Chi è Tikkun Olam Makers e perché New York è strategica
Tikkun Olam Makers (TOM), o Tikkun Olam Makers Global, è una rete internazionale di comunità nata in Israele nel 2014 con l’obiettivo dichiarato di migliorare la vita di milioni di persone attraverso lo sviluppo collaborativo di soluzioni assistive open source e a basso costo, basate su tecnologie come stampa 3D, elettronica accessibile e fabbricazione digitale. Nel corso degli anni TOM ha organizzato decine di makeathon e hackathon in oltre 60–70 location nel mondo, riunendo designer, ingegneri, terapisti, caregiver e persone con disabilità per co-progettare ausili e dispositivi personalizzati che spesso non esistono sul mercato tradizionale.
La scelta di aprire un Innovation Center a New York City rafforza il legame di TOM con uno dei principali hub globali per innovazione sociale, design e tecnologia, e consolida la presenza dell’organizzazione negli Stati Uniti, dove già operano diverse community locali. New York offre un ecosistema ricco di università, ospedali, organizzazioni non profit e startup in ambito health-tech e “tech for good”, fattori che facilitano la costruzione di partnership stabili e la scalabilità delle soluzioni sviluppate nei makeathon TOM.
Il nuovo Innovation Center: laboratorio, spazio di co-progettazione e vetrina permanente
Il nuovo Innovation Center di Tikkun Olam Makers a New York è concepito come un hub fisico in cui convergono diverse funzioni: laboratorio di prototipazione, spazio per eventi e formazione, e vetrina permanente per le soluzioni assistive sviluppate in passato. Nel laboratorio trovano posto stampanti 3D desktop e professionali, strumenti per la fabbricazione digitale (taglio laser, utensili per lavorazione leggera, elettronica), oltre a workstation per design CAD e collaborazione online, così da permettere a volontari, studenti e professionisti di ideare and costruire dispositivi in loco.
Lo spazio di co-progettazione è pensato per mettere al centro le persone con disabilità e i caregiver, che partecipano direttamente alla definizione dei requisiti e al test delle soluzioni, in linea con l’approccio “need-knower” che caratterizza TOM fin dalla nascita. Il centro funge anche da “showroom” di progetti sviluppati negli anni: ausili per la presa, supporti per comunicazione, adattamenti per mobilità, strumenti per attività quotidiane, tutti documentati con file, istruzioni e linee guida open source accessibili online, così da poter essere replicati e adattati a livello globale.
Stampa 3D e assistive technology: come TOM usa la fabbricazione digitale
La stampa 3D è una delle tecnologie cardine di Tikkun Olam Makers: permette di creare rapidamente prototipi e versioni customizzate di ausili, facilitando iterazioni rapide con la persona che userà il dispositivo. Le soluzioni tipiche spaziano da semplici adattatori di presa per posate e penne, a supporti per smartphone, joystick personalizzati per sedie a rotelle elettriche, interfacce per dispositivi medici, fino a meccanismi più complessi che combinano parti stampate in 3D con componenti commerciali facilmente reperibili.
Nei makeathon TOM, la stampa 3D viene affiancata da taglio laser, elettronica open hardware e software open source, così da creare sistemi completi che possano essere riparati e adattati nel tempo. Il nuovo Innovation Center, con una dotazione più ampia e stabile di attrezzature rispetto ai singoli eventi, consente di approfondire la fase di industrializzazione “leggera” delle soluzioni più promettenti, ad esempio migliorando la robustezza dei design, testando materiali diversi e documentando standard di sicurezza minimi per un uso prolungato.
Un modello “Tech for Good” open source e replicabile
Tikkun Olam Makers si definisce un movimento “Tech for Good” che combina open innovation, tecnologia assistiva e open source: i progetti nati nei makeathon e sviluppati nelle community vengono documentati e resi disponibili in licenza aperta, così da poter essere replicati anche dove risorse economiche o competenze specialistiche sono limitate. Questo approccio ha portato alla creazione di centinaia di soluzioni in pipeline, molte delle quali continuano a evolvere nel tempo grazie ai contributi di nuove community e sviluppatori.
L’Innovation Center di New York rafforza questo modello su due piani: da un lato offre un “anchor point” permanente per progetti che richiedono più cicli di test e validazione, dall’altro diventa un luogo di formazione per studenti e professionisti interessati a integrare design inclusivo e fabbricazione digitale nella propria attività. In prospettiva, il centro può fungere da piattaforma per nuove partnership con università, ospedali e aziende che vogliano sperimentare modelli di co-sviluppo di ausili e dispositivi assistivi, mantenendo lo spirito open source e comunitario che distingue TOM da iniziative puramente commerciali.
Impatto sociale e prospettive per la rete TOM
Fin dalla sua fondazione, TOM si pone un obiettivo di impatto molto ambizioso: aiutare fino a 250 milioni di persone attraverso soluzioni assistive accessibili, sviluppate in co-design con chi vive in prima persona disabilità o condizioni di vulnerabilità. Le attività svolte finora – decine di makeathon, centinaia di soluzioni sviluppate o in sviluppo, community attive in più continenti – mostrano che il modello è replicabile e scalabile, anche grazie al fatto che molte soluzioni si basano su tecnologie relativamente economiche come la stampa 3D desktop.
Con l’apertura dell’Innovation Center a New York, Tikkun Olam Makers compie un passo ulteriore verso la strutturazione di una rete globale con nodi forti: non solo eventi temporanei, ma spazi permanenti in cui le soluzioni possono maturare, essere testate nel lungo periodo e trasformarsi in strumenti quotidiani per chi ne ha bisogno. Questo paradigma – comunità locali, infrastruttura condivisa, soluzioni open source – offre uno spunto anche per altre realtà che vogliano usare la stampa 3D e la fabbricazione digitale non solo per prototipi e business, ma come leva concreta di inclusione sociale.
