Un cambio di passo per Raise3D: dall’FDM a un portafoglio “powder-bed”
Raise3D, nota soprattutto per sistemi FDM/FFF orientati all’affidabilità, ha deciso di entrare in modo strutturato nella sinterizzazione laser selettiva (SLS) con la RMS220. Nel racconto del COO Fernando Hernandez, la scelta nasce da un mercato desktop in cui diversi produttori “low-cost” hanno alzato rapidamente prestazioni e velocità, riducendo margini e differenziazione per chi opera nella fascia professionale. In questo scenario, Raise3D dichiara di aver spinto risorse verso ingegneria e R&D, mantenendo l’obiettivo di sistemi stabili e ripetibili, più che di prezzo minimo.
Il “vuoto” tra SLS da banco e piattaforme industriali a sei cifre
Il posizionamento dichiarato della RMS220 punta a uno spazio spesso descritto come poco presidiato: tra macchine compatte (tipicamente più economiche, ma con produttività limitata) e piattaforme industriali oltre i 100.000 € (con workflow maturi, assistenza strutturata e alti volumi). Nell’articolo, Hernandez cita player che hanno contribuito a creare o consolidare l’SLS compatto (come Sinterit e Formlabs) ma sostiene che rimanga un gradino intermedio, dove molte aziende vorrebbero più capacità senza dover entrare nella “classe” EOS/industrial-grade tradizionale.
Quanto costa davvero fare SLS: non è solo “stampante + polvere”
Uno dei punti più concreti messi sul tavolo è il costo operativo “reale” dell’SLS: gestione polveri, depowdering, aspirazione/filtri, manutenzione e soprattutto l’atmosfera inerte (azoto) per ridurre ossidazione e degrado della polvere. Nel ragionamento riportato, l’azoto è un costo spesso sottovalutato perché incide su qualità, riutilizzo (refresh) e scarti. Raise3D prova a trasformare quel costo in un elemento di progetto: la RMS220 integra un generatore di azoto e, secondo la scheda tecnica, supporta atmosfera Air/Nitrogen con generatore built-in (richiedendo aria compressa).
RMS220: architettura “più vicina all’industriale” dentro un ingombro da laboratorio
Sul piano tecnico, Raise3D punta su scelte tipiche di sistemi più prestazionali: laser in fibra IR da 75 W (1064 nm) e galvanometri con velocità di scansione fino a 30.000 mm/s. La scheda tecnica indica anche volume utile 220 × 220 × 350 mm (17 L), altezza layer 0,05–0,40 mm (con raccomandazione 0,1–0,2 mm per stabilità), e connettività con rete e camera in tempo reale. L’azienda dichiara inoltre una capacità massima (a pieno carico) fino a 5 kg/giorno in determinate condizioni operative (dato di scheda).
Prezzo e “cost-per-part”: la provocazione verso SLS industriale e HP MJF
Il cuore della notizia è la tesi economica: Raise3D colloca la RMS220 attorno a 27.000 € e sostiene che, su diverse voci (energia, contratti di servizio, costo pezzo), il confronto possa risultare favorevole rispetto a SLS industriale e sistemi Multi Jet Fusion (MJF), al punto da permettere a certe realtà di installare più unità RMS220 al prezzo di una singola piattaforma industriale. La dichiarazione, riportata come citazione diretta, è una sfida aperta sul rapporto costo/pezzo considerando hardware, manutenzione e consumi energetici.
Applicazioni: ortopedia, protesica, piccole serie e componenti funzionali
Nel pezzo vengono citati casi d’uso tipici del polymer powder-bed: ortesi e protesi (inclusi plantari e suole personalizzate), piastre di lavoro “piene” prodotte durante la notte, e componenti tecnici come staffe, supporti e involucri per settori come automotive ed elettronica. Il razionale è che l’SLS offra proprietà più vicine a un nylon stampato a iniezione rispetto all’FDM, e che l’internalizzazione della produzione riduca lead time e iterazioni rispetto a service esterni.
Dal prototipo alla “micro-fabbrica”: cosa cambia per le PMI
Un passaggio interessante è l’idea di “micro-factory”: aziende che partono dal prototipo funzionale e finiscono per produrre lotti regolari (centinaia o basse migliaia di pezzi) quando i conti tornano e la qualità superficiale è adeguata. In questa lettura, la disponibilità di una SLS più accessibile (ma con caratteristiche tecniche avanzate) sposta decisioni prima appannaggio di linee industriali o service bureau. Il concetto non elimina la complessità dell’SLS (polveri, pulizia, sicurezza), ma mira a renderla più gestibile nel perimetro di un reparto tecnico di PMI.
Roadmap e consegne: pre-ordini e prime spedizioni nel 2026
Secondo quanto riportato, la RMS220 è in pre-ordine con prime spedizioni previste nel primo trimestre 2026, e consegne “a volume” attese attorno a marzo 2026 (circa un anno dopo l’annuncio pubblico a TCT Asia di marzo 2025). Nel frattempo, Raise3D lavora anche su partner e canale, indicando interesse in più aree geografiche e settori.
Apertura al metallo “sinter-based”: ColdMetalFusion di Headmade Materials come estensione della piattaforma
Oltre ai polimeri, l’articolo cita la sperimentazione di Raise3D con ColdMetalFusion (CMF) di Headmade Materials: un approccio sinter-based in cui un feedstock (polvere metallica + legante polimerico) viene processato su sistemi laser sintering per polimeri per creare “green parts”, poi avviati a debinding e sinterizzazione. Headmade posiziona CMF come percorso orientato alla produzione in serie a costi più contenuti rispetto a molte alternative metal AM, con materiali indicati come “performance metals” (ad esempio titanio e leghe a base nichel). Nel framing di Raise3D, ridurre il costo della macchina che “stampa il verde” abbassa la soglia d’ingresso dell’intera catena.
