Che cosa sta facendo NASCAR con USA Luge
L’11 febbraio 2026 è emerso un progetto tecnico in cui la National Association for Stock Car Auto Racing (NASCAR) applica strumenti tipici dello sviluppo aerodinamico delle auto da corsa — scansione 3D, simulazioni CFD (Computational Fluid Dynamics) e galleria del vento — allo slittino (luge) in ambito olimpico. L’idea pratica è costruire “gemelli digitali” degli atleti e delle slitte e poi realizzare modelli fisici in scala 1:1, modulari, stampati in 3D, da provare in galleria del vento per misurare drag e flussi legati alla postura e alla geometria della slitta.
Perché l’aerodinamica nello slittino conta più di quanto sembri
Nel luge la velocità è elevata e i margini tra atleti sono spesso minimi: il sito ufficiale Olympics.com descrive lo slittino come lo sport più veloce dei Giochi Invernali, con velocità che superano 150 km/h e carichi fino a 6G nelle curve. In queste condizioni, anche variazioni piccole della postura (altezza delle spalle, posizione della testa, distanza tra braccia e tronco) o della “firma” aerodinamica della slitta possono trasformarsi in differenze misurabili sul tempo. A Milano Cortina 2026 le gare sono cronometrate con precisione molto spinta, e l’approccio “misura–modifica–ricontrolla” è coerente con la logica motorsport.
Come nasce la collaborazione: il ruolo di USOPC e TotalSim
Secondo le ricostruzioni disponibili, il collegamento tra mondo NASCAR e olimpico passa da TotalSim, società di ingegneria già coinvolta con NASCAR su attività di CFD. A quel punto l’interesse del Comitato Olimpico e Paralimpico USA (USOPC) per trasferire metodi di sviluppo “automotive” allo slittino avrebbe trovato un referente interno in NASCAR: Eric Jacuzzi (ruolo indicato come Vice President of Vehicle Performance). Motorsport.com cita l’Innovation lead del USOPC, Mike Levine, come figura che avvia il dialogo e porta NASCAR a osservare da vicino esigenze e vincoli dello slittino.
Dalla scansione 3D al “digital twin” dell’atleta
La prima fase è la raccolta dati: a dicembre (citato come “in December” nelle cronache) il team NASCAR ha lavorato a Park City (Utah) durante una tappa di Coppa del Mondo, costruendo e trasportando un rig dedicato per acquisire scansioni 3D di atleti e slitte. La scansione è stata condotta con il supporto di Digital Reality Scanning (viene menzionato Kevin Rau) e con una procedura pensata per evitare marker e per non alterare la postura che l’atleta mantiene in gara: un dettaglio critico, perché nel luge la forma “reale” (atleta + casco + tuta + assetto) è ciò che genera drag e turbolenze. Il risultato è un set di modelli digitali ad alta fedeltà, base per simulazioni e iterazioni.
La parte CFD: iterazioni rapide prima di spendere tempo in galleria del vento
Una volta ottenuta la geometria digitale, il passo successivo è costruire una pipeline CFD ripetibile: in ambito motorsport serve per valutare molte varianti (micro-modifiche di superfici, angoli, posizionamenti) riducendo il numero di prove fisiche necessarie. TotalSim descrive, nei propri materiali su NASCAR, un approccio basato su tool e template per automatizzare setup e post-processing, e cita l’uso di risorse di calcolo esterne per far girare grandi volumi di simulazioni; lo stesso principio viene richiamato dalle cronache sul progetto con USA Luge. L’obiettivo, applicato allo slittino, è arrivare ai test fisici con poche configurazioni “promettenti”, non con decine di tentativi casuali.
Stampa 3D in scala 1:1: perché modelli modulari e quali macchine vengono citate
Quando la CFD seleziona variazioni interessanti, NASCAR passa ai prototipi fisici. Qui entra in gioco la stampa 3D in grande formato con pezzi modulari: invece di stampare un singolo “manichino” e una singola slitta monolitica, l’approccio modulare permette di sostituire porzioni (ad esempio una parte del profilo della slitta o componenti che simulano la posizione delle braccia) e confrontare rapidamente configurazioni diverse nella stessa sessione di test. Le fonti citano esplicitamente Stratasys F900 e Fortus 450mc per produrre questi componenti; Stratasys indica per F900 un volume utile 36×24×36 pollici, dimensione coerente con prototipi e sezioni di modelli full-scale. Per la Fortus 450mc, vengono riportati volumi utili tipici della piattaforma industriale, adatti a moduli e componenti funzionali.
