Nella trasformazione delle materie plastiche, la manifattura additiva non viene più usata solo per prototipi: in settori come aerospazio, automotive, elettronica e medicale entrano in gioco attrezzaggi, ausili di montaggio e piccole serie funzionali. Perché queste applicazioni siano ripetibili, serve controllo dell’intera catena di processo: selezione del materiale, preparazione dei dati, parametri di stampa, post-lavorazioni e criteri di verifica.

Chi organizza e cosa propone SKZ
Il percorso è proposto da SKZ – Das Kunststoff-Zentrum (centro tedesco specializzato in prova, formazione e ricerca per l’industria delle plastiche) con un corso denominato “Geprüfter Einrichter – Additive Fertigung”, pensato per figure di reparto come addetti all’attrezzaggio/setting macchina, tecnici e capi turno. L’obiettivo dichiarato è dare competenze pratiche e verificabili per gestire in modo sicuro e controllato processi AM su polimeri in contesto industriale.

Durata, date e sede: focus su Würzburg e “Modellfabrik”
La formula descritta è una formazione di 5 giorni presso Würzburg (Germania). Sono indicati appuntamenti dal 2 al 6 marzo 2026 e dal 19 al 23 ottobre 2026. In alcune inserzioni evento il luogo è riportato come SKZ Modellfabrik con indirizzo Friedrich-Bergius-Ring 21, 97076 Würzburg; il costo indicativo pubblicato per l’edizione di marzo 2026 è 1.790 € + IVA (valore da verificare al momento dell’iscrizione perché può variare per edizione).

Struttura didattica: pratica dichiarata al 50% e tecnologie trattate
SKZ evidenzia un alto contenuto pratico (nel materiale divulgativo viene indicato un 50% di pratica) con attività svolte su stampanti 3D industriali. Sul piano tecnico, il corso copre tre famiglie di processo: estrusione, processi a letto di polvere e fotopolimerizzazione.

Parametri di processo e difettologia: cosa viene messo sotto controllo
Una parte centrale riguarda le variabili che determinano stabilità e qualità: altezza strato, orientamento pezzo, gestione termica, energia/condizioni di esposizione o fusione e strategia di slicing. L’obiettivo è collegare le scelte operative ai fenomeni tipici dei polimeri in AM: deformazioni (warping), anisotropia, porosità e qualità superficiale. In parallelo viene affrontato il tema della valutazione di limiti d’impiego e fattibilità economica, che in ambito industriale include anche ripetibilità e tempi di post-lavorazione.

Sicurezza, qualità e post-processing: dalla gestione di polveri e resine alle prove meccaniche
Il programma insiste su aspetti operativi spesso critici in produzione: sicurezza e gestione di polveri e resine, misure di salute e sicurezza sul lavoro, oltre a un approccio sistematico alla diagnosi dei difetti e alle contromisure. Vengono citate anche attività legate a prove meccaniche (ad esempio trazione e urto) e al post-processing (rimozione supporti, finiture, trattamenti superficiali), con l’obiettivo di arrivare a proprietà più riproducibili e criteri di accettazione più chiari.

Inquadramento: il tema delle competenze “di reparto” per portare l’AM a processo auditabile
L’impostazione del corso riflette una tendenza: l’additive manufacturing, per passare da “stampa del pezzo” a processo industriale, richiede figure capaci di tradurre requisiti di qualità e sicurezza in impostazioni macchina, controlli, registrazioni e routine operative. In questa logica SKZ colloca il percorso tra tecnologia, applicazione e richieste crescenti della produzione additiva su polimeri.

Di Fantasy

Lascia un commento