Il contesto: perché APMA sta costruendo “auto vetrina” invece di un marchio
Il programma Project Arrow nasce come iniziativa della Automotive Parts Manufacturers’ Association (APMA) of Canada per dimostrare che la filiera canadese (fornitori, università e partner tecnologici) è in grado di progettare e realizzare piattaforme a zero emissioni in modo integrato. APMA lo descrive come un segnale verso i costruttori globali (OEM) e come risposta al fatto che il Canada ospita impianti automotive ma non ha un brand nazionale di riferimento: l’idea è trasformare la forza della supply chain in un “biglietto da visita” tecnico, con prototipi funzionanti che rendano visibili tecnologie, materiali e processi.
Il debutto pubblico: Canadian International AutoShow 2026 e obiettivo “prototipo commercializzabile”
La fase Project Arrow 2.0 è stata presentata al Canadian International AutoShow 2026 (Toronto), con un annuncio congiunto tra APMA e l’organizzazione del salone. Nella comunicazione ufficiale del salone si parla di un’evoluzione della serie Project Arrow e di un percorso che punta ad arrivare a un prototipo “commercialmente viable” entro il 2028, costruibile in Canada.
Due veicoli, due orizzonti temporali: Vector per il 2030, Borealis per il 2040
APMA distingue i due dimostratori in base al “timeframe” tecnologico: Project Arrow Vector è presentato come piattaforma di innovazione con obiettivo di tecnologie scalabili e applicabili entro il 2030, mentre Project Arrow Borealis è impostato come piattaforma di ricerca e design legata a uno scenario 2040, con enfasi su integrazione con infrastrutture e sistemi urbani connessi.
Project Arrow Vector: telaio ibrido polimero-alluminio stampato in 3D e powertrain da 650 hp
Per Vector, APMA indica un telaio leggero in polimero e alluminio “AI-formed” e stampato in 3D, abbinato a un powertrain elettrico da 650 horsepower e a un’autonomia stimata di 550 km. Sul piano ADAS, la scheda del programma parla di Level 3, quindi guida automatizzata condizionale con richiesta di supervisione e intervento del conducente quando necessario.
Project Arrow Borealis: piattaforma “living/working”, connessione smart-city e obiettivi Level 5
Borealis viene descritto come un veicolo pensato meno attorno alla postazione di guida e più come spazio di utilizzo: alcune descrizioni sottolineano un’impostazione interna con sedute contrapposte, coerente con un concept di mobilità autonoma. Sul fronte tecnico, APMA elenca obiettivi di Level 5, sistemi “connected vehicle” legati a smart cities, un telaio e un’architettura powertrain in lega metallica stampata in 3D (definiti “AI-designed”), e un range “projected” fino a 1.500 km.
Università e integrazione: Ontario Tech come build partner, Western University sul concept Borealis
Per Project Arrow 2.0, Ontario Tech University è indicata come lead build partner per integrazione ingegneristica, assemblaggio prototipi e collaborazione di ricerca. In parallelo, Western University attribuisce al proprio team (con il professor Mohamed Zaki e l’EMRC lab) un ruolo concettuale e tecnico centrale nello sviluppo di Project Arrow Borealis, in particolare nel collegare ricerca su AI e sistemi autonomi con vincoli di realizzazione e industrializzazione.
Cosa significa “stampa 3D” qui: non solo pannelli, ma progettazione per assemblaggio
Nel racconto dei siti che seguono l’additive, Project Arrow viene usato per spiegare un punto spesso trascurato: la stampa 3D ha senso quando cambia il modo in cui i componenti vengono pensati e montati. L’esempio citato è l’integrazione di funzioni nel pezzo stampato (ad esempio canalizzazioni e passaggi predisposti per cavi e connettori), così da ridurre lavorazioni secondarie, staffaggi e fasi di montaggio. È un’impostazione che avvicina la stampa 3D alla logica “design-for-assembly”, con un vantaggio potenziale sulla riduzione del numero di parti e sulla ripetibilità del cablaggio in prototipi complessi.
La continuità con Project Arrow 1.0: il telaio stampato e fresato su piattaforma ibrida Breton Genesi
La fase 2.0 si innesta su un percorso avviato nel 2023 con il primo concept “full-build” di Project Arrow. In quel contesto, la comunicazione tecnica di Breton descrive un telaio sviluppato con APMA in collaborazione con la canadese Xaba, prodotto su un centro Breton Genesi che combina additive e sottrattivo (stampa e fresatura nello stesso sistema). Questo precedente è rilevante perché chiarisce che “telaio stampato” nel perimetro Arrow non è solo un claim: è un filone di sperimentazione su strutture portanti realizzate con approcci ibridi, dove la finitura e le tolleranze entrano nel processo insieme alla deposizione.
Dal prototipo alla credibilità industriale: perché standard, qualità e tracciabilità diventano centrali
Passare da un dimostratore a una piattaforma industrializzabile richiede che materiali, processi e controlli siano ripetibili e documentabili. Nel mondo dell’additive, questo significa anche appoggiarsi a standard e pratiche di qualificazione (processo, materiali, controlli di difettosità, coerenza geometrica). Project Arrow 2.0 è presentato come “piattaforma” proprio perché mette insieme tecnologie che, per diventare scalabili, devono essere accompagnate da metodi di validazione e qualità, non solo da prestazioni su un singolo prototipo.
La logica complessiva: una vetrina nazionale con oltre 80 fornitori
APMA indica che Vector e Borealis incorporano contributi di oltre 80 fornitori e partner dell’ecosistema canadese. Questo è il punto che lega tutto: i due veicoli non sono presentati come “modelli pronti per il mercato”, ma come contenitori di tecnologie (chassis additivo, powertrain, sensori, connettività, materiali) utili a mostrare capacità di progettazione, integrazione e manifattura. In questa chiave, il risultato più misurabile è la capacità di coordinare aziende e università su un’architettura comune e portare l’insieme su un palcoscenico internazionale come il Canadian International AutoShow.
