Una fiera manifatturiera, non una manifestazione esclusivamente additiva
La trentacinquesima BI-MU si è svolta dal 13 al 16 ottobre 2026 nei padiglioni di fieramilano Rho, con un programma dedicato alle macchine utensili, alla deformazione e asportazione del metallo, all’automazione, alla robotica e alle tecnologie digitali per la produzione. Nel perimetro di questa manifestazione, AMITALY ha costituito un’area specificamente dedicata all’additive manufacturing. L’aspetto da osservare non è l’annuncio di una nuova macchina, ma la scelta di presentare la stampa 3D come una parte di una catena di processo: progettazione, materiali, fabbricazione, controllo, trattamenti successivi e integrazione nelle linee convenzionali. Per l’industria italiana, in cui lavorazioni sottrattive, attrezzaggio e produzione di componenti meccanici sono ampiamente diffusi, questa impostazione è particolarmente rilevante.
I dati del consuntivo e ciò che non dimostrano
Secondo il comunicato conclusivo diffuso dagli organizzatori il 27 ottobre, BI-MU ha accolto circa 26.000 operatori professionali e 448 aziende espositrici. Gli espositori esteri hanno rappresentato il 30% del totale e i visitatori internazionali il 6%, provenendo da 80 Paesi. Il programma ha incluso oltre 50 appuntamenti di approfondimento. Sono dati relativi all’intera BI-MU: non costituiscono una misura autonoma degli operatori incontrati da AMITALY, né possono essere impiegati per calcolare una crescita percentuale del comparto italiano della stampa 3D. Per valutare realmente l’impatto commerciale della sezione additiva servirebbero numeri disaggregati sulle imprese partecipanti, i visitatori specialistici e le opportunità industriali sviluppate.
Il punto tecnico: prima e dopo la stampa
Il valore industriale di un componente additivo dipende da quanto accade prima e dopo la sua costruzione. Per un pezzo metallico prodotto mediante laser powder bed fusion, la progettazione deve considerare orientamento, supporti, tensioni residue, accessibilità alla rimozione della polvere e superfici che dovranno essere lavorate di finitura. In funzione della lega e dell’applicazione, possono essere necessari distensione termica, trattamento HIP, lavorazioni CNC, misure dimensionali, controlli non distruttivi e tracciabilità dei parametri. La presenza della stampa 3D in una fiera dedicata anche a robotica, metrologia e macchine utensili rispecchia questa realtà: l’additivo produce una preforma o una geometria funzionale, ma non sempre produce da solo il componente finito.
AMITALY e la formazione: il ruolo dell’Additive Future Lab
Accanto agli espositori, l’associazione italiana AITA ha promosso l’Additive Future Lab, iniziativa rivolta agli studenti dei percorsi tecnici superiori. La rilevanza di attività di questo tipo riguarda la disponibilità di figure in grado di collegare progettazione CAD, materiali, parametri di processo, qualità e gestione della produzione. Un operatore additivo non può essere formato soltanto sulla preparazione di un file STL: nei contesti industriali deve capire come un particolare si colloca nella distinta, come se ne verifica la conformità e quali limitazioni possono derivare da anisotropia, orientamento di stampa o finitura superficiale. Il progetto formativo va quindi letto come un segnale sull’evoluzione delle competenze, senza attribuirgli risultati occupazionali che non sono ancora stati quantificati.
Una lettura prudente del mercato
La conclusione più interessante non è che la stampa 3D sostituirà la manifattura tradizionale, ma che sta cercando di inserirsi nei suoi passaggi con maggiore continuità. La scelta di AMITALY in BI-MU ha senso soprattutto per chi confronta internamente il costo di un pezzo ottenuto con asportazione, fusione, stampaggio o produzione additiva, compresi post-processo e controlli. I numeri complessivi dell’evento testimoniano il peso della piattaforma fieristica, ma non dimostrano da soli l’adozione su larga scala delle macchine additive. Il bilancio è dunque interessante come fotografia di un ecosistema integrato, non come prova di una specifica performance economica della tecnologia.
Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI).