Il collegamento con il laboratorio 3D NASCAR e la partnership ufficiale con Stratasys
Il contesto industriale è rilevante: NASCAR e Stratasys hanno annunciato il 4 dicembre 2024 una partnership come “official 3D printing partner”, legata anche all’apertura/rafforzamento di un laboratorio di stampa 3D presso il NASCAR Research & Development Center (Concord, North Carolina). Nella comunicazione si citano diverse piattaforme (F370, 450mc, F900 e NEO800) e l’uso della stampa 3D per accelerare cicli di progettazione, prototipazione e tooling; viene anche riportato che sulle auto in pista sono già presenti componenti stampati in 3D e vengono forniti esempi di parti aerodinamiche e canalizzazioni. Questo spiega perché NASCAR abbia sia competenze metodologiche (aero/CFD) sia infrastruttura per produrre rapidamente modelli fisici e fixture.
Dove avviene la validazione fisica: la galleria del vento WindShear
Per la misura fisica, le fonti richiamano WindShear, una struttura di rolling-road wind tunnel in North Carolina. WindShear descrive un impianto indipendente (attivo dal 2008) con simulazione del suolo su nastro singolo, velocità fino a 180 mph e capacità di produrre dati ripetibili per applicazioni automotive e motorsport. Traslare un modello “slitta + atleta” in un impianto pensato per veicoli richiede adattamenti (supporti, riferimenti, configurazioni di prova), ma il vantaggio è la disponibilità di strumentazione, procedure di misura e operatori abituati a leggere differenze piccole su drag e flussi, che è esattamente il tipo di sensibilità richiesta in uno sport cronometrato al millesimo.
Che cosa stanno ottimizzando: postura, geometria e categorie con più margine
Il progetto non mira (almeno in questa fase) a “stampare una slitta da gara” da usare direttamente in pista di ghiaccio, ma a identificare scelte di postura e micro-varianti geometriche che riducano drag entro i vincoli regolamentari. Motorsport.com riporta che NASCAR intende partire con una configurazione femminile singolo e una maschile doppio; nella stessa fonte viene citata una frase di Jacuzzi che descrive il doppio maschile come un’area con più margine di sperimentazione entro le regole (“wild west”). Parallelamente, la collaborazione viene raccontata anche come partnership tecnica e di marketing in vista di Milano Cortina 2026 e oltre, con un orizzonte che include programmi di sviluppo a lungo termine.
Limiti reali: regolamenti, trasferibilità dei dati e complessità “su ghiaccio”
Ci sono vincoli che riducono lo spazio di manovra. Nel luge, molte caratteristiche sono definite da regolamenti tecnici internazionali (dimensioni, elementi ammessi, controlli), quindi l’ottimizzazione deve rimanere in un perimetro ristretto. Inoltre, la galleria del vento misura condizioni controllate, mentre in pista entrano fattori difficili da replicare: micro-movimenti dell’atleta, variazioni di ghiaccio, vibrazioni e condizioni ambientali. Proprio per questo la strategia “CFD → test fisico” punta a dare una direzione quantitativa (ridurre drag, stabilizzare flussi) più che promettere una correlazione perfetta tra tunnel e cronometro.
Perché questa storia interessa la manifattura additiva (anche fuori dallo sport)
Dal punto di vista additive, il caso mostra un uso tipico “industriale” della stampa 3D: prototipazione rapida e strumenti di test, non solo parti finali. La possibilità di produrre modelli grandi, robusti e smontabili accelera iterazioni che altrimenti richiederebbero stampi, lavorazioni e tempi incompatibili con una stagione agonistica. NASCAR, dal canto suo, dichiara già un impiego esteso della stampa 3D per componenti e duct aerodinamici in ambito racing; estendere la stessa logica a un “problema” diverso (slittino) è un esempio di trasferimento di metodo: misurare, simulare, produrre fisicamente, validare, ripetere.
