Shimano, tramite il marchio PRO dedicato ai componenti e agli accessori per ciclismo, ha presentato la Pro Stealth 3D, una sella che mantiene l’impostazione “short-nose” (naso corto) pensata per favorire una posizione avanzata e aerodinamica, ma sostituisce parte del concetto tradizionale di imbottitura in schiuma con un’imbottitura stampata in 3D progettata per gestire in modo più mirato le pressioni del ciclista nelle diverse posture di pedalata.
Dati di pressure mapping e feedback dei tester: l’origine delle tre zone a densità diversa
Il punto di partenza dichiarato da PRO è l’uso di pressure mapping (mappatura delle pressioni) effettuato durante sessioni di bike fitting, integrato con feedback di rider che hanno provato prototipi e versioni di sviluppo. Da questi dati nasce una struttura dell’imbottitura divisa in tre aree con risposta meccanica differenziata: una zona più sostenuta nella parte anteriore, una zona intermedia più “cedevole” e una zona posteriore ancora più morbida/leggera (con l’idea che il retro venga ingaggiato meno durante la pedalata continua).
Geometria a celle esagonali: come lavora l’imbottitura stampata in 3D
La sella utilizza una struttura a celle esagonali che, secondo la descrizione del lancio, permette una deformazione locale delle singole celle e una risposta complessiva “di insieme”. L’obiettivo è doppio: da un lato distribuire meglio i carichi (riducendo picchi di pressione), dall’altro contribuire ad assorbire vibrazioni indotte dal fondo stradale e quindi limitare l’affaticamento sulle distanze più lunghe. La texture e l’aspetto “a vista” della struttura reticolare sono anche una scelta estetico-funzionale: la superficie non viene coperta da uno strato superiore che annulli il comportamento elastico delle celle.
Materiale dell’imbottitura e finitura: EPU e micro-texture per stabilizzare la posizione
Per l’imbottitura 3D viene indicato l’uso di EPU (expanded polyurethane), associato a una superficie con micro-texture (descritta come “dimpled”) che mira a migliorare la stabilità del posizionamento quando si spinge da seduti. Questo tipo di approccio è coerente con una tendenza più ampia nel settore: usare reticoli polimerici non solo per comfort “morbido”, ma per un supporto progressivo e controllato, più prevedibile nel tempo rispetto a molte schiume.
Due versioni e misure: Team con binari in carbonio, Performance con binari in acciaio
PRO distingue due livelli di costruzione. La Pro Stealth 3D Team adotta binari in carbonio, mentre la Pro Stealth 3D Performance usa binari in acciaio inox; entrambe sono proposte in 142 mm e 152 mm. I pesi dichiarati partono da circa 224 g per la Team (in base a larghezza/configurazione) e da circa 260 g per la Performance.
Cosa cambia per il ciclista: supporto mirato quando la postura varia
Nell’uso reale, soprattutto su strada e gravel “veloce”, la postura può oscillare tra una posizione molto avanzata (bacino ruotato, carico in avanti) e una più neutra, ad esempio in salita o nelle fasi di gestione. La logica delle tre densità prova a seguire questi cambi: più sostegno nella parte frontale quando il ciclista “carica” l’anteriore, più distribuzione nel tratto centrale quando si torna leggermente indietro, e alleggerimento della parte posteriore per ridurre massa dove il contatto sarebbe meno costante. L’idea è migliorare comfort e controllo senza cambiare l’identità della piattaforma Stealth.
La stampa 3D nelle selle ad alte prestazioni: un trend già consolidato
L’introduzione della Stealth 3D si inserisce in un filone ormai maturo: l’uso di reticoli stampati in 3D per sostituire o integrare le imbottiture tradizionali. Trek, ad esempio, ha presentato la tecnologia AirLoom per le Aeolus, indicando vantaggi legati a comfort e supporto progressivo e dichiarando un peso di 164 g per la versione di fascia alta con scafo e binari full carbon. Nel caso di Prologo, la Scratch M5 PAS 3DMSS lavora su un concetto affine di “settori” funzionali (Multi Sector System) e propone un prezzo premium, a conferma di come questa categoria stia diventando un segmento specifico dentro il mercato delle selle performance.
Implicazioni per produzione e design: densità, geometrie e personalizzazione scalabile
Dal punto di vista della manifattura additiva, il valore non è solo “stampare una forma complessa”, ma poter controllare rigidezza e risposta elastica intervenendo su densità, spessore e geometria della cella, senza cambiare lo stampo (o senza stampo) come avverrebbe nei processi tradizionali. È lo stesso principio che rende plausibile, in prospettiva, una maggiore segmentazione (più zone, risposte più calibrate) e, potenzialmente, varianti orientate a stili di guida o anatomie differenti. In questa prima implementazione PRO parla di tre zone, ma la direzione tecnica è quella di una “taratura” sempre più fine del contatto sella-ciclista.
