Rapid Fusion punta sull’Italia per far crescere la stampa 3D LFAM
Rapid Fusion, azienda con sede nel Regno Unito specializzata in sistemi di stampa 3D a pellet e soluzioni di Large Format Additive Manufacturing (LFAM), sta rafforzando in modo mirato la propria presenza sul mercato italiano. L’obiettivo dichiarato è sviluppare in Italia un hub di competenze e applicazioni per la stampa 3D di grande formato, sfruttando la base industriale del Paese, la forte tradizione manifatturiera e una rete crescente di partner nel campo della progettazione e dei materiali avanzati.
Il piano prevede il potenziamento della presenza locale attraverso un laboratorio partner situato nell’area di Monza, pensato come punto di riferimento per dimostrazioni applicative, sviluppo congiunto di casi d’uso e supporto tecnico alle aziende italiane interessate al LFAM. In questo contesto, Rapid Fusion intende mettere a disposizione piattaforme come Apollo e Medusa, oltre agli strumenti software sviluppati in collaborazione con partner come Ai Build, per accompagnare clienti e integratori dall’idea alla produzione di componenti in grande formato.
Aivox è una società italiana di consulenza e innovazione che lavora sull’integrazione di tecnologie avanzate – tra cui additive manufacturing, robotica e soluzioni digitali – in progetti reali nei settori architettura, design e industria.
L’accordo con Rapid Fusion prevede una partnership esclusiva per l’Italia: Aivox mette a disposizione il proprio laboratorio di Monza come base dimostrativa e centro prove per i sistemi LFAM di Rapid Fusion (robot Zeus, piattaforme Apollo/Medusa) con l’obiettivo dichiarato di generare circa 1 milione di euro di nuovo business, sviluppando casi applicativi in ambiti come navale, medtech, architettura e fashion.
LFAM a pellet: Apollo, Medusa e Cerberus
Rapid Fusion è nota per sistemi LFAM che lavorano materiale in granulo (pellet), una scelta che consente costi di materia prima più contenuti, elevata portata di estrusione e la possibilità di utilizzare materiali rinforzati o riciclati. La piattaforma Apollo rappresenta una delle soluzioni cardine: una macchina di grande formato pensata per componenti strutturali, applicazioni industriali e prototipi funzionali, spesso abbinata a software di generazione del toolpath basato su intelligenza artificiale per ottimizzare deposizione e tempi ciclo.
Accanto ad Apollo, Rapid Fusion sta portando sul mercato Medusa, sviluppata con Applied Automation, e Cerberus, un sistema di manifattura ibrida containerizzata che integra stampa 3D e lavorazioni successive in un’unità trasportabile. Medusa è indirizzata alla produzione industriale di grande formato, con focus su cicli ripetibili e automazione del flusso pezzo, mentre Cerberus punta su rapidità di dispiegamento e operatività in contesti remoti o temporanei, caratteristiche che la rendono interessante anche per cantieri e installazioni sul territorio italiano.
Il partner lab di Monza come hub applicativo
L’accordo per il partner lab di Monza è concepito come leva per avvicinare alle tecnologie LFAM i settori chiave del Nord Italia, dall’automotive al machinery, dall’arredamento alla produzione di attrezzature e stampi. La struttura dovrebbe offrire dimostrazioni, prove materiali e sviluppo di applicazioni congiunte, con l’obiettivo di trasformare casi pilota in progetti industriali scalabili. In quest’ottica, il laboratorio fungerà da punto di contatto per aziende che vogliono testare componenti di grandi dimensioni senza investire subito in un impianto completo.
Il contesto territoriale di Monza e Brianza, caratterizzato da una forte concentrazione di PMI manifatturiere, studi di design e realtà dell’arredo e dell’architettura, offre una base ideale per esplorare applicazioni LFAM che vanno oltre la pura prototipazione. Tra le possibili direzioni ci sono componenti strutturali per macchinari, attrezzature di produzione, arredi e installazioni per spazi urbani, in continuità con quanto già si vede in Italia su progetti di stampa 3D di grande formato con materiali termoplastici e riciclati.
Materiali avanzati e collaborazione con RHEON LABS
Un esempio del tipo di innovazione che Rapid Fusion punta a portare anche in Italia è la collaborazione con RHEON LABS, focalizzata su un polimero a irrigidimento dinamico adatto al LFAM. Il materiale, morbido e deformabile in condizioni normali ma capace di irrigidirsi sotto carico, è stato già sperimentato su piattaforme Apollo per produrre componenti in grado di assorbire impatti, attenuare vibrazioni e resistere a cicli di carico ripetuti. Questa combinazione tra materiale “intelligente” e grande formato apre scenari per protezioni, elementi antivibrazione e componenti funzionali integrati.
In prospettiva italiana, soluzioni di questo tipo potrebbero trovare applicazione in ambito sportivo, nel settore dei trasporti, in attrezzature industriali e in sistemi di assorbimento urti integrati in strutture di grande dimensione. Il partner lab di Monza rappresenta un contesto naturale per sviluppare dimostratori con clienti finali, caratterizzare le prestazioni dei componenti stampati e validarne l’uso in condizioni operative vicine alla realtà.
Software, AI e integrazione nei flussi produttivi italiani
Rapid Fusion collabora da tempo con Ai Build per integrare algoritmi di intelligenza artificiale nel controllo dei processi LFAM, con sistemi in grado di suggerire parametri, monitorare la deposizione in tempo reale e correggere eventuali derive di processo. Questa integrazione software è particolarmente utile quando si lavora con materiali complessi, rinforzati o a comportamento non lineare, e permette di rendere più prevedibili qualità superficiale, tolleranze dimensionali e proprietà meccaniche dei pezzi stampati.
Nel contesto produttivo italiano, in cui molte aziende stanno valutando la stampa 3D per la produzione e non solo per il prototipo, questa combinazione di LFAM, materiali avanzati e controllo AI può facilitare l’integrazione nei flussi esistenti. Il partner lab di Monza potrà quindi operare anche come centro di competenza per la definizione di finestre di processo stabili, la validazione di cicli in ottica di qualità e la formazione di personale tecnico su metodologie e strumenti specifici per il grande formato.
