Un caso canadese: l’acquisto del robot e le domande sulla fattibilità
In Ontario, una proprietaria che stava pianificando la costruzione della propria abitazione ha deciso di investire in un sistema robotico industriale con l’obiettivo di stampare in 3D componenti edilizi (in particolare pareti in calcestruzzo). La vicenda è stata raccontata come esempio di “spinta dal basso” verso la robotica in cantiere: l’idea è ridurre tempi e manodopera sulle opere ripetitive, concentrando l’intervento umano su preparazione, controllo qualità e fasi impiantistiche e di finitura.

Quanto è grande il salto tra “comprare un robot” e “stampare una casa”
Il punto critico, evidenziato dalle analisi che hanno rilanciato la storia, è che un braccio robotico non equivale a una piattaforma completa di costruzione additiva. Per trasformare un robot industriale in una “stampante 3D per edilizia” servono almeno: una testa di stampa (ugello/print-head) adatta alla reologia del materiale, una linea di pompaggio e miscelazione, ricette e controlli sul calcestruzzo stampabile, software per traiettorie e parametri (velocità, portata, deposizione), sensori e procedure di QA/QC, oltre a progettazione strutturale e dettagli costruttivi che tengano conto di armature, giunti, passaggi impiantistici e stratigrafie di isolamento. Senza questo ecosistema, il rischio è di avere un asset costoso che non produce elementi certificabili o ripetibili.

3D Construction Printing Muskoka: azienda, piattaforma mobile e numeri dichiarati
La protagonista della storia è collegata a 3D Construction Printing Muskoka (3DCP Muskoka), società che propone una piattaforma mobile basata su braccio robotico e pompaggio del materiale. In un profilo pubblico dell’azienda si parla di una soluzione trasportabile (montata su trailer) pensata per spostarsi tra cantieri e per realizzare pareti e componenti architettonici depositando strati di miscela cementizia. Nello stesso profilo vengono citati obiettivi operativi come la realizzazione delle pareti di una casa da circa 2.000 ft² in circa 72 ore di tempo macchina (stima legata al solo tempo di stampa delle pareti, non all’intero edificio “chiavi in mano”). Viene anche descritto un approccio di collaborazione: il team robotico fornisce attrezzature ed esecuzione della stampa, mentre sviluppatori/costruttori tradizionali curano progetto, direzione lavori e integrazione delle altre lavorazioni.

Materiale e tecnologia: perché il “calcestruzzo stampabile” è un progetto nel progetto
Nel 3D concrete printing la miscela non è “calcestruzzo standard”: deve essere pompabile, estrudibile, stabile una volta depositata e capace di sostenere strati successivi senza collassare, garantendo al tempo stesso resistenza meccanica e durabilità. Nelle pratiche più comuni si lavora su additivi (per esempio superfluidificanti), frazioni di inerte controllate e, in alcuni casi, fibre o modificatori reologici. La qualità finale dipende da parametri di processo (portata, velocità di deposizione, tempi tra passate, condizioni ambientali) e dai controlli in corso d’opera. Questo è uno dei motivi per cui molte iniziative passano prima da prototipi e manufatti non strutturali (arredi, elementi di arredo urbano, pareti dimostrative) e solo dopo arrivano a edifici completi.

Dal “muro stampato” all’edificio conforme: permessi, calcoli e integrazione delle maestranze
Anche quando la stampa 3D produce pareti dimensionalmente corrette, resta la questione della conformità: calcoli strutturali firmati, dettagli su collegamenti con solai e coperture, prestazioni termiche e antincendio, tracciabilità dei materiali, ispezioni e responsabilità. Inoltre, l’edilizia non è composta solo da pareti: elettricisti, idraulici, serramentisti, isolatori e finitori devono lavorare su un supporto “stampato” con geometrie e tolleranze spesso diverse dai blocchi o dai casseri tradizionali. Un caso studio canadese sull’uso di robotica on-site sottolinea proprio la necessità di progettare tenendo conto delle capacità del robot e di coordinare la robotica con le lavorazioni tradizionali per evitare fermi cantiere e colli di bottiglia.

Confronto utile: progetti in Ontario già impostati come “filiera” (Leamington)
In Ontario esistono esempi di edilizia stampata in 3D sviluppati come progetto multipartner. A Leamington, un’iniziativa con Habitat for Humanity Windsor-Essex, University of Windsor, nidus3D e altri partner è stata presentata come primo progetto residenziale 3D printed per uso abitativo in Canada, con unità già realizzate e un lavoro esplicito su certificazioni e prestazioni dell’involucro (inclusa la scelta di isolamento e strategie per la tenuta all’aria). In questo tipo di impostazione, la stampa 3D è una parte della catena, ma attorno ci sono ricerca, prove, engineering e un percorso di accettazione più strutturato.

Altro confronto: robotica on-site per edilizia residenziale (Gananoque)
Un ulteriore riferimento in Ontario è un cantiere a Gananoque (townhouses multifamiliari) descritto in un case study dove Horizon Legacy utilizza il sistema robotico VAL 2.0 con pompaggio del calcestruzzo per realizzare pareti perimetrali del primo piano, mentre altri elementi (come il secondo livello) seguono metodi più tradizionali (per esempio timber). Il case study riporta obiettivi di produttività con una squadra ridotta, attenzione all’integrazione con le maestranze e un focus sul rispetto dei requisiti dell’Ontario Building Code nel processo di approvazione.

Che cosa determina la sostenibilità economica (oltre al costo del robot)
L’investimento in un robot industriale può avere senso se il modello di utilizzo è continuo: pipeline di commesse, set-up rapidi, ricette materiali ripetibili, tempi di mobilitazione contenuti e responsabilità contrattuali chiare tra chi stampa e chi costruisce il resto. Se invece l’uso è sporadico o dipende da autorizzazioni caso per caso, i costi fissi (attrezzatura, manutenzione, formazione, assicurazioni, ingegneria) possono annullare i vantaggi del “tempo di stampa” dichiarato. In pratica, il valore sta spesso nel sistema (processo + qualità + collaborazione con costruttori) più che nel singolo componente hardware.

Immagine generata AI

Di Fantasy

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