La Universidad César Vallejo (UCV), campus di Tarapoto nella regione peruviana di San Martín, ha avviato un importante programma di potenziamento della propria infrastruttura di fabbricazione digitale, introducendo un ecosistema completo di scansione 3D professionale, elaborazione dati e stampa 3D. L’obiettivo è innalzare il livello tecnologico dell’ateneo, con un impatto diretto sui più di 9.500 studenti iscritti e sulla qualità della formazione ingegneristica offerta.
Un ecosistema end‑to‑end per la fabbricazione digitale
Al centro del progetto vi è l’implementazione di una catena digitale integrata che va dalla digitalizzazione di oggetti reali tramite scanner 3D professionali, alla rielaborazione dei modelli, fino alla produzione fisica tramite sistemi di stampa 3D avanzati. Questo ecosistema è stato progettato per rispecchiare gli standard in uso nelle industrie ad alta ingegneria, in modo che gli studenti possano lavorare con gli stessi strumenti e flussi di lavoro adottati nei contesti produttivi europei e statunitensi. Il nuovo assetto tecnologico sarà inizialmente focalizzato sulla Scuola di Ingegneria Meccanica Elettrica, ma è destinato a estendersi progressivamente ad altri corsi di studio e all’intero campus.
Il ruolo di CADSO come partner strategico
L’iniziativa è stata sviluppata in collaborazione con CADSO, azienda specializzata in soluzioni di ingegneria digitale e manifattura avanzata, che agisce come partner strategico della UCV Tarapoto. CADSO non si è limitata alla fornitura delle apparecchiature, ma ha affiancato l’università nella definizione del flusso di lavoro digitale, nella configurazione del laboratorio e nella formazione iniziale di docenti e tecnici, con l’obiettivo di garantire un utilizzo efficace e continuativo delle tecnologie implementate. La collaborazione è pensata come un progetto di medio‑lungo periodo, che prevede aggiornamenti tecnologici, supporto applicativo e sviluppo congiunto di progetti di ricerca e innovazione.
Scansione 3D professionale con Artec 3D
Per la fase di acquisizione dei dati, l’UCV Tarapoto ha scelto la tecnologia di Artec 3D, azienda nota per i suoi scanner 3D ad alta precisione destinati a ingegneria, manufacturing e sviluppo prodotto. Gli scanner Artec 3D consentono di digitalizzare componenti complessi, superfici organiche e parti meccaniche con accuratezza metrologica, generando nuvole di punti e mesh adatte a reverse engineering, controllo dimensionale, analisi di usura e ricostruzione di geometrie non più disponibili a catalogo. L’integrazione con software dedicati di elaborazione dati permette agli studenti di seguire l’intero percorso: pulizia delle scansioni, allineamento, fusione, retopologia, esportazione di modelli pronti per la progettazione e la produzione.
Nel quadro didattico, questi strumenti saranno utilizzati per esercitazioni su componenti reali, per progetti di reverse engineering di pezzi fuori produzione e per attività di ricerca applicata su componenti industriali forniti da aziende partner. Durante i test iniziali, il team tecnico ha dimostrato la capacità di replicare parti meccaniche non più reperibili sul mercato, evidenziando il valore pratico immediato della tecnologia sia in termini di problem‑solving che di servizio al territorio.
Stampa 3D professionale con sistemi di 3D Systems
Per la produzione fisica dei modelli, l’università ha adottato soluzioni di stampa 3D professionale fornite da 3D Systems, azienda statunitense storica nel settore della produzione additiva. L’infrastruttura installata consente di trasformare i progetti digitali in parti funzionali con livelli di precisione e qualità superiori rispetto alle dotazioni tipiche dei laboratori didattici, aprendo la strada a prototipi, utensili, componenti per test di assemblaggio e piccole serie per validazioni di progetto.
La combinazione fra scansione 3D Artec e stampa 3D 3D Systems permette di chiudere un ciclo completo: digitalizzare un oggetto fisico, modificarlo e ottimizzarlo in ambiente CAD, quindi realizzarne una versione fisica aggiornata tramite produzione additiva. Questo approccio end‑to‑end è particolarmente utile per la manutenzione di impianti, la gestione di parti obsolete e lo sviluppo di soluzioni personalizzate per aziende locali che non dispongono internamente di capacità di fabbricazione avanzata.
