LEADING MINDS E AM I NAVIGATOR: NASCE L’ADDITIVE MANUFACTURING ALLIANCE PER ACCELERARE L’ADOZIONE INDUSTRIALE DELL’AM
Una nuova alleanza per l’industrializzazione della stampa 3D
Due iniziative già consolidate nel mondo della manifattura additiva, Leading Minds e AM I Navigator, hanno unito le forze creando l’Additive Manufacturing Alliance, una piattaforma congiunta pensata per accelerare l’adozione industriale della stampa 3D e renderla più accessibile alle aziende manifatturiere. L’obiettivo comune è trasformare la produzione additiva da tecnologia sperimentale a pilastro strutturale dei processi produttivi, superando frammentazione, complessità e mancanza di standard condivisi.
Che cos’è l’Additive Manufacturing Alliance
L’Additive Manufacturing Alliance riunisce due iniziative complementari: Leading Minds, un consorzio guidato da grandi player industriali focalizzato su consapevolezza, linguaggio comune e standardizzazione, e AM I Navigator, un modello di maturità e una piattaforma di supporto che aiuta le aziende a valutare, pianificare e scalare l’uso della manifattura additiva. L’alleanza non sostituisce i singoli programmi, ma li coordina su attività selezionate come comunicazione congiunta, scambio di conoscenze, iniziative di assessment e supporto ai percorsi di trasformazione digitale e produttiva.
Secondo Brigitte de Vet-Veithen, CEO di Materialise, l’alleanza nasce dalla volontà di rendere la manifattura additiva “più accessibile, meno complessa e meglio integrata nella produzione industriale quotidiana”, mettendo a fattor comune l’esperienza di più attori lungo l’intera catena del valore. L’Additive Manufacturing Alliance si propone quindi come “ombrello” collaborativo che collega il momento dell’awareness – tipico delle attività Leading Minds – con la fase di implementazione strutturata, supportata da AM I Navigator.
AM I Navigator: il “modello di maturità” per l’industrializzazione
AM I Navigator (Additive Manufacturing Industrialization Navigator) è un’iniziativa lanciata a Formnext 2023 da Siemens, DyeMansion, HP, BASF Forward AM e EOS, in risposta alla crescente esigenza di passare dalla sperimentazione alla produzione seriale con la stampa 3D. Il progetto definisce un modello di maturità olistico che copre l’intera catena di processo della produzione additiva, dai materiali alle macchine fino all’automazione e alla post‑produzione, con cinque stadi di adozione: basic, professional, advanced, integrated e autonomous.
Il framework consente alle aziende di valutare il proprio stato di maturità AM tramite un “Maturity Check” strutturato, offerto in particolare da Siemens, che analizza organizzazione, flussi produttivi, integrazione nei sistemi esistenti e capacità di scala. Questo tipo di valutazione si inserisce in una tendenza più ampia verso modelli di misurazione della maturità dell’AM, che sottolineano l’importanza di considerare dimensioni organizzative, culturali e tecnologiche per una fotografia realistica del livello di adozione.
Un ecosistema di partner: Siemens, HP, DyeMansion, BASF Forward AM, EOS
Alla base di AM I Navigator c’è un gruppo di aziende che presidiano segmenti chiave della catena del valore AM: Siemens per il software, la digitalizzazione e l’integrazione di linea; HP per le tecnologie di stampa MJF e per le soluzioni di produzione polimerica; DyeMansion per il post‑processing industriale; BASF Forward AM per i materiali avanzati; EOS per i sistemi di stampa industriale, in particolare in ambito polimerico e metallico. Questo network offre alle aziende una combinazione di competenze che spazia dalla progettazione digitale alla finitura superficiale, coprendo l’intero ciclo di vita delle parti stampate in 3D.
Il ruolo di DyeMansion è particolarmente centrale nella fase di post‑processing, con soluzioni come PolyShot Surfacing e VaporFuse Surfacing per il miglioramento estetico e funzionale delle parti, integrate in workflow dedicati a tecnologie come SAF, MJF e HSS. HP, dal canto suo, ha formalizzato una collaborazione strategica con DyeMansion, posizionando il post‑processing come elemento essenziale per portare la stampa 3D su volumi produttivi elevati e qualità comparabile allo stampaggio tradizionale, mentre l’allineamento con AM I Navigator consente di inserire queste soluzioni in un percorso di industrializzazione strutturato.
Wohlers Associates e ASTM International: competenze su standard e qualificazione
All’interno di AM I Navigator un ruolo di Knowledge Partner è svolto da Wohlers Associates, parte di ASTM International, che mette a disposizione dati di mercato, esperienza nella qualificazione dei processi e forte competenza su standard e certificazioni per settori regolamentati come difesa, aerospazio e medicale. L’obiettivo è tradurre gli standard di produzione additiva in pratiche industriali robuste, in grado di supportare produzioni qualificate e ripetibili su larga scala.
