PrintDry PRO4 un essiccatore modulare per filamenti 3D con temperatura fino a 85 °C

PrintDry ha introdotto il Filament Dryer PRO4, una nuova versione del proprio sistema per l’asciugatura dei filamenti FFF/FDM. Il prodotto si rivolge a chi stampa materiali sensibili all’umidità e vuole ridurre difetti come stringing, bolle, superfici ruvide, scarsa adesione tra gli strati e perdita di prestazioni meccaniche. Il PRO4 viene presentato come un sistema aggiornato con monitoraggio in tempo reale dell’umidità, temperatura regolabile su sei livelli e possibilità di alimentare la stampante direttamente dal dryer.

Il punto non è soltanto asciugare una bobina prima della stampa. Il tema vero è mantenere il filamento in condizioni controllate durante tutto il lavoro, soprattutto quando si usano nylon, PETG, TPU, PVA, policarbonato o materiali caricati. Alcuni di questi polimeri assorbono acqua dall’aria in modo evidente; una volta portati all’ugello, l’umidità può trasformarsi in vapore e compromettere l’estrusione. Prusa Research ricorda che i materiali FFF sono in larga parte igroscopici e che un filamento umido può generare superfici peggiori, bassa adesione tra gli strati, bolle e fumo durante l’estrusione.

Cosa cambia con il PrintDry PRO4

Il PrintDry PRO4 introduce una serie di funzioni pensate per un uso più pratico rispetto ai dryer più semplici. La temperatura può essere impostata su sei valori predefiniti: 35 °C, 45 °C, 55 °C, 65 °C, 75 °C e 85 °C. Il timer integrato arriva fino a 48 ore, mentre il monitor dell’umidità mostra valori compresi tra <15% e 99% di umidità relativa. Questi dati sono indicati sia dalla pagina prodotto di Digitmakers sia dalle informazioni pubblicate dai rivenditori del sistema.

La temperatura massima di 85 °C è uno degli aspetti più interessanti, perché permette di lavorare con materiali che richiedono più calore rispetto al PLA. Non significa però che ogni filamento debba essere asciugato al valore più alto. Le temperature vanno scelte in base al materiale, alla bobina e alle indicazioni del produttore. Per esempio, Prusa indica valori diversi per PLA, PETG, ASA, PC, TPU e poliammidi caricate, e avverte che superare le temperature corrette può ammorbidire o danneggiare il filamento.

Monitorare l’umidità invece di andare a sensazione

Una novità importante del PRO4 è il monitoraggio dell’umidità in tempo reale. In un essiccatore tradizionale l’utente imposta temperatura e tempo, ma spesso non ha un riscontro diretto sull’ambiente interno. Con un display che mostra l’umidità relativa, è più semplice capire se il sistema sta riducendo davvero l’umidità nella camera o se il materiale ha bisogno di un ciclo più lungo. PrintDry presenta il PRO4 sul proprio sito come una versione aggiornata con monitor dell’umidità in tempo reale.

Questa funzione ha senso soprattutto quando il filamento viene stampato in ambienti umidi o quando si lavora con bobine già aperte da tempo. Il sacchetto disidratante presente nelle confezioni può aiutare a rallentare l’assorbimento di umidità, ma non è pensato per estrarre in profondità l’acqua già assorbita dal polimero. La stessa FAQ di PrintDry spiega che i pacchetti disidratanti normalmente non “tirano fuori” l’umidità dal filamento: servono più che altro a mantenere bassa l’umidità nella confezione.

Asciugare e stampare dalla stessa camera

Il PRO4 permette di stampare direttamente dall’essiccatore, facendo passare il filamento attraverso tubi in PTFE e uscite dedicate. In questo modo la bobina non deve essere tolta dal dryer dopo l’asciugatura e non torna subito a contatto con l’aria dell’ambiente. È un dettaglio utile per materiali come nylon e PETG, perché il filamento può riassorbire umidità durante lavori lunghi, soprattutto se la stampa dura molte ore. Digitmakers descrive questa funzione come “Dry + Feed”, pensata per mantenere condizioni di umidità e temperatura più stabili durante la stampa.

