Dal 11 al 14 ottobre 2026 Budapest ospiterà Euro PM2026 Congress & Exhibition, appuntamento annuale organizzato dalla European Powder Metallurgy Association, EPMA, che riunisce ricerca, industria e fornitori della metallurgia delle polveri. L’evento si svolgerà all’HUNGEXPO Budapest Congress and Exhibition Center, Hall C, con tre giornate di programma tecnico, una mostra di circa 2.500 m², sessioni plenarie, seminari specialistici, poster, incontri settoriali e attività dedicate alla collaborazione fra industria e università. Per chi segue la stampa 3D metallica, il dato più interessante è che EPMA definisce ufficialmente l’Additive Manufacturing come il più grande track scientifico di Euro PM2026. Non si tratta quindi di una manifestazione PM nella quale l’AM occupa un angolo marginale: LPBF, binder jetting, Directed Energy Deposition, process monitoring, simulazione, sviluppo delle polveri, riciclo, sinter-based AM e post-processing costituiscono una parte centrale del programma. Allo stesso tempo Euro PM non è una Formnext in scala ridotta. La prospettiva è molto più orientata a materiali, polveri, metallurgia, consolidamento e qualificazione, e proprio questa differenza rende l’evento particolarmente interessante per capire dove sta andando la parte più industriale del metal AM.
226 abstract, 47 sessioni e oltre 200 contributi scientifici
EPMA ha ricevuto 226 abstract, dei quali 202 destinati a presentazioni orali e 24 a poster. Il Technical Programme Committee ha organizzato 47 sessioni distribuite su tre giorni, alle quali si aggiungono nove Special Interest Seminars e sei incontri settoriali. Il numero di abstract non deve essere confuso con il numero finale di paper pubblicati, perché l’inclusione nel programma richiede la consegna del manoscritto e la registrazione dell’autore, ma offre una misura della dimensione scientifica dell’evento.
I contributi seguono una classificazione che incrocia processo, materiale e applicazione. Questo consente, per esempio, a un lavoro sul binder jetting di acciai di comparire sia nel filone AM sia in una discussione sui materiali o sulle applicazioni industriali. È un’impostazione più vicina alla realtà della manifattura rispetto a una separazione rigida per tecnologia: un componente aerospace non è definito soltanto dalla macchina che lo produce, ma da polvere, microstruttura, post-processing, requisiti meccanici e catena di qualifica.
L’Additive Manufacturing è il track più grande dell’edizione 2026
La pagina ufficiale dedicata ai paper lo dichiara esplicitamente: Additive Manufacturing è il più grande track di Euro PM2026. La copertura è molto più ampia della sola Laser Powder Bed Fusion. Comprende LPBF ed electron beam powder bed fusion, binder jetting, material extrusion metallica, Lithography-based Metal Manufacturing, Directed Energy Deposition, process monitoring, simulazione, produzione e ricondizionamento delle polveri e sviluppo di nuove leghe.
Fra i contributi già elencati nel programma figurano lavori sulla riduzione della carbon footprint nella produzione continua di polveri metalliche, sul riutilizzo di AlSi7Mg e AlSi10Mg provenienti da residui AM, sulla definizione di finestre qualitative per polveri ricondizionate, sull’in-situ alloying, sull’ottimizzazione di AlSi10Mg in LPBF, sulla produzione di NiTi, su materiali magnetici, su acciai maraging ottenuti da materiale riciclato e su nuove leghe di titanio, alluminio e high-entropy alloys.
Il segnale è interessante perché il dibattito si sta spostando sempre più dalla domanda “si può stampare questa lega?” alla domanda “si può produrla in maniera sostenibile, ripetibile, riciclabile e qualificabile?”.
