Metal-Base: LPBF metal per meno di 10.000 euro progettata da un ingegnere ASML
L’ingegnere olandese Peter Eggenhuizen, con esperienza in ASML, ha sviluppato una macchina per la stampa 3D metallica Laser Powder Bed Fusion (LPBF) pensata per restare sotto la soglia dei 10.000 euro, puntando a rendere l’AM metallica accessibile a laboratori, startup e piccoli uffici tecnici. Il sistema, commercializzato tramite la startup Metal-Base con sede nei Paesi Bassi, nasce dall’idea di utilizzare componenti e principi tipici delle stampanti FFF avanzate per realizzare una piattaforma LPBF compatta ma con parametri e prestazioni comparabili alle macchine industriali di fascia alta.
Architettura LPBF compatta e alimentazione da presa domestica
La macchina Metal-Base è progettata per funzionare con una presa di corrente standard, con assorbimento complessivo dichiarato sotto gli 800 W, eliminando la necessità di infrastrutture elettriche dedicate. Il volume di costruzione indicativo è di circa 128 × 100 mm in XY, con un’asse Z espandibile fino a 150 mm, dimensioni che collocano il sistema in una fascia compatta adatta a banchi di laboratorio e officine leggere.
La produttività è dichiarata attorno a 1,5 cm³/h, un valore allineato a molte soluzioni LPBF entry‑level, con l’obiettivo di bilanciare qualità metallurgica, precisione e semplicità di processo. La camera di lavoro è completamente chiusa, dotata di interlock di sicurezza, filtrazione HEPA e monitoraggio di parametri come stato del laser, livello di ossigeno e apertura porte, per assicurare un funzionamento conforme alle normative CE e una manipolazione relativamente sicura delle polveri metalliche.
Blue diode laser da 60 W e cinematica a portale XY
Per contenere i costi, Metal-Base ha adottato una soluzione architetturale diversa dalle LPBF classiche, sostituendo i galvanometri e i laser a fibra con un sistema gantry XY simile a quello delle stampanti FFF di fascia alta. Il cuore del sistema è un laser a diodo blu da 60 W con lunghezza d’onda intorno ai 445 nm, abbinato a un sistema di movimentazione preciso della testa di scansione sul piano di polvere.
Secondo l’azienda, la scelta del laser blu nasce dal fatto che molte leghe metalliche assorbono in modo più efficiente questa lunghezza d’onda rispetto agli infrarossi tipici delle sorgenti a fibra: questo permette di ottenere la fusione completa del letto di polvere con potenze inferiori, semplificando al contempo l’ottica e il sistema di raffreddamento. L’architettura a portale consente inoltre di ridurre costi e complessità del sistema di scansione, pur mantenendo un controllo fine della traccia di laser e degli spessori di strato.
Materiali supportati: acciaio 316L, Inconel e bronzo
Metal-Base dichiara che la macchina è ottimizzata per lavorare vera polvere metallica LPBF, senza passare da filamenti caricati metallo e processi di debinding e sinterizzazione. Tra i materiali dichiarati rientrano acciaio inossidabile 316L, Inconel 718 e bronzo, con l’obiettivo di raggiungere densità e proprietà meccaniche vicine a quelle delle macchine industriali.
In fase di test, la macchina ha mostrato, secondo Eggenhuizen, densità comparabili ai sistemi LPBF consolidati per Inconel e 316L, mentre per il bronzo vengono indicati valori nell’ordine del 94% di densità, e per il rame intorno all’80%, con margini di miglioramento attraverso l’ottimizzazione dei parametri di processo. In prospettiva, la piattaforma è pensata per estendersi ad altre leghe compatibili con LPBF, sfruttando la maggiore assorbibilità del laser blu e la possibilità di regolare in dettaglio i parametri di scansione.
Software open‑source: Klipper e OrcaSlicer per la ricerca sui parametri
Un elemento distintivo del sistema Metal-Base è la scelta di un ecosistema software aperto. La macchina utilizza Klipper come firmware di controllo e offre compatibilità con OrcaSlicer per la preparazione dei job di stampa, consentendo agli utenti di accedere e modificare una gamma estesa di parametri di processo.
Questa apertura contrasta con l’approccio tipico dei sistemi LPBF industriali chiusi, in cui i profili materiali sono pre‑configurati e spesso poco modificabili dall’utente finale. Per laboratori, università e startup, l’accesso approfondito ai parametri permette di utilizzare la macchina come piattaforma di ricerca sperimentale su strategie di scansione e finestre di processo, in linea con i trend di ottimizzazione basata su dati e machine learning studiati in ambito LPBF.
Target: laboratori, startup e contesti educational
Metal-Base posiziona la macchina come sistema “production‑grade” a basso costo per ingegneri, maker evoluti e team R&D che vogliono introdurre la stampa 3D metallica senza investire nelle infrastrutture tipiche degli impianti industriali. Il formato compatto e la possibilità di collegamento a una normale presa di corrente semplificano l’installazione in ambienti come laboratori universitari, centri di ricerca applicata, incubatori e piccoli reparti prototipazione.
La campagna di lancio è pianificata tramite Kickstarter, con una fase di beta test già avviata in Europa e una finestra di Super Early Bird fissata attorno a 8.500 euro, sotto la soglia psicologica dei 10.000 euro complessivi per macchina LPBF. L’obiettivo dichiarato di Metal-Base è ridurre la barriera all’ingresso nella stampa 3D metallica, rendendo più accessibile lo sviluppo di parti funzionali in leghe strutturali e ad alta temperatura.
Kickstarter e roadmap di sviluppo di Metal-Base
Secondo gli aggiornamenti pubblici dell’azienda, la versione attuale della macchina è in fase di beta testing presso una prima selezione di utenti europei, tra cui officine specializzate e realtà con esperienza in LPBF. I feedback raccolti in questa fase vengono utilizzati per migliorare l’affidabilità hardware, perfezionare i profili di processo e affinare l’interfaccia operatore.
La campagna Kickstarter è programmata per il primo trimestre 2026, con video dimostrativi e contenuti divulgativi diffusi tramite il canale YouTube ufficiale e i social media. Nelle intenzioni di Metal-Base, il crowdfunding servirà sia a validare il mercato per una LPBF compatta sotto i 10.000 euro, sia a finanziare la produzione delle prime serie e il consolidamento di una rete di assistenza e supporto applicativo.
Metal-Base nel contesto della LPBF “low‑cost”
Il progetto Metal-Base si inserisce in una tendenza che vede emergere sistemi LPBF più compatti e meno costosi, come le soluzioni di Xact Metal o One Click Metal, che hanno iniziato a portare la stampa 3D metallica sotto la soglia dei 100.000 dollari. La differenza è che Metal-Base punta a scendere ulteriormente di un ordine di grandezza, pur mantenendo una tecnologia LPBF “vera” con letto di polvere, atmosfera controllata e fusione completa del metallo.
Questo posizionamento può aprire nuove opportunità per applicazioni in ambito R&D, produzione di piccole serie, attrezzature personalizzate e componenti funzionali dove i requisiti di prestazione meccanica richiedono una struttura metallurgica paragonabile alle leghe lavorate in modo tradizionale. In parallelo, l’uso di software open‑source e l’accessibilità ai parametri di processo favoriscono la sperimentazione su strategie di scansione, combinata con approcci di ottimizzazione simili a quelli esplorati nella ricerca LPBF basata su dati.
