Make3D presenta Pratham 3 Rapid: stampante FDM industriale ad alta velocità con volume 300×300×300 mm e firmware Klipper

Make3D e la linea Pratham
Make3D (India) amplia la famiglia di stampanti FDM “Pratham” introducendo Pratham 3 Rapid, un modello pensato per ambienti in cui la stampa 3D non è solo prototipazione ma anche produzione di piccole serie, attrezzaggi e parti funzionali. La macchina si colloca nel segmento “mid-size industriale” con un volume di lavoro 300 × 300 × 300 mm, dichiarando velocità di stampa fino a 500 mm/s e una configurazione progettata per mantenere stabilità e tolleranze anche su sessioni prolungate.

A chi si rivolge: produzione, R&D e applicazioni tecniche
Secondo la comunicazione di Make3D e la copertura stampa di settore, Pratham 3 Rapid punta a laboratori e reparti tecnici che devono comprimere i tempi di iterazione su parti funzionali, dime e maschere, componenti di validazione e pezzi per test di durata. Vengono citati ambiti come automotive, aerospazio, R&D industriale e contesti legati alla difesa, dove contano ripetibilità, gestione del calore e riduzione dei fallimenti alle alte velocità.

Velocità dichiarata e confronto tempi: cosa significa “500 mm/s”
Il valore “fino a 500 mm/s” va letto come obiettivo di velocità massima di movimento/stampa in condizioni compatibili con materiale, geometria e profilo di processo. Make3D affianca a questo messaggio una comparazione orientativa: un lavoro che su una stampante “normale” può richiedere 8–10 ore viene indicato come potenzialmente completabile in 1,5–2 ore su Pratham 3 Rapid, con un miglioramento dichiarato “fino a 5×”. È un confronto che dipende dal tipo di pezzo (riempimento, pareti, accelerazioni, portata dell’hotend), ma rende chiaro il posizionamento della macchina: ridurre i tempi ciclo mantenendo controllo su vibrazioni e qualità.

Meccanica e cinematica: guide lineari e asse Z per stabilità
Per sostenere velocità elevate senza degradare finitura e precisione, la struttura e la cinematica sono centrali. Make3D indica per l’asse X–Y un sistema con guide lineari THK e per la macchina una costruzione rigida; la copertura stampa evidenzia inoltre una logica di progetto orientata a contenere vibrazioni e ringing, citando l’uso di una meccanica in grado di reggere cambi di direzione rapidi e sessioni lunghe. In questa impostazione, la stabilità dell’asse Z e la qualità delle guide (X–Y) servono a evitare spostamenti di layer e artefatti tipici della stampa ad alta velocità.

Firmware e controllo: perché Make3D cita Klipper
Un elemento tecnico rilevante è il riferimento a Klipper. Klipper è un firmware che combina un computer “general purpose” (tipicamente un SBC) con uno o più microcontrollori: l’idea è spostare i calcoli più pesanti (pianificazione del moto) su hardware più potente, lasciando al microcontrollore l’esecuzione real-time dei comandi. Questo approccio è spesso associato a migliori prestazioni nella gestione di alte accelerazioni e funzioni avanzate di tuning, ed è coerente con una macchina che vuole lavorare ad alta velocità senza perdere controllo.

Estrusione e termica: portata, temperatura e continuità di deposizione
Alle alte velocità, la portata dell’hotend e la stabilità termica diventano colli di bottiglia: se l’estrusore non riesce a fondere e spingere materiale in modo costante, compaiono sotto-estrusioni, scarsa adesione interlayer e finitura irregolare. La copertura di settore attribuisce a Pratham 3 Rapid un hotend ad alto flusso e un ugello “hardened” con temperatura fino a 300°C, in linea con l’obiettivo di usare anche materiali tecnici e compositi. Make3D, sulla scheda prodotto, conferma temperatura estrusore 300°C e piatto fino a 120°C.

Materiali supportati e casi d’uso pratici
Make3D dichiara compatibilità con una gamma ampia: ABS, PLA, TPU flessibile, PETG, ASA, HIPS e compositi (es. carbon fiber composite), con filamento 1,75 mm e ugello standard 0,4 mm (con opzioni 0,3 / 0,5 / 0,6 / 0,8 mm). Questa lista è tipica di un utilizzo “officina/laboratorio”, dove si alternano prototipi rapidi (PLA/PETG), parti più resistenti e stabili (ABS/ASA), supporti e componenti flessibili (TPU) e applicazioni che richiedono rigidezza superiore (compositi).

Funzioni di processo: piatto PEI, livellamento, sensori, filtrazione
Sul piano operativo, Make3D indica un piano magnetico in PEI e un sistema di calibrazione automatica del letto; la copertura di settore aggiunge dettagli su funzioni pensate per continuità e riduzione errori: sensori di fine filamento e gestione di inceppamenti/intasamenti, oltre a sistemi di filtrazione HEPA e carboni attivi per la qualità dell’aria nell’area di lavoro. Sono elementi che, se presenti nella configurazione finale acquistata, riducono interruzioni e interventi manuali, soprattutto quando la macchina viene usata per cicli lunghi o ripetitivi.

Specifiche dichiarate: risoluzione layer, tolleranze, connettività
Nella scheda tecnica pubblica, Make3D riporta: layer 0,08 / 0,1 / 0,2 / 0,3 / 0,4 mm, tolleranza dimensionale 0,1–0,2 mm, connettività USB / Wi-Fi / Ethernet, e alimentazione 230V 50Hz 550W. Per il controllo software, vengono citati profili/soluzioni come Orca e licenza Simplify3D (opzionale). Sono dati utili per valutare inserimento in reparto: rete cablata, gestione file, e profili slicing compatibili con un flusso “engineering”.

Assistenza e disponibilità: aspetti “industriali” oltre la macchina
Nel posizionamento, Make3D insiste anche su elementi non strettamente tecnici: installazione e training, assistenza sul territorio e ricambi disponibili localmente. Per chi acquista una stampante destinata a produzione o R&D, questi aspetti possono incidere quanto le specifiche: tempi di fermo macchina e facilità di manutenzione diventano parte del costo reale di utilizzo.

 
 
{ "slotId": "", "unitType": "responsive", "pubId": "pub-7805201604771823", "resize": "auto" }

Di Fantasy

Lascia un commento