6K Additive, Inc. (ASX: 6KA), azienda con sede a Burgettstown, Pennsylvania, specializzata in polveri metalliche per la produzione additiva, ha ottenuto un contratto Fase II dalla Defense Logistics Agency (DLA) del valore complessivo di 1,95 milioni di dollari su un orizzonte di 18 mesi. L’iniziativa, denominata “Recovering Strategic Value”, mira a trasformare rottami e componenti a fine vita contenenti Nickel, Titanio, Tungsteno e C103 (lega al Niobio) provenienti da depositi militari statunitensi in polveri metalliche ad alto valore per la stampa 3D e per rafforzare la prontezza operativa della difesa statunitense.

Ridurre la dipendenza da metalli critici importati

Il programma nasce in risposta a una vulnerabilità strutturale della base industriale della difesa statunitense, ancora fortemente dipendente da fornitori esteri per diversi metalli critici. Secondo dati riportati da Statista e da analisi di settore, la Cina controlla oltre l’80% della produzione mondiale di Tungsteno, mentre gli Stati Uniti dipendono quasi completamente dalle importazioni per il Niobio, in larga parte proveniente da Brasile e Canada; anche il Titanio è stato classificato dal Dipartimento del Commercio USA come materia prima strategica potenzialmente a rischio per la sicurezza nazionale.

Le parole del CEO Frank Roberts

Frank Roberts, CEO di 6K Additive, sottolinea che la politica industriale statunitense punta a ridurre il più possibile l’esposizione verso regioni geopoliticamente sensibili per l’approvvigionamento di materiali essenziali ai sistemi d’arma più avanzati. Nel quadro del nuovo Award, il progetto si concentra sulla valorizzazione di rottami domestici e componenti a fine vita provenienti da stock DoD, trasformandoli in feedstock di alta qualità: un passo verso una catena di fornitura circolare, più sicura e sostenibile per il settore difesa.

Dal rottame al fronte: obiettivi tecnici del programma

Il contratto Fase II ha come obiettivo principale quello di massimizzare il valore di componenti e leghe metalliche critiche in fine ciclo, sfruttando i processi già sviluppati nei precedenti programmi DLA con 6K Additive. La Scope of Work prevede il recupero di rottami da DLA Disposition Services e da centri come il Navy e l’Air Force Life Cycle Management Center, con la definizione di flussi di processo ottimizzati per ottenere polveri certificate di Nickel, Titanio, Tungsteno e C103 per applicazioni di stampa 3D e tecnologie di riparazione avanzata.

Automazione: riconoscimento e sorting robotizzato degli scarti

Una parte rilevante del progetto riguarda lo sviluppo di un proof of concept per un sistema robotico dedicato all’identificazione automatizzata dei rottami e al loro successivo smistamento in base alla composizione e alla tipologia di lega. Questo approccio punta a gestire volumi elevati di materiale misto proveniente dai depositi militari, riducendo l’intervento manuale, migliorando la tracciabilità dei lotti e aumentando la qualità e la coerenza del feedstock in ingresso al processo UniMelt.

Convertire Nickel, Titanio, Tungsteno e C103 in polvere ad alto valore

Il cuore tecnico dell’Award è la capacità di convertire componenti a fine vita contenenti Nickel, Titanium, Tungsten e la lega C103 (Niobio) in polveri metalliche ad alto valore con caratteristiche comparabili ai materiali “vergini”. Questi metalli sono fondamentali per componenti critici ad alte prestazioni – turbine, ugelli, parti di motori, elementi strutturali – e la possibilità di recuperarli in forma di polvere sferica di alta qualità consente di alimentare sia processi di additive manufacturing sia tecnologie di riparazione come il cold spray, mantenendo le prestazioni richieste dalla difesa.

