Polveri di okra e jackfruit come inchiostri commestibili per la stampa 3D alimentare: un nuovo approccio sostenibile”


Introduzione

L’uso innovativo di polveri alimentari come inchiostri commestibili per la stampa 3D rappresenta un significativo passo avanti nella personalizzazione e sostenibilità del cibo. In particolare, polveri di okra e jackfruit sono state recentemente testate con successo, aprendo nuove possibilità nel campo delle tecnologie alimentari additive.

Dettagli dello studio originale

Un recente studio pubblicato da 3D Printing Industry descrive l’impiego di polveri di okra e jackfruit come inchiostri commestibili per la stampa 3D di alimenti  

  • Okra e jackfruit vengono trasformati in polveri finemente macinate e utilizzate in formulazioni adatte all’estrusione 3D.

  • Le proprietà reologiche delle polveri sono state ottimizzate per ottenere un flusso adeguato e mantenere la forma una volta estruso.

Contesto più ampio della stampa alimentare 3D

L’uso di ingredienti insoliti o sostenibili non è nuovo nella stampa alimentare. Ecco alcuni esempi citati da fonti affidabili:

  • Polveri da residui vegetali come l’okara (sottoprodotto della soia) sono state usate come inchiostri funzionali con effetti metabolici  .

  • Tecniche bioprinting alimentare utilizzano materiali come alginato, gelatina, amidoccioche modificato per ottenere stabilità strutturale durante e dopo la stampa   

  • Soluzioni creative includono cibi personalizzati come codici QR commestibili, utilizzando approcci microfluidici per integrazione di ingredienti disparati  

  • Startup come Revo Foods propongono tecnologie avanzate di estrusione 3D per creare alternative vegetali realistiche, stampate in serie per supermercati   

Implicazioni e vantaggi dell’uso di okra e jackfruit

  • Valore nutrizionale: Okra e jackfruit sono ricchi di fibre, vitamine e composti bioattivi. L’utilizzo in formato polvere preserva parte di questi nutrienti.

  • Sostenibilità: Entrambe le materie prime possono essere sottoutilizzate o scartate; il loro impiego riduce sprechi e promuove l’economia circolare.

  • Stampabilità: Le polveri, se opportunamente trattate, consentono una buona fluibilità e precisione nella formazione degli strati, fondamentali nella stampa 3D alimentare.

Limitazioni e sfide

  • Propensione al degrado: Essendo naturali, le polveri possono attirare umidità o subire alterazioni batteriche se non stabilizzate.

  • Variabilità: Le proprietà meccaniche e di estrusione possono variare a seconda della provenienza del materiale o del processo di asciugatura/macinazione.

  • Accettabilità sensoriale: Il gusto, la consistenza e l’aspetto devono essere curati per soddisfare i consumatori.

Prospettive future

  • Applicazioni personalizzate: L’uso di queste polveri potrebbe essere esteso a snack su misura per bisogni nutrizionali specifici o terapeutici (es. per anziani, malati con disfagia).

  • Ricerca e sviluppo: Necessario ottimizzare la granulometria, additivazione con leganti commestibili, e processi di asciugatura controllata per garantire standard produttivi.

  • Integrazione con altre tecnologie: Combinazione con microfluidica e bioprinting multimateriale per prodotti esteticamente e funzionalmente innovativi.


 

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Di Fantasy

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