Questo approccio è diverso dalla classica asciugatura “prima della stampa”. Con materiali poco sensibili può bastare asciugare la bobina e poi montarla sulla stampante. Con materiali più igroscopici, invece, ha senso alimentare la macchina da una camera asciutta. Prusa segnala che per i materiali molto sensibili, come poliammidi, PVA e BVOH, è consigliabile assicurarsi che siano stati conservati in un ambiente secco o asciugarli prima di ogni stampa.

Modularità: più bobine o bobine più grandi

Un altro elemento centrale del PRO4 è la struttura modulare. Il sistema può essere ampliato con moduli aggiuntivi per asciugare più bobine o gestire bobine di dimensioni maggiori. Il kit indicato nella scheda prodotto include l’unità PRO4, adattatori per bobine, ponte di supporto, assi per bobine, contenitore per filamento e tubi PTFE con tappi.

Questa impostazione riprende una logica già presente nei prodotti PrintDry precedenti: un dryer non serve solo al singolo hobbista con una bobina di PLA, ma anche a chi ha più stampanti, usa materiali diversi o lavora con formati di bobina superiori al chilogrammo. La compatibilità con bobine più grandi è utile nei piccoli laboratori, nelle print farm e nei reparti R&D dove il consumo di materiale è continuo e non limitato a stampe occasionali.

Perché l’umidità rovina la qualità di stampa

L’umidità non agisce sempre nello stesso modo. Su alcuni materiali può produrre fili sottili e superfici opache; su altri può generare scoppiettii all’ugello, microbolle, estrusione irregolare e perdita di resistenza. Nei pezzi funzionali il problema diventa più serio, perché non riguarda solo l’aspetto estetico ma anche la qualità meccanica del componente.

Nel caso del nylon, per esempio, l’asciugatura non è un’opzione marginale. Le poliammidi assorbono umidità con facilità e possono cambiare comportamento di stampa in poche ore se lasciate in un ambiente non controllato. Anche materiali come PETG, TPU e PVA possono trarre beneficio da una gestione più attenta. Il sito di PrintDry consiglia di asciugare il filamento per almeno 8 ore prima della stampa e continuare l’asciugatura durante la stampa, indicazione che mostra come il produttore consideri il mantenimento in ambiente secco parte del processo.

Temperatura alta, ma con attenzione

Il fatto che il PRO4 arrivi a 85 °C non deve essere letto come invito a usare sempre la massima temperatura. Ogni materiale ha un intervallo sicuro. PLA e PVA richiedono temperature più basse; PETG, ABS, ASA e TPU hanno esigenze intermedie; nylon, PC e materiali caricati possono richiedere valori più alti. Filament2Print, in una scheda tecnica dedicata agli essiccatori PrintDry, riporta esempi di asciugatura come PLA a 45 °C per oltre 4 ore, PETG a 65 °C per oltre 2 ore, nylon a 70 °C per oltre 12 ore, TPU/TPE a 50 °C per oltre 4 ore e ASA a 60 °C per oltre 4 ore.

Il rischio, quando si esagera con la temperatura, è deformare il filamento o la bobina, rendere il materiale fragile, provocare ossidazione o far aderire le spire tra loro. Questo vale anche per i metodi alternativi, come i forni domestici. Prusa avverte che molti forni da cucina non hanno un controllo preciso della temperatura e possono danneggiare i filamenti a bassa temperatura, in particolare il PLA.

Il tema della distribuzione del calore

PrintDry segnala un dettaglio importante: la temperatura all’interno del dryer non è uniforme. Le zone vicine all’uscita dell’aria calda possono essere più calde rispetto a quelle più lontane. Questa informazione compare sia nella FAQ ufficiale sia nelle pagine prodotto dei rivenditori. È un aspetto da considerare quando si lavora con materiali sensibili alla temperatura o bobine grandi, perché il valore mostrato dal sensore non descrive necessariamente ogni punto della camera.

