Photocentric, azienda britannica con sede a Peterborough fondata nel 2002, ha annunciato un’espansione del proprio sistema di produzione automatizzata Jeni portandolo a una configurazione da 7 moduli in grado di ospitare complessivamente 124 stampanti 3D LCD a resina. Secondo i dati comunicati dall’azienda tramite LinkedIn il 20 aprile 2026, il sistema espanso — denominato informalmente “Super Jeni” — è in grado di produrre oltre 1,2 milioni di parti ogni 8 ore di funzionamento, per un totale teorico di 3,6 milioni di parti al giorno e 25,2 milioni a settimana. Se operato in modo continuo per un anno intero, il Super Jeni potrebbe produrre in via teorica quasi un miliardo di parti.

Photocentric è nota come sviluppatrice di stampanti 3D basate su tecnologia LCD e di resine fotopolimeriche a polimerizzazione con luce visibile. La capacità di produrre sia i materiali sia le macchine le consente di ottimizzare l’intero ciclo produttivo in modo integrato.


Che cos’è il sistema Jeni: architettura modulare, robotica e post-processing integrato

Jeni non è una singola stampante 3D di grandi dimensioni, bensì una piattaforma di produzione modulare e completamente automatizzata che integra più nodi di stampa 3D LCD con moduli di post-processing — lavaggio, risciacquo e polimerizzazione (curing) — il tutto collegato da un sistema di robotica ad alta velocità. Il sistema opera in modalità “lights-out”, ovvero senza necessità di intervento umano continuo, ed è controllato tramite il software proprietario Photocentric Conductor, che dispone anche di un’API per la connessione remota ad altri sistemi di fabbrica.

Ogni singolo modulo Jeni contiene 12 stazioni configurabili, all’interno delle quali è possibile distribuire stampanti 3D e stazioni di post-processing in proporzioni variabili in base alle esigenze dell’applicazione specifica. Il sistema di movimentazione interno è basato su un gantry che gestisce il trasporto automatico dei vassoi di stampa tra le diverse stazioni. I moduli possono essere affiancati e scalati in numero, con la possibilità di effettuare manutenzione su un modulo senza interrompere la produzione degli altri.

Le stampanti integrate nel sistema Jeni utilizzano tecnologia LCD con lunghezze d’onda di 405 nm o 460 nm, con velocità di stampa fino a 95 mm/ora a uno spessore di strato di 100 µm e fino a 180 mm/ora a 250 µm con resine a base vegetale. Lo spessore di strato è configurabile tra 25 e 350 µm, e il passo pixel va da 28 a 81 µm a seconda della configurazione. Il throughput massimo dell’intero sistema è dichiarato fino a 90 kg di materiale stampato all’ora. I materiali compatibili comprendono le resine proprietarie Photocentric, la linea Ultracur3D di Forward AM (BASF), Dreve e Henkel Loctite, con riempimento automatico della resina.


Dalla versione originale al Super Jeni: l’evoluzione del sistema

Jeni fu presentato da Photocentric nel 2024 come sistema di produzione automatizzata in serie. Nella configurazione iniziale, la piattaforma era in grado di processare fino a due tonnellate di materiale ogni 24 ore, con una produzione media di una parte ogni 20 secondi per componenti di piccole dimensioni, consentendo la produzione di decine di migliaia di parti a settimana.

Nel novembre 2024, Photocentric aveva già comunicato che un’ulteriore unità Jeni era in fase di test per la spedizione, in una configurazione da 54 nodi di stampa. Nel corso dei test di accettazione in fabbrica (FAT), il sistema aveva superato una produzione di oltre 1.000 parti all’ora.

Nell’aprile 2025, Photocentric ha raggiunto un traguardo commerciale con la vendita e l’installazione del primo sistema Jeni in un sito produttivo negli Stati Uniti, presso un’azienda manifatturiera multinazionale. Questo ha rappresentato la prima applicazione industriale del sistema al di fuori del sito produttivo interno di Photocentric nel Regno Unito.

Con l’espansione a 7 moduli e 124 stampanti annunciata nell’aprile 2026, Photocentric ha incrementato in modo sostanziale la capacità rispetto alla configurazione originale, moltiplicando il numero di nodi e il throughput complessivo. L’intero sistema occupa uno spazio di soli 6 metri quadri in pianta, il che lo rende adatto anche a contesti produttivi con vincoli di spazio.


Specifiche tecniche e materiali compatibili con Jeni

Dal punto di vista tecnico, la piattaforma Jeni è progettata con oltre il 70% dei componenti di produzione britannica ed è interamente assemblata nel sito di Peterborough. Ogni unità Jeni contiene centinaia di componenti stampati in 3D, progettati dal team ingegneristico interno di Photocentric e prodotti direttamente nel parco macchine aziendale.

La connettività del sistema include Wi-Fi, Ethernet e USB 3.0, con alimentazione configurabile in monofase o trifase a seconda della configurazione. Il software Conductor gestisce la coda di produzione, la distribuzione dei job tra i diversi nodi e il monitoraggio in tempo reale dello stato dell’impianto, con possibilità di integrazione in sistemi MES/ERP tramite API.

Per quanto riguarda i materiali, oltre alle resine del portafoglio Photocentric, il sistema è compatibile con la gamma Ultracur3D di Forward AM (BASF), già impiegata in applicazioni di produzione in serie in diversi settori industriali, con Dreve per applicazioni audiologiche e medicali, e con Henkel Loctite per applicazioni industriali ad alta resistenza.


Implicazioni per la produzione in serie: confronto con altri approcci manifatturieri

Il raggiungimento di 1,2 milioni di parti ogni 8 ore porta Jeni su un piano di throughput comparabile con quello degli stampi a iniezione per parti di piccole dimensioni, pur mantenendo la flessibilità propria della stampa 3D — ovvero la capacità di produrre geometrie diverse e parti personalizzate senza la necessità di attrezzature dedicate. Il vantaggio strutturale rispetto allo stampaggio a iniezione è che ogni parte del lotto può essere diversa dalle altre, senza costi aggiuntivi di attrezzaggio.

Photocentric stima che il sistema Jeni produca un’impronta di CO2 inferiore dell’86% rispetto ai processi convenzionali paragonabili, grazie alla produzione di resine a base biologica e alla possibilità di operare senza supervisione continuativa, ottimizzando i consumi energetici nelle ore notturne.

Un primo confronto con sistemi analoghi sul mercato evidenzia come Jeni si differenzi dagli approcci basati su cobot esterni che alimentano macchine standalone: nel caso di Jeni, tutta l’automazione è integrata nella piattaforma stessa, con un gantry interno che gestisce il flusso tra stampa e post-processing senza la necessità di attrezzature esterne aggiuntive.

Di Fantasy

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