Secondo Mohsen Seifi, Vice President of Global Advanced Manufacturing Programs di ASTM International, l’ingresso di Wohlers Associates in AM I Navigator punta ad aiutare i produttori a colmare il divario tra sperimentazione e produzione certificata, offrendo metodologie e strumenti per raggiungere livelli di qualità e affidabilità coerenti con le normative di settore. Questa dimensione “normativa” del Navigator si integra con le iniziative di standardizzazione più ampie, orientate alla sicurezza dei materiali e alla definizione di linee guida per la manifattura additiva.
Leading Minds: il consorzio per un linguaggio comune della manifattura additiva
Leading Minds è un consorzio annunciato a Formnext 2024 e composto da otto membri fondatori: Materialise, Ansys, EOS, HP, Nikon SLM, Renishaw, Stratasys e ATLIX (nuovo nome della divisione Trumpf Additive Manufacturing). Il gruppo nasce con due obiettivi principali: aumentare la consapevolezza delle potenzialità della stampa 3D in diversi settori industriali e ridurre gli ostacoli all’adozione e alla scalabilità delle soluzioni AM, in particolare quelli legati alla complessità terminologica e alla frammentazione del mercato.
Uno dei progetti chiave di Leading Minds è lo sviluppo di un framework linguistico aperto, un “vocabolario comune” che mira a uniformare la terminologia usata da fornitori e utilizzatori per descrivere processi, capacità e parametri della manifattura additiva. Questo quadro concettuale è stato via via esteso a tutte le fasi del processo AM, dalla preparazione dei dati alla post‑produzione, e viene già utilizzato in interazioni con i clienti per rendere le discussioni più chiare e operative. L’iniziativa risponde a una criticità emersa in numerosi contesti industriali: la mancanza di un linguaggio condiviso rallenta decisioni, investimenti e standardizzazione.
Il ruolo di MTDG, NCDMM e America Makes nel Leading Minds Consortium
Il Leading Minds Consortium ha recentemente accolto un nuovo membro: la Manufacturing Technology Deployment Group (MTDG), insieme alla sua controllata National Center for Defense Manufacturing & Machining (NCDMM) e al programma America Makes, considerato il primo istituto nazionale dedicato alla manifattura additiva. MTDG e NCDMM operano per accelerare l’adozione di tecnologie produttive avanzate presso l’industria e nel mondo accademico, facilitando trasferimento tecnologico, formazione e progetti dimostrativi.
Dean L. Bartles, CEO e Presidente di MTDG, sottolinea come l’ingresso nel consorzio arrivi in una fase cruciale per il settore, con la manifattura additiva sempre più integrata nelle filiere di difesa e nelle catene del valore industriali. L’esperienza accumulata da America Makes in progetti collaborativi e bandi dedicati alle applicazioni AM rappresenta un contributo importante alla missione di Leading Minds, che punta a combinare consapevolezza, casi d’uso e definizione di linee guida industriali.
Dall’awareness all’implementazione: come si integra l’alleanza
La forza dell’Additive Manufacturing Alliance sta nella complementarità dei ruoli: Leading Minds lavora sulla parte “alta” del funnel – consapevolezza, chiarezza del linguaggio, coinvolgimento dei decisori e dei settori meno maturi – mentre AM I Navigator si concentra sulla traduzione di questa consapevolezza in roadmap operative, assessment di maturità, casi d’uso concreti e accompagnamento alla produzione in serie. In pratica, il percorso ideale di un’azienda può partire da un evento o da un’iniziativa Leading Minds, proseguire con un Maturity Check di AM I Navigator e culminare in un progetto pilota e nella successiva industrializzazione del processo.
Questa integrazione risponde a difficoltà ben note nella diffusione della stampa 3D: molte aziende si fermano alla fase di prova di concetto, senza una strategia chiara per scalare, mancano di metriche per misurare la maturità interna e incontrano barriere culturali e organizzative. I modelli di maturità AM mostrano infatti che le lacune non sono solo tecnologiche, ma spesso legate alla formazione del personale, alla governance e alla mancanza di una figura di leadership dedicata alla produzione additiva, un quadro che AM I Navigator e Leading Minds cercano di affrontare con approcci complementari.
Impatto sui settori industriali e prospettive future
L’Additive Manufacturing Alliance concentra inizialmente le proprie attività su conoscenza condivisa, comunicazione congiunta verso l’industria e supporto alle aziende nel percorso di industrializzazione, con un focus particolare su Europa e Nord America e su settori come aerospazio, difesa, medicale, automotive e beni industriali. Leading Minds sta già partecipando a eventi di primo piano in queste regioni, per dialogare con industrie in cui l’adozione AM è ancora in crescita ma con un potenziale significativo, mentre AM I Navigator porta in dote casi d’uso e metodologie di trasformazione basate su esperienze reali.
In prospettiva, la collaborazione tra alleanze e istituzioni indica un movimento più ampio verso la standardizzazione, la qualificazione dei processi e la definizione di percorsi chiari per l’adozione della stampa 3D. In questo contesto, l’Additive Manufacturing Alliance può diventare un punto di riferimento per chi vuole passare da sperimentazioni isolate a un’integrazione strutturale della manifattura additiva nei sistemi produttivi esistenti.
