Farsoon Technologies ha chiuso il 2025 con una crescita significativa del fatturato e ha avviato un nuovo passaggio nella propria strategia internazionale: l’ampliamento della rete commerciale in Australia e Nuova Zelanda attraverso una partnership con Emlogic, società australiana con sede a North Parramatta, nel New South Wales.

Il dato più evidente arriva dal bilancio 2025. Hunan Farsoon High-Tech, nome societario cinese di Farsoon Technologies, ha registrato ricavi per circa 715 milioni di yuan, con un incremento del 45,43% rispetto all’anno precedente. L’utile netto attribuibile agli azionisti è stato pari a circa 69 milioni di yuan, in crescita del 2,68%, mentre l’utile per azione si è attestato a 0,17 yuan.

La crescita dei ricavi è quindi molto più marcata rispetto a quella dell’utile. Questo aspetto è importante perché permette di leggere il risultato in modo più concreto: Farsoon sta aumentando la scala industriale, ma allo stesso tempo continua a sostenere costi legati a ricerca, struttura produttiva, vendite e sviluppo internazionale. Il bilancio mostra anche un margine lordo del 43,48%, in calo di 3,97 punti percentuali, e spese di periodo pari a 243 milioni di yuan; tra queste, le spese di ricerca e sviluppo sono aumentate del 48,69%.

Un produttore cinese con ambizioni globali

Farsoon Technologies è stata fondata nel 2009 dal dottor Xu Xiaoshu a Changsha, in Cina. L’azienda si è costruita una posizione nel settore della manifattura additiva industriale sviluppando sistemi per Laser Powder Bed Fusion sia per metalli sia per polimeri. Nel 2023 Farsoon Technologies è stata quotata allo Shanghai Stock Exchange STAR Market, un passaggio che ha dato maggiore visibilità finanziaria alla società e ha sostenuto la sua espansione industriale.

La filosofia tecnica di Farsoon è basata su piattaforme aperte. Questo significa che l’utilizzatore non è necessariamente vincolato a un ecosistema chiuso di parametri e materiali: le macchine consentono di lavorare sui settaggi di processo, qualificare materiali e adattare la produzione alle applicazioni specifiche. È un punto sensibile per chi usa la stampa 3D in ambito industriale, perché in settori come aerospazio, medicale, automotive, tooling e ricerca non basta acquistare una macchina: servono materiali qualificati, parametri stabili, supporto applicativo e controllo del costo per pezzo.

Nel proprio materiale aziendale Farsoon si descrive come fornitore globale di soluzioni additive industriali per tecnologie metalliche e plastiche basate su powder bed fusion. L’azienda dichiara oltre 700 esperti e canali commerciali in più di 30 Paesi o regioni.

Il nuovo accordo con Emlogic per Australia e Nuova Zelanda

Il 23 aprile 2026 Farsoon ha annunciato una partnership di distribuzione con Emlogic, società australiana nota anche come Embedded Logic Solutions Pty Ltd. L’accordo riguarda la commercializzazione e il supporto dei sistemi industriali Farsoon per LPBF metallico e LPBF/SLS polimerico in Australia e Nuova Zelanda.

La collaborazione non si limita alla vendita delle macchine. Farsoon ed Emlogic indicano un pacchetto di attività che comprende consulenza tecnica, formazione, integrazione delle macchine, sviluppo applicativo e assistenza post-vendita. Per un mercato come quello australiano e neozelandese, la presenza di un partner locale può fare la differenza: l’acquisto di una stampante 3D industriale richiede test, prove sui materiali, supporto nel setup, interventi tecnici e accompagnamento nella fase di qualifica dei processi.

Emlogic ha sede a North Parramatta e opera in ambiti come prototipazione PCB, sistemi embedded, CAN-Bus, strumenti per sviluppo elettronico e soluzioni di produzione avanzata. Il suo sito riporta una gamma prodotti che include progettazione PCB, embedded design, prototipazione, assembly, test, verifica, moduli CAN, single board computer e componenti industriali di interfaccia.

L’ingresso di Emlogic nella rete Farsoon è quindi coerente con un profilo da distributore tecnico, non solo commerciale. Per portare sul mercato una piattaforma LPBF servono competenze che vanno oltre la presentazione della macchina: bisogna saper discutere di materiali, produttività, controllo di processo, ambiente di lavoro, sicurezza, software e flussi di produzione.

La FS191M come macchina dimostrativa e piattaforma di prova

Uno degli elementi concreti dell’accordo è l’installazione di una Farsoon FS191M presso la sede di Emlogic. La macchina sarà usata per formazione, dimostrazioni, benchmarking applicativo, test sui materiali, validazione di processo e prove con potenziali clienti.

La FS191M è una stampante 3D metallica compatta basata su Powder Bed Fusion. Farsoon la presenta come un sistema adatto a ricerca e sviluppo, prototipazione funzionale e piccole serie. La macchina offre un volume cilindrico di costruzione di 195 mm di diametro per 220 mm di altezza, un laser in fibra da 500 W, una piastra riscaldata fino a 400 °C e un ingombro dichiarato di circa 0,88 m².

Questa scelta è significativa: per avvicinare nuove aziende alla stampa 3D metallica non basta mostrare componenti campione. Serve una macchina disponibile sul territorio, utilizzabile per prove pratiche e per valutare tempi, qualità, densità del pezzo, riciclabilità della polvere, parametri e costi reali. In mercati geograficamente distanti dai principali centri produttivi europei, statunitensi o cinesi, il supporto locale riduce una delle barriere principali all’adozione.

Cosa dice davvero il bilancio 2025

L’aumento del fatturato di Farsoon va letto insieme alla composizione dei costi. Un +45,43% sui ricavi indica una domanda in crescita per macchine, materiali, accessori e servizi. L’utile netto, però, cresce in misura più contenuta. Questo può dipendere da più fattori: investimenti in ricerca, ampliamento della capacità produttiva, spese commerciali, sviluppo di nuove macchine e consolidamento delle filiali estere.

Nel 2025 Farsoon ha anche registrato un aumento delle spese operative. Le spese di vendita sono salite del 10,41%, quelle amministrative del 36,14%, quelle di ricerca e sviluppo del 48,69% e quelle finanziarie del 28,56%.

Questi numeri raccontano una fase in cui l’azienda sta cercando di crescere come fornitore industriale globale. Nel mondo della stampa 3D professionale, espandersi non significa soltanto vendere più sistemi. Significa costruire una rete di supporto, creare procedure di assistenza, formare distributori, qualificare materiali, aggiornare software e mantenere un portafoglio macchine adatto a settori molto diversi.

Perché Australia e Nuova Zelanda sono mercati interessanti

Australia e Nuova Zelanda non sono tra i mercati più grandi in termini di volumi assoluti rispetto a Cina, Stati Uniti o Germania, ma hanno caratteristiche interessanti per la manifattura additiva industriale. Ci sono filiere legate a difesa, aerospazio, ricerca universitaria, dispositivi medicali, mining, energia, elettronica e produzione su richiesta. In questi settori, la stampa 3D può essere utile non solo per prototipi, ma anche per parti funzionali, attrezzature, componenti personalizzati e produzioni a basso volume.

La distanza geografica dai principali hub produttivi internazionali rende inoltre più importante la capacità di produrre localmente alcuni componenti tecnici. Per le aziende australiane e neozelandesi, avere accesso a un partner locale come Emlogic può semplificare test, assistenza e formazione. Per Farsoon, invece, l’accordo consente di rafforzare la presenza nell’area ANZ senza dover costruire da zero una struttura diretta.

Il ruolo delle piattaforme aperte

