ORNL rilascia Slicer 2: un software di slicing pensato per componenti di grande formato

L’Oak Ridge National Laboratory (ORNL) (Dipartimento dell’Energia USA) ha pubblicato ORNL Slicer 2, una nuova generazione del proprio software di slicing orientato alla produzione additiva di componenti di grande formato, con l’obiettivo di rendere più rapida e gestibile la preparazione dei percorsi utensile e delle strategie di deposizione per pezzi voluminosi e complessi. Il rilascio è accompagnato da documentazione e distribuzione open source, con pacchetti e aggiornamenti disponibili tramite repository pubblico.


Perché “grande formato” richiede un approccio diverso rispetto ai slicer per FDM desktop

Nei sistemi di stampa 3D di grande formato (spesso basati su estrusione di pellet o su deposizione ad alta portata), cambiano scala e priorità: contano di più la gestione dell’energia termica sul pezzo, la pianificazione dei percorsi per ridurre deformazioni e tempi morti, la possibilità di variare parametri per zone (ad esempio riempimenti, pareti, transizioni) e l’integrazione con controlli di processo e sensori. ORNL presenta Slicer 2 come uno strumento progettato proprio per questo scenario, dove la “semplice” conversione STL→G-code tipica del desktop non basta.


Oltre 500 impostazioni: controllo fine su struttura interna, geometria e parametri termici

Uno dei punti enfatizzati da ORNL è il numero elevato di parametri configurabili: Slicer 2 è progettato con oltre 500 impostazioni per controllare aspetti come struttura interna, forma, temperature e parametri specifici su parti, layer o regioni. Questo approccio mira a dare strumenti più granulari a chi lavora su pezzi grandi, dove la ripetibilità dipende spesso dalla capacità di adattare la strategia di deposizione alle condizioni locali del componente.


Integrazione con stampanti e sensori: verso una piattaforma più “connessa”

Nelle descrizioni di settore, Slicer 2 viene presentato come un software in grado di collegarsi direttamente a diversi tipi di stampanti, contribuendo a creare una piattaforma integrata e, in alcuni casi, capace di comunicare con sensori per aumentare accuratezza e controllo. L’obiettivo dichiarato è ridurre il divario tra preparazione del job e gestione del processo, in modo che la strategia di stampa possa essere più facilmente allineata ai dati e alle condizioni operative.


Automazione e distribuzione: aggiornamenti orientati alla gestione degli output

ORNL ha comunicato anche aggiornamenti focalizzati su automazione e distribuzione dei file: tra i cambiamenti citati, un sistema che aiuta ad automatizzare la creazione di pacchetti distribuibili agli utenti, oltre a miglioramenti generali e correzioni. Questo aspetto è rilevante per contesti industriali e di ricerca dove i flussi di lavoro includono più persone, più macchine e configurazioni ripetute.


Visualizzazioni più accurate: perché “vedere bene” il toolpath conta, soprattutto su pezzi grandi

Le note di ORNL citano anche miglioramenti alle visualizzazioni per rendere più accurato il rendering delle sezioni e dei percorsi: su componenti di grande dimensione, un errore nella lettura del toolpath o un’impostazione non coerente può tradursi in ore di stampa perse. Visualizzazioni più affidabili aiutano a identificare in anticipo criticità come transizioni non volute, discontinuità e strategie di riempimento non adatte al comportamento termico del pezzo.


Open source e documentazione: guida utente, modalità a riga di comando e template

Il repository pubblico di ORNL Slicer 2 include una User Guide e riferimenti a una modalità command line, oltre a esempi e template di configurazione pensati per replicare impostazioni e processi. Per aziende e università, questo tipo di documentazione e di configurazioni riutilizzabili è spesso un requisito pratico per standardizzare produzione e sperimentazione su più impianti.


Applicazioni tipiche: stampi, strutture composite, componenti per aerospazio e trasporti

La comunicazione attorno a Slicer 2 collega il software alla manifattura di oggetti molto grandi (inclusi stampi e strutture) e a settori come aerospazio e trasporti, dove il grande formato viene usato sia per prototipi funzionali sia per attrezzature e tooling. Il messaggio chiave è che, aumentando dimensione e massa dei componenti, diventa fondamentale avere strumenti che supportino strategie di deposizione più evolute rispetto ai flussi tipici del desktop.


Cosa può significare per chi produce in grande formato: meno prove, più controllabilità

Nel grande formato, i tempi macchina e i volumi di materiale rendono costosa la fase di tentativi ed errori. Un slicer più orientato a parametri per-regione, gestione avanzata del percorso e automazione degli output può ridurre il numero di iterazioni necessarie per arrivare a un processo stabile. In questa ottica, Slicer 2 si colloca come strumento pensato per portare “controllo di processo” già nella fase di preparazione del job, con una logica più vicina ai requisiti industriali.

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Di Fantasy

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