Process monitoring e AI entrano ormai stabilmente nel programma PM
Fra i paper 2026 compare, per esempio, un lavoro su un framework integrato di monitoring in-situ, CFD e intelligenza artificiale per il closed-loop control del Laser Powder Bed Fusion. Un altro contributo, dal titolo particolarmente efficace, Sound of Porosity, studia firme acustiche locali della porosità LPBF attraverso sensoristica a basso costo ed explainable AI.
Questo è significativo perché, in un congresso storicamente centrato sulla metallurgia delle polveri, il monitoring digitale non viene più trattato come un argomento accessorio. Sensori, modelli numerici e AI stanno diventando strumenti con cui collegare polvere → processo → difetto → microstruttura → proprietà.
È anche una differenza rispetto a molti eventi generalisti sulla stampa 3D: qui l’interesse non è soltanto dimostrare che un algoritmo riconosce un’anomalia, ma inserirlo dentro una catena metallurgica nella quale la deviazione deve essere collegata alla qualità reale del componente.
Il binder jetting occupa uno spazio molto più ampio rispetto a molte fiere AM
Euro PM è particolarmente adatto alle tecnologie binder-based perché debinding e sinterizzazione appartengono direttamente al patrimonio tecnologico della Powder Metallurgy tradizionale. Nel programma compaiono studi sulla sinterizzazione di 17-4PH, sulla produzione di ingranaggi binder-jetted, sul comportamento dei binder nel rame, su nuove strategie di depowdering, su polveri a basso costo e persino sulla renderizzazione 3D in-situ per il controllo dimensionale durante il binder jetting.
La presenza contemporanea di MIM, press-and-sinter, LMM, binder jetting e material extrusion metallica permette confronti che a Formnext spesso rimangono separati fra stand e tecnologie concorrenti. Dal punto di vista metallurgico molte di queste tecniche condividono infatti gli stessi problemi: composizione della polvere, binder, debinding, shrinkage, atmosfera di forno e densificazione.
DED non viene trattato come una categoria marginale
Anche il Directed Energy Deposition possiede un filone specifico. Fra i temi compaiono DED laser con polvere e filo, plasma-based AM, riparazione, cladding, multi-material deposition e sviluppo in-situ delle leghe.
Sono previsti lavori su polveri spray-dried progettate per in-situ alloying, atomizzazione ultrasonica di alluminio riciclato, confronto fra wire e powder DED su acciaio 300M, sviluppo combinatorio di leghe di alluminio e mitigazione del cracking nella riparazione DED di ghisa sferoidale.
È interessante perché riflette un’evoluzione evidente del metal AM: il mercato non è più dominato concettualmente dalla sola LPBF. Per parti grandi, riparazione, coating funzionali e composizioni graduate, DED e processi affini stanno diventando una famiglia tecnologica autonoma.
La sostenibilità entra nella metallurgia prima ancora che nella stampante
Una delle aree più forti dell’edizione 2026 riguarda sostenibilità e circularity. Il punto di osservazione di Euro PM è particolarmente utile perché molte valutazioni ambientali dell’AM tendono a partire dalla macchina di stampa, mentre gran parte dell’impatto nasce prima: estrazione del metallo, atomizzazione, gas, energia, granulometria richiesta e perdite nella produzione della polvere.
Fra i lavori AM compaiono infatti produzione di polvere da scrap, riciclo di residui AlSi7Mg/AlSi10Mg, riutilizzo di polveri e studi sulla carbon footprint della produzione continua.
La stessa area espositiva ospiterà il progetto europeo REPAM – Resource Efficient Materials for Additive Manufacturing, finanziato da Horizon Europe per sviluppare una catena circolare delle materie prime AM attraverso nuovi materiali, processi e tecnologie di riciclo. L’obiettivo dichiarato è anche diminuire la dipendenza europea da materie prime provenienti da paesi terzi.
Materie prime critiche: il tema industriale e politico entra direttamente nella plenaria
La plenaria del 12 ottobre mostra quanto i problemi di materiali siano ormai anche questioni strategiche europee. Uno dei keynote speaker sarà Nabeel Mancheri, Senior Advisor di EIT RawMaterials, con un intervento sulla vulnerabilità della filiera europea dei magneti permanenti e sulla dipendenza dalle materie prime critiche.