In pratica, l’utente deve trattare il dryer come uno strumento di processo, non come una scatola magica. Conviene conoscere il materiale, evitare impostazioni eccessive, rispettare i tempi indicati e, nei lavori critici, controllare il comportamento reale della bobina. Se il filamento resta fragile, fa bolle o produce superfici scadenti, può essere necessario ripetere il ciclo o migliorare la conservazione.

Conservazione dopo l’asciugatura

Asciugare il filamento è solo metà del lavoro. Dopo il ciclo, il materiale va conservato in contenitori ermetici, sacchetti richiudibili o sistemi sottovuoto con disidratante secco. La FAQ di PrintDry raccomanda di conservare sempre i filamenti in contenitori a tenuta o buste richiudibili con disidratanti all’interno.

Qui si capisce perché PrintDry non vende solo dryer, ma anche contenitori per filamenti. L’obiettivo è creare una sequenza completa: asciugare la bobina, usarla direttamente dal dryer quando serve, e conservarla in un ambiente chiuso quando non è in uso. Questo è utile anche per chi stampa solo PLA, ma diventa molto più importante quando si lavora con materiali tecnici o bobine costose.

Sicurezza e certificazioni

PrintDry indica che i propri essiccatori sono stati testati da Intertek e TÜV per gli standard di sicurezza applicabili in Nord America ed Europa, con certificazioni ETL e TÜV Rheinland GS. È un dettaglio da non trascurare, perché questi dispositivi combinano calore, alimentazione elettrica e tempi di funzionamento lunghi.

La FAQ del produttore riporta anche indicazioni pratiche: non bloccare i fori di ventilazione, non appoggiare il dryer su tappeti o superfici irregolari, non tenerlo vicino a fonti di calore e abbassare la temperatura se necessario. Sono raccomandazioni semplici, ma importanti quando un dispositivo può restare acceso per molte ore.

A chi può servire il PRO4

Il PrintDry PRO4 può interessare utenti molto diversi. Per il maker domestico che stampa PLA, può essere utile quando la bobina è rimasta aperta a lungo o quando l’ambiente è umido. Per chi stampa PETG, TPU o PVA, il vantaggio diventa più evidente. Per chi lavora con nylon, policarbonato, materiali caricati fibra o filamenti tecnici, l’essiccazione diventa parte della preparazione del materiale.

Nelle print farm, il sistema modulare può aiutare a gestire più bobine nello stesso momento. Nei laboratori, può ridurre variabili che spesso vengono confuse con problemi di slicer, retrazione o temperatura ugello. In un reparto tecnico, può rendere più ripetibile la produzione di parti funzionali, soprattutto quando i componenti devono rispettare requisiti meccanici e dimensionali.

Un prodotto semplice, ma legato a un problema concreto

Il PRO4 non cambia il principio di base dell’essiccazione dei filamenti: calore controllato, ambiente a bassa umidità e tempo sufficiente. La differenza sta nel tentativo di rendere il processo più controllabile, con un monitor dell’umidità integrato, temperature fino a 85 °C, modularità e alimentazione diretta alla stampante.

Per la stampa 3D FFF, questo è un tema sempre più pratico. Man mano che gli utenti passano da PLA e PETG standard a nylon, TPU, policarbonato, materiali caricati e filamenti per applicazioni funzionali, la gestione dell’umidità diventa una parte del flusso di lavoro. Il PrintDry PRO4 si inserisce in questa esigenza: non promette di risolvere ogni difetto di stampa, ma offre uno strumento dedicato per ridurre una delle cause più frequenti di risultati instabili.