Impatto sulla Scuola di Ingegneria Meccanica Elettrica e sul nuovo FabLab
Le nuove attrezzature saranno inizialmente concentrate presso la Scuola di Ingegneria Meccanica Elettrica, che avvia il semestre 2026‑01 con laboratori aggiornati e una forte componente di fabbricazione digitale. La dotazione tecnologica costituirà anche il nucleo del nuovo FabLab universitario, uno spazio di fabbricazione digitale aperto a diverse discipline, pensato per ospitare progetti interdisciplinari che coinvolgano ingegneria, design, scienze applicate e, in prospettiva, anche ambiti come le scienze dello sport, la nutrizione e la tecnologia medica.
L’idea è creare un ambiente in cui studenti e ricercatori possano sviluppare prototipi, dispositivi sperimentali, ausili per la didattica e soluzioni per il tessuto produttivo locale, sfruttando la flessibilità della stampa 3D e le potenzialità della scansione 3D per personalizzare ogni progetto. Il FabLab fungerà da ponte tra università e industria, facilitando la collaborazione con imprese della regione di San Martín interessate a servizi di prototipazione rapida, reverse engineering e consulenza in manifattura avanzata.
Formazione avanzata e trasferimento di know‑how
La consegna delle attrezzature, avvenuta nel dicembre 2025, è stata accompagnata da un articolato programma di trasferimento di conoscenze curato da CADSO. L’ingegnere Kevin Estrella ha sottolineato l’importanza del lavoro svolto da CADSO e dallo specialista Pedro Monzón nella formazione del personale accademico e tecnico, con sessioni dedicate alla calibrazione degli scanner, alla gestione dei flussi di scansione e alla preparazione dei job di stampa 3D.
Secondo Estrella, UCV Tarapoto è uno dei primi campus a dotarsi di questa combinazione specifica di tecnologie, posizionandosi come riferimento nazionale per la formazione in ambito di manifattura digitale e scansione 3D. Durante la fase di collaudo, il team ha lavorato su casi d’uso reali, come la ricostruzione di componenti meccaniche non più disponibili, dimostrando come le competenze trasferite possano essere subito trasformate in soluzioni concrete per la manutenzione industriale e per l’innovazione di prodotto.
Tecnologia 3D come asse trasversale dell’offerta formativa
A differenza di approcci in cui le tecnologie avanzate vengono introdotte solo nelle fasi finali del percorso di studi, UCV Tarapoto ha scelto di integrare da subito strumenti di scansione 3D e fabbricazione digitale all’interno dei primi cicli formativi. Questo consente agli studenti di sviluppare fin dall’inizio competenze applicate, acquisendo familiarità con processi di reverse engineering, progettazione per la produzione additiva e validazione fisica dei prototipi.
Il progetto prevede la costituzione di gruppi di ricerca attivi che utilizzano la nuova infrastruttura per studi su materiali, ottimizzazione di componenti, personalizzazione di dispositivi e applicazioni specifiche per il contesto regionale. Sono già in fase di sviluppo progetti che puntano a ottenere finanziamenti e a trasformarsi in pubblicazioni scientifiche, creando un ecosistema in cui la didattica si intreccia con la ricerca e con l’innovazione orientata al territorio.
Visione al 2027: leadership tecnologica e sviluppo sostenibile
L’università si è posta un traguardo chiaro: entro il 2027, UCV dovrà essere riconosciuta come uno degli atenei di riferimento in Perù per sviluppo tecnologico e sostenibilità. La scelta di investire in un ecosistema di scansione e stampa 3D va letta proprio in questa prospettiva, come parte di una strategia più ampia che punta a rafforzare l’innovazione, l’impatto sociale e la preparazione tecnica dei laureati.
Con una popolazione studentesca in crescita, l’apertura di nuovi corsi (tra cui Scienze dello Sport, Nutrizione e Tecnologia Medica) e l’espansione delle infrastrutture di laboratorio, UCV Tarapoto mira a fare della tecnologia 3D un asse trasversale per l’intera comunità accademica. Ciò significa non solo modernizzare i laboratori, ma ridefinire il modo in cui si insegna ingegneria nel Paese, dimostrando che la trasformazione tecnologica può nascere anche dalle regioni lontane dai principali centri urbani.