Il tema è direttamente collegato a elettrificazione, turbine eoliche e difesa e al Critical Raw Materials Act europeo. In altre parole Euro PM non parlerà soltanto di come ottenere una determinata microstruttura, ma anche di dove arrivano cobalto, tungsteno, terre rare e altri elementi necessari per produrla.
Il progetto Horizon Europe AIM-NEXT segue la stessa direzione. Il programma punta a ridurre l’impiego di materie prime critiche, in particolare cobalto e tungsteno, nei materiali duri destinati a machining, mining e costruzioni. Fra i partner industriali figurano Sandvik, Seco Tools, Hilti, Element Six e Durit, insieme a università come KTH, RWTH Aachen, UPC Barcelona e Universidad Carlos III de Madrid.
MTU Aero Engines porterà l’AM aerospace nella sessione plenaria
Particolarmente interessante per il settore additive è la presenza come keynote speaker di Johannes Romanow, Process Specialist Additive Manufacturing di MTU Aero Engines. Il suo intervento è intitolato Additive Manufacturing for Aerospace Excellence: Applications, Quality Assurance and Challenges.
Il titolo è significativo. Nel settore aerospace il problema non è ormai dimostrare che LPBF possa produrre geometrie complesse, ma costruire process chain robuste: specifica delle polveri, controllo della produzione, post-processing, quality assurance, ripetibilità e qualificazione.
Romanow lavora proprio sull’intera catena AM, compresi processi legati alle polveri, post-processing, definizione delle specifiche e coordinamento delle attività R&D. La scelta di un esperto di process chain, piuttosto che semplicemente di machine development, riflette bene la maturità raggiunta dal settore.
La terza keynote porta sul palco la politica industriale dei metalli
Il terzo keynote speaker annunciato è James Watson, Director General di European Metals, con l’intervento Evolving European Policy Framework for Metals. L’argomento riguarda il quadro normativo e industriale europeo per i metalli non ferrosi.
Per il metal AM il collegamento è diretto: energia, carbon pricing, materie prime critiche, riciclo e politica commerciale influenzano il costo del feedstock tanto quanto la produttività della macchina. Le strategie europee su resilienza e decarbonizzazione della metallurgia finiranno inevitabilmente per influenzare anche titanium powder, nickel superalloys, aluminium powder e altre materie prime additive.
L’evento è PM, non AM: ed è proprio questo il suo vantaggio
Euro PM2026 non deve essere confuso con una fiera dedicata esclusivamente alla stampa 3D. Accanto all’AM troveremo Press & Sinter, Metal Injection Moulding, Hot Isostatic Pressing, FAST/SPS, hardmetals, cermets, ultrahard materials e powder deposition.
Per un osservatore AM questo mix è particolarmente utile. La stampa 3D metallica non vive in isolamento: utilizza le stesse polveri prodotte tramite atomizzazione, ricorre al HIP per ridurre la porosità, compete con MIM e press-and-sinter nei volumi elevati e condivide con queste tecnologie problemi di contaminazione, composizione e controllo particellare.
Il confronto può anche ridimensionare alcune affermazioni commerciali tipiche dell’AM. Una geometria che può essere stampata non è automaticamente più economica di una parte MIM o PM tradizionale. Al contrario, quando il volume sale e la geometria è compatibile, tecnologie mature possono rimanere enormemente competitive.
La mostra da 2.500 m² coprirà l’intera supply chain
L’esposizione sarà aperta da lunedì 12 a mercoledì 14 ottobre e occuperà circa 2.500 m² accanto alle sale tecniche. EPMA indica per Euro PM2026 oltre 100 stand, una partecipazione attesa di oltre 750 persone e rappresentanti da oltre 40 paesi. Trattandosi di cifre promozionali pubblicate prima dell’evento, vanno considerate valori attesi o basati sulla configurazione dell’evento, non dati finali di attendance.
