Ursa Major nomina Chris Spagnoletti CEO: continuità sui programmi hypersonic, solid rocket motors e space mobility

Cambio al vertice: nomina immediata e uscita di Dan Jablonsky
Ursa Major ha nominato Chris Spagnoletti come Chief Executive Officer con effetto immediato. Spagnoletti subentra a Dan Jablonsky, che lascia l’incarico dopo un periodo che l’azienda descrive come di crescita e risultati tecnici, inclusa “la migliore annata” della società. La comunicazione sottolinea una transizione orientata alla continuità della strategia e all’accelerazione dei programmi in corso, più che a un cambio di rotta.

Il profilo di Spagnoletti: dal “Liquid Systems” alla guida dell’azienda
Secondo Ursa Major, Spagnoletti è entrato in azienda nel 2022 e ha ricoperto più di recente il ruolo di President of Liquid Systems. Prima di Ursa Major, ha guidato U.S. Cargo Systems, un business aerospaziale di TransDigm, in un perimetro che include sistemi mission-critical per mercati difesa e commerciali. Nella scheda leadership pubblicata dall’azienda si cita anche la sua formazione in ingegneria elettrica (University of Vermont) e una carriera con responsabilità tra ingegneria, operations e sviluppo business.

Cosa dice il board: il ruolo di Ron Sugar e la logica della “continuità”
Nella nota ufficiale, Dr. Ron Sugar (board member di Ursa Major ed ex CEO di Northrop Grumman) spiega che la scelta è stata una promozione interna dopo valutazione del consiglio, evidenziando il contributo di Spagnoletti nell’avanzamento dei programmi hypersonic e “liquid” e nella costruzione di disciplina operativa per scalare. È un messaggio tipico di aziende che stanno spostando il baricentro da sviluppo/iterazione a industrializzazione e aumento volumi.

Il messaggio degli investitori: Eclipse e l’accento sulla scala produttiva
Tra le citazioni più esplicite sulla fase attuale, Lior Susan (Founding Partner di Eclipse) inquadra la promozione come un passaggio legato alla capacità di “costruire e scalare prodotti complessi” e alla necessità di aumentare velocità e volumi produttivi per supportare la base industriale della difesa statunitense. Il riferimento è coerente con la narrativa di Ursa Major: trasformare la propulsione (liquida e solida) in un’offerta “production-ready” con tempi e quantità compatibili con programmi difesa e space.

Dove opera Ursa Major: Berthoud (Colorado) e manifattura additiva in Ohio
Nel profilo “About” incluso nel comunicato, Ursa Major si definisce azienda aerospace & defense con capacità “flight-proven” per hypersonics, solid rocket motors, space mobility e launch. Il testo indica l’headquarters a Berthoud, Colorado, e cita operazioni di additive manufacturing a Youngstown, Ohio, segnalando una struttura distribuita tra sviluppo/test e produzione. Per un player che punta a passare da prototipi e lotti ridotti a forniture ripetibili, la geografia industriale e la disponibilità di processi AM interni diventano parte della proposta di valore.

Il contesto tecnico: Hadley e le attività hypersonic con Stratolaunch
Sul fronte propulsione liquida, Ursa Major collega una parte della propria credibilità industriale al motore Hadley. Nella pagina “Hypersonics” l’azienda descrive Hadley come engine da 5.000 lbf al livello del mare, alimentato a LOX e kerosene con ciclo oxygen-rich staged combustion, e cita il programma con Stratolaunch come elemento di “flight-proven” per missioni hypersonic. Anche la stampa di settore ha riportato l’impiego dell’Hadley sul testbed Talon-A di Stratolaunch e l’uso della manifattura additiva per accelerare tempi di produzione.

Draper: motore storable per hypersonics e programmi AFRL
Un altro tassello citato sia da Ursa Major sia dalla copertura di settore è Draper, motore “storable” pensato per colmare parte del divario tra vantaggi logistici dei solidi e controllabilità dei liquidi. In un articolo legato a un contratto AFRL (Air Force Research Laboratory), Draper viene descritto come basato su una combinazione storable di hydrogen peroxide e kerosene, con obiettivo di dimostrazioni di volo e applicazioni che includono scenari hypersonic e space mobility. Nel comunicato sulla nomina, Ursa Major cita Draper tra i risultati del periodo 2022–2026 e lo collega, insieme ai programmi hypersonic, alla fase di scaling che Spagnoletti deve guidare.

Solid rocket motors: Lynx e l’uso dell’additive per accelerare tempi e varianti
Sulla propulsione solida, Ursa Major spinge la piattaforma Lynx come approccio produttivo che usa additive manufacturing (per esempio su case, nozzle e igniters) insieme a tooling flessibile e integrazione verticale delle energetiche. Nella pagina dedicata, l’azienda parla apertamente di un problema “di base industriale” (tempi lunghi e rigidità del manufacturing SRM) e posiziona Lynx come leva per produrre varianti sulla stessa linea e semplificare qualification tramite approcci “physics-based” con supporto DoD. Per il nuovo CEO, questa linea di business è centrale perché lega direttamente tecnologia, capacità produttiva e domanda difesa.

Perché il cambio CEO è rilevante adesso: dalla crescita alla produzione ripetibile
La sequenza degli ultimi due passaggi di leadership aiuta a capire il timing. Nel 2024, Ursa Major aveva nominato Dan Jablonsky CEO con effetto 5 agosto 2024, in una fase esplicitamente orientata a “scalare” l’azienda oltre la guida del fondatore Joe Laurienti. Nel 2026, la promozione di Spagnoletti (figura interna con focus su sistemi liquidi e disciplina operativa) completa un passaggio tipico delle aziende deep-tech: mantenere continuità sui programmi “flight-proven” e rendere più prevedibile la produzione, in un contesto in cui hypersonics e SRM sono legati a cicli di procurement e urgenze industriali.

Di Fantasy

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