Tabella tecnica – PrintDry Filament Dryer PRO4

VoceSpecifica
Nome prodottoPrintDry Filament Dryer PRO4
AziendaPrintDry
TipologiaEssiccatore per filamenti FFF/FDM
Funzione principaleAsciugatura e mantenimento del filamento durante la stampa
Temperature selezionabili35 °C, 45 °C, 55 °C, 65 °C, 75 °C, 85 °C
Timer integratoDa 1 a 48 ore
Monitor umiditàUmidità relativa da 15% a 99%; sotto il 15% indica “<15%”
Alimentazione diretta alla stampanteSì, tramite tubi PTFE
Uso durante la stampaSì, funzione Dry + Feed
Dimensioni esterne indicate340 x 285 x 350 mm
Materiali consigliatiPLA, PETG, ABS, ASA, TPU/TPE, PVA, Nylon, PC, PEEK, PP, HIPS
Avvertenza tecnicaLa temperatura interna non è uniforme: vicino all’uscita dell’aria calda il valore può essere più alto

I valori principali del PRO4, inclusi i sei preset di temperatura, il timer da 48 ore e il monitor dell’umidità, sono indicati nelle schede prodotto PrintDry e Digitmakers; Digitmakers riporta anche le dimensioni esterne e la nota sulla distribuzione non uniforme della temperatura.


Tabella – Funzioni principali del PrintDry PRO4

FunzioneA cosa servePerché è utile
Riscaldamento controllatoPorta il filamento alla temperatura di asciugaturaAiuta a far evaporare l’umidità assorbita dal polimero
Timer fino a 48 oreImposta cicli lunghi di asciugaturaUtile per nylon, PVA, PC e materiali molto igroscopici
Monitor umiditàMostra l’umidità relativa nella cameraPermette di capire se l’ambiente interno è realmente asciutto
Dry + FeedAlimenta la stampante direttamente dal dryerEvita che il filamento torni a contatto con l’aria prima o durante la stampa
Moduli e adattatori bobinaPermettono di gestire bobine diverseUtile per chi usa formati o materiali differenti
Tubi PTFEGuidano il filamento verso la stampanteRiduce l’esposizione all’umidità ambientale
Asciugatura disidratantiRigenera sacchetti o materiali essiccantiAiuta nella conservazione dei filamenti dopo l’uso

PrintDry spiega che il processo si basa su calore, tempo, flusso d’aria e controllo del punto di rugiada; la stessa pagina indica anche la possibilità di alimentare filamenti da 1,75 mm o 3 mm verso la stampante durante l’asciugatura.


Tabella – Temperature e tempi indicativi di asciugatura

MaterialeTemperatura consigliataTempo indicativoNote pratiche
PLA55 °COltre 3 oreUtile se la bobina è rimasta aperta a lungo
ABS65 °COltre 3 orePuò migliorare regolarità di estrusione e superficie
PETG / CPE65 °COltre 3 oreSensibile all’umidità, può generare stringing e bolle
Nylon75 °COltre 12 oreUno dei materiali più critici da conservare asciutto
PVA45 °COltre 10 oreMolto sensibile all’umidità, va gestito con attenzione
TPU / TPE55 °COltre 4 orePuò produrre estrusione irregolare se umido
ASA65 °COltre 4 oreUtile prima di stampe lunghe o funzionali
PP55 °COltre 6 oreVerificare sempre le indicazioni del produttore del filamento
HIPS65 °COltre 4 oreSpesso usato come supporto o materiale tecnico
PC75 °COltre 6 oreRichiede attenzione a temperatura e conservazione
PEEK75 °COltre 6 oreMateriale tecnico: seguire anche le istruzioni del produttore

Questi valori sono quelli riportati da PrintDry nelle proprie raccomandazioni, con condizioni di riferimento pari a 50% di umidità relativa ambientale, 20 °C e bobina da 500 g; il produttore precisa che i tempi reali cambiano in base ad additivi, umidità iniziale del filamento e condizioni ambientali.


Tabella – Difetti tipici causati da filamento umido

Difetto osservatoPossibile causa legata all’umiditàEffetto sul pezzo
Scoppiettii all’ugelloAcqua che evapora durante l’estrusioneEstrusione instabile
Bolle nel filamento estrusoVapore generato dal materiale umidoSuperficie ruvida o irregolare
Stringing marcatoMateriale instabile o troppo fluidoFili tra le parti del modello
Scarsa adesione tra stratiDegrado del comportamento del polimeroPezzo più fragile
Superficie opaca o granulosaMicrobolle e flusso non costanteFinitura peggiore
Ugello che si sporca o intasaMateriale degradato o estrusione discontinuaInterruzioni di stampa
Dimensioni poco costantiDeposizione irregolareTolleranze peggiori
Fragilità del pezzoPerdita di proprietà meccanicheMinore resistenza funzionale

PrintDry sottolinea che lo stesso filamento può dare risultati molto diversi in base al contenuto di umidità, e che l’asciugatura richiede tempo perché l’acqua deve migrare verso la superficie prima di evaporare.


Tabella – Quando usare il PRO4 in base al tipo di utente

Tipo di utenteUso consigliatoVantaggio principale
Maker domesticoAsciugatura occasionale di PLA, PETG e TPURiduzione di stringing e difetti superficiali
Utente avanzatoAsciugatura prima di stampe lungheMaggiore stabilità durante il lavoro
Print farmGestione di più bobine e materialiMeno variabili tra una stampa e l’altra
Laboratorio tecnicoConservazione e asciugatura di materiali funzionaliRipetibilità più alta
Azienda manifatturieraPreparazione di filamenti tecniciMeno scarti su parti funzionali
Reparto R&DTest su materiali diversiMigliore controllo delle condizioni di prova
Scuola o universitàUso didattico con più materialiMinore probabilità di stampe fallite

Tabella – Materiali più sensibili all’umidità

MaterialeSensibilità all’umiditàConsiglio pratico
PLABassa-mediaAsciugare se la bobina è vecchia o aperta da molto tempo
PETGMediaUtile asciugare prima di stampe lunghe
TPU / TPEMedia-altaConservare sempre chiuso dopo l’uso
NylonAltaAsciugare prima e durante la stampa
PVAMolto altaTenere sempre in ambiente secco
PCAltaAsciugare con ciclo lungo e temperatura adeguata
PEEKAltaSeguire indicazioni specifiche del produttore
ASAMediaAsciugatura utile per migliorare stabilità e superficie
ABSMediaAsciugare quando compaiono bolle o superfici irregolari
HIPSMediaUtile soprattutto se usato come materiale di supporto

Tabella – Contenuto indicato nella confezione

Elemento inclusoFunzione
Unità PrintDry PRO4Corpo principale dell’essiccatore
8 adattatori per bobinaCompatibilità con bobine diverse
Ponte di supportoSupporto interno per la gestione delle bobine
2 assi porta bobinaPermettono la rotazione della bobina
1 contenitore per filamentoConservazione del materiale
2 tubi PTFE con tappiAlimentazione diretta verso la stampante

La scheda di Digitmakers riporta il contenuto della confezione con unità PRO4, adattatori, assi porta bobina, contenitore e tubi PTFE.


Tabella – Limiti e attenzioni d’uso

AspettoCosa sapere
Temperatura internaNon è identica in ogni punto della camera
Sensore temperaturaAlcuni rivenditori indicano che la lettura è misurata vicino alla zona dell’aria calda
Bobine sensibili al caloreAlcune bobine o materiali possono deformarsi se si usa una temperatura troppo alta
PLAEvitare impostazioni eccessive se il materiale o la bobina sono delicati
Nylon e PCPossono richiedere cicli lunghi
Filamento già molto umidoPuò richiedere più di un ciclo
Conservazione dopo asciugaturaUsare contenitori ermetici o sacchetti con disidratante
Durante la stampaPer materiali igroscopici è consigliabile alimentare direttamente dal dryer
Dati indicativiLe impostazioni vanno adattate al marchio del filamento e alla bobina specifica

La nota sulla distribuzione non uniforme della temperatura è riportata nelle schede prodotto dei rivenditori; PrintDry consiglia anche di asciugare durante la stampa, oltre che prima della stampa, quando si lavora con materiali sensibili all’umidità

Di Fantasy

Lascia un commento