L’elenco degli espositori mostra comunque una supply chain molto ampia. Per l’AM sono presenti, fra gli altri, Incus con Lithography-based Metal Manufacturing, InssTek nel Directed Energy Deposition, AM 4 AM con materiali metallici sviluppati attraverso functionalisation delle polveri, 3D Lab, produttori di polvere come Aubert & Duval, Pometon e Globus Metal Powders, società di caratterizzazione come Granutools e fornitori software come Thermo-Calc.
La presenza di TAV Vacuum Furnaces, produttori di equipment termico e aziende HIP mostra inoltre quanto il metal AM debba essere letto come catena produttiva e non come semplice printer.
Incus rappresenta bene la convergenza fra AM e sinterizzazione
Fra gli espositori AM compare Incus, azienda austriaca che sviluppa Lithography-based Metal Manufacturing, LMM. Il processo utilizza feedstock contenente polvere metallica e binder fotopolimerico e richiede successivi debinding e sinterizzazione.
È un esempio ideale di tecnologia che appartiene contemporaneamente al mondo additive e a quello powder metallurgy classico. Per questo Euro PM è un ambiente particolarmente naturale per tecnologie sinter-based, dove le prestazioni finali dipendono spesso più dal comportamento durante la densificazione che dalla fase di stampa stessa.
AM 4 AM porterà materiali sviluppati specificamente per la stampa
Un altro espositore interessante è AM 4 AM, società lussemburghese che utilizza un processo di functionalisation superficiale non termico al plasma per rivestire polveri metalliche e modificare la loro risposta durante l’AM. L’azienda ha recentemente presentato HiPerAl, lega di alluminio ad alta resistenza destinata alla produzione additiva.
Il caso mostra un’altra evoluzione importante: nei primi anni il metal AM cercava soprattutto di adattare alla macchina leghe nate per casting o wrought production. Oggi una parte crescente della ricerca riguarda alloy design specifically for AM, sfruttando cooling rate, rapid solidification e possibilità di modificare la composizione delle polveri.
Thermo-Calc mostra quanto la simulazione stia entrando nella progettazione dei materiali AM
La presenza di Thermo-Calc Software è altrettanto significativa. L’azienda ha sviluppato moduli specifici per la simulazione AM che permettono di generare proprietà dipendenti da composizione e temperatura, prevedere solidificazione e segregazione, studiare crescita e dissoluzione dei precipitati e costruire printability map che includono fenomeni come keyholing e balling.
Nel programma scientifico compare inoltre un paper sulle nuove funzioni del modulo Additive Manufacturing di Thermo-Calc per simulazioni EBM e considerazioni più avanzate sulle proprietà delle polveri.
Il metal AM si sta quindi spostando progressivamente da trial-and-error → physics-based process development, anche se l’esperimento rimane indispensabile per la validazione.
Aubert & Duval porterà l’altro lato della stessa trasformazione: nuove superleghe
Fra i fornitori di materie prime figura Aubert & Duval, che propone la famiglia di polveri Stellar e superleghe sviluppate con Alloyed attraverso la piattaforma ABD – Alloys by Design. Fra queste sono citate ABD-900AM e ABD-1000AM per applicazioni ad alta temperatura.
È il punto complementare alla simulazione: se il processo AM permette condizioni di solidificazione molto differenti da casting e forging, diventa possibile progettare leghe espressamente per quelle condizioni invece di limitarsi a “rendere stampabili” materiali esistenti.
Il programma scientifico guarda già all’idrogeno
Fra i temi 2026 compaiono leghe Al-Sc per applicazioni hydrogen, valutazione di materiali sviluppati in PBF-LB in ambienti ricchi di idrogeno e confronto fra 316L additivo e laminato in ambiente di idrogeno liquido.