Cold spray e riparazione di parti con polveri riciclate

Tra le attività previste c’è la conduzione di prove di cold spray per valutare le proprietà meccaniche delle polveri di Nickel e Titanio upcycled. Il cold spray, processo nel quale le particelle metalliche vengono accelerate a velocità supersoniche e depositate a freddo sul substrato, è sempre più utilizzato come tecnologia di riparazione per componenti ad alto valore: testare polveri da rottame contro gli standard dei metalli vergini consente di verificare la loro idoneità per estendere la vita utile di parti strategiche senza comprometterne le prestazioni.

Partnership operativa con DLA e centri manutentivi del DoD

6K Additive lavorerà insieme alla DLA e ad altre agenzie del Dipartimento della Difesa per tracciare, selezionare e pre‑trattare lo scrap ad alto valore proveniente da grandi centri logistici e manutentivi. Nei principali depositi aeronautici, dove settimanalmente si generano fino a decine di migliaia di libbre di rottami metallici misti, il materiale verrà individuato, caratterizzato e trasformato in polveri sferiche; queste ultime saranno poi restituite alle strutture militari per una campagna di prove e qualifiche confronto materiali vergini, con l’obiettivo di abilitare applicazioni in aree critiche della difesa.

I tre pilastri tecnologici di 6K Additive

Al centro del progetto vi sono tre pilastri IP di 6K Additive: un processo proprietario per la preparazione e riduzione di rottami solidi in feedstock granulare di dimensione controllata; la piattaforma UniMelt, un reattore al plasma a microonde a letto fluido che permette una fusione e sferoidizzazione estremamente controllata; e capacità di post‑processing in‑house per classificazione granulometrica, trattamenti termici e finitura finale delle polveri. L’integrazione di questi elementi consente di partire da scarti eterogenei – come torniture, trucioli e parti fuori servizio – e ottenere lotti di polveri sferiche con parametri stretti di dimensione, purezza e scorrevolezza, compatibili con le richieste delle tecnologie additive industriali.

Timeline di 18 mesi e risultati attesi

Con una durata prevista di 18 mesi, il programma punta a dimostrare la fattibilità tecnica ed economica di una filiera automatizzata che parte da scrap DoD e arriva a polveri certificate di Tungsteno, Titanio e Niobio. In uscita, ci si attende non solo la validazione del prototipo di sorting automatizzato, ma anche la consegna di lotti qualificati di polveri che possano essere impiegate in applicazioni pilota di additive manufacturing e processi di riparazione, contribuendo a “chiudere il cerchio” tra logistica militare, manutenzione e produzione avanzata.

Un tassello nella strategia di lungo periodo del DoD su 6K Additive

Questo nuovo Award si inserisce in una traiettoria di supporto pubblico già significativa per 6K Additive, che comprende un finanziamento da 23,4 milioni di dollari nell’ambito del Defense Production Act Title III per espandere la capacità di riciclo di rottami metallici e produzione di polveri. A ciò si aggiungono circa 12,4 milioni di dollari in programmi DLA negli ultimi anni, inclusa un’iniziativa da 1,8 milioni nel 2025 dedicata al trattamento di rottami di Niobio e Titanio, e una linea di credito da 27,4 milioni di dollari approvata dalla Export-Import Bank statunitense per sostenere gli investimenti produttivi.

Verso una supply chain circolare e sovrana per la produzione additiva

Complessivamente, il nuovo contratto da 1,95 milioni di dollari rafforza il ruolo di 6K Additive come fornitore strategico per la sicurezza nazionale USA e per la resilienza della supply chain di polveri metalliche. Convertendo rifiuti metallici domestici in feedstock ad alte prestazioni per la stampa 3D e le tecnologie di riparazione, il programma “Recovering Strategic Value” contribuisce a ridurre la dipendenza da importazioni di metalli critici, aumentare l’autonomia industriale e dimostrare come un modello circolare possa integrarsi con i requisiti rigorosi della difesa.


Il sistema UniMelt di 6K Additive trasformerà i componenti in nichel, titanio, tungsteno e C103 a fine vita in polvere di alto valore per la produzione additiva

Di Fantasy

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