettisti di testare nuove configurazioni urbane, con costi e tempi inferiori rispetto a soluzioni tradizionali e con la possibilità di riposizionare o riciclare gli elementi a fine utilizzo.
In parallelo, la collaborazione con reti e iniziative dedicate alla produzione additiva contribuisce a consolidare il know‑how su processi, materiali e normative, creando ponti tra sperimentazione di design e requisiti di sicurezza, durabilità e manutenzione richiesti dalle amministrazioni. Questi progetti pilota sono anche strumenti di comunicazione sul tema del riciclo e della transizione verso materiali circolari nelle infrastrutture urbane.
Dimensione internazionale e piattaforme robotiche
Una parte della narrazione su LAMA riguarda anche la capacità di portare il grande formato da plastica riciclata oltre il contesto locale, con piattaforme robotiche sviluppate per la produzione in altri paesi. La combinazione di know‑how di design, robotica e gestione di flussi di rifiuti plastici locali rende questo modello esportabile, adattandolo alle esigenze di città che cercano soluzioni di arredo urbano più sostenibili e flessibili.
La stampa 3D di grandi dimensioni con plastiche riciclate si posiziona così come una tecnologia ponte tra economia circolare, design computazionale e rigenerazione urbana, in cui collettivi come LAMA fungono da intermediari tra comunità, amministrazioni e industria della trasformazione plastica.