Sono lavori particolarmente rilevanti perché la transizione energetica non richiede soltanto produrre elettrolizzatori o turbine: servono materiali capaci di mantenere proprietà a bassissime temperature o in presenza di idrogeno, evitando fenomeni di embrittlement e degradazione.
La stampa additiva può produrre heat exchanger e strutture integrate interessanti per questi sistemi, ma le proprietà generate dalla microstruttura AM devono essere verificate nelle condizioni reali di servizio.
Anche il medicale va oltre la semplice protesi in titanio
Nel programma biomedicale troviamo topology optimization di impianti di osteosintesi personalizzati, confronto fra MIM e binder-based AM di leghe di magnesio biodegradabili e caratterizzazione di titanio prodotto con differenti processi sinter-based.
È un segnale della progressiva diversificazione del medical AM. Il settore non è più limitato alla classica struttura Ti-6Al-4V porosa in LPBF: entrano materiali degradabili, NiTi a memoria di forma, processi binder-based e architetture personalizzate.
Il PM Forum crea un secondo programma meno accademico
Accanto alle sessioni scientifiche, Euro PM2026 avrà un PM Forum all’interno dell’area espositiva. Il formato comprende Campfire Meetings, Industry Corner, Technical Briefs, PM for Beginners e attività dei progetti europei.
I Campfire Meetings sono volutamente informali e non utilizzano slide o proiettori: un moderatore guida una discussione su un tema specifico e i partecipanti intervengono direttamente. L’idea è evitare la struttura “20 minuti di presentazione + cinque minuti di domande” e creare una discussione più aperta.
Per l’edizione 2026 viene introdotta inoltre una serie di flash presentation da cinque minuti per una selezione di 20 poster prima della Poster Reception del 12 ottobre.
Il progetto AIM-NEXT avrà una sessione dedicata
Il PM Forum ospiterà lunedì 12 ottobre, dalle 12 alle 13, una sessione speciale sul progetto AIM-NEXT coordinata dal professor Luis Llanes. Cinque dottorandi del progetto presenteranno inoltre risultati nelle sessioni tecniche.
Gli argomenti vanno dalla progettazione di cermet sostenibili alla corrosione dei WC hardmetals con binder alternativi, fino ai materiali policristallini in nitruro di boro cubico. Non è AM in senso stretto, ma è molto rilevante per il tema più ampio delle materie prime critiche che interessa anche le polveri additive.
Gli Innovation Awards includono esplicitamente l’AM
Gli EPMA Powder Metallurgy Innovation Awards 2026 comprendono quattro categorie: componenti, materiali, implementazioni di processo ed equipment. Nella categoria componenti sono esplicitamente ammessi prodotti realizzati tramite AM, MIM, HIP, FAST/SPS e Press & Sinter.
Questo è interessante perché mette la produzione additiva sullo stesso piano delle altre tecnologie PM: il premio non è assegnato perché un componente è “stampato”, ma sulla base di innovazione, commercializzazione, sostenibilità, cost saving e qualità. È un approccio più utile per una tecnologia ormai matura: il processo è un mezzo, non il risultato.
Sostenibilità: il premio EPMA è più ampio della sola carbon footprint del componente
La Sustainability Award, introdotta nel 2023, valuta le aziende associate sulla base di impegno, azioni, obiettivi e risultati. Il vincitore viene annunciato durante Euro PM.
È un tema importante perché nella PM la sostenibilità comprende molti elementi: energia dei forni, recupero delle polveri, riciclo degli scrap, utilizzo di gas, provenienza dei metalli e durata del componente. Dichiarare che una tecnologia produce “meno spreco” perché è near-net-shape non basta da solo a dimostrare una migliore performance ambientale.
I proceedings saranno pubblicati con DOI
I paper accettati entreranno nei Euro PM2026 Proceedings, forniti ai congressisti e acquistabili successivamente. EPMA assegna a ogni paper un DOI Crossref e ha accordi per la distribuzione attraverso Scopus, EBSCO e la German National Library of Science and Technology.
È un dettaglio importante perché distingue Euro PM da molti eventi puramente commerciali. Una parte consistente del contenuto rimane documentata e citabile anche dopo la conferenza.
Naturalmente “conference paper refereed” non va automaticamente equiparato a un articolo su rivista scientifica sottoposto a un processo di peer review molto più lungo. Ma i contributi devono superare una valutazione del Technical Programme Committee e rispettare requisiti formali di manoscritto e pubblicazione.
Per visitare soltanto la mostra non serve acquistare il congresso completo
La registrazione come Exhibition Visitor è gratuita, anche se obbligatoria per ottenere il badge. Include ingresso alla mostra, refreshment break e accesso alle attività del PM Forum.
Una novità 2026 è che i visitatori della sola esposizione possono partecipare gratuitamente anche a una sessione tecnica nel pomeriggio di lunedì 12 ottobre, richiedendo l’accesso allo stand EPMA. È un modo interessante per avvicinare aziende che normalmente frequenterebbero soltanto la parte commerciale al programma scientifico.
Per chi acquista il congresso completo, invece, l’early registration si è chiusa il 9 settembre 2026: al momento è quindi applicata la tariffa late registration. Le quote sono soggette all’IVA ungherese del 27%.
Budapest ospiterà il congresso nella Hall C di HUNGEXPO
Euro PM2026 si svolgerà nella Hall C di HUNGEXPO, struttura completamente rinnovata nel 2021. HUNGEXPO dispone complessivamente di circa 75.000 m² indoor; EPMA indica una distanza di circa 15 minuti dal centro di Budapest e circa 20 minuti dall’aeroporto.
Il congresso vero e proprio inizia domenica 11 ottobre, mentre l’esposizione commerciale sarà aperta da lunedì a mercoledì.
Per l’AM, Euro PM è interessante proprio perché parte dalla polvere
La caratteristica più distintiva di Euro PM2026 emerge guardando contemporaneamente programma scientifico e mostra. In molti eventi AM la narrazione inizia dalla macchina: numero di laser, velocità, build volume, software. A Budapest il punto di partenza sarà spesso la particella.
Come viene atomizzata? Quanta energia richiede? Quale morfologia produce? Come cambia dopo dieci cicli? Quali elementi evaporeranno durante LPBF? Può essere ricondizionata? Come influirà sul sintering? Quale porosità rimarrà dopo HIP?
Sono domande meno spettacolari di una nuova stampante, ma determinano se una tecnologia può realmente essere portata dalla demo alla produzione.
La presenza del metal AM nel più ampio ecosistema PM è un segnale della sua maturazione
Quando la stampa 3D metallica era una tecnologia emergente, veniva spesso trattata come un settore autonomo e quasi in competizione con tutte le tecniche tradizionali. Oggi il confine è molto meno netto. Una parte LPBF può essere prodotta da polvere atomizzata da un’azienda PM, sottoposta a HIP, lavorata meccanicamente e controllata secondo procedure metallurgiche consolidate. Un componente binder-jetted condivide sinterizzazione e debinding con MIM. Un materiale DED può nascere attraverso processi di powder engineering sviluppati originariamente per altri settori.
Euro PM2026 mostra esattamente questa convergenza.
L’evento non sarà quindi importante perché presenterà “la prossima stampante rivoluzionaria”, ma perché mette nello stesso luogo produttori di polvere, sviluppatori di materiali, aziende AM, fornitori di forni, esperti HIP, software di simulazione, laboratori e utilizzatori finali. Per il metal additive manufacturing è probabilmente il tipo di confronto più utile nella fase attuale: non chiedersi più soltanto come depositare metallo, ma come trasformare quella deposizione in una catena produttiva controllata, sostenibile e industrialmente competitiva.
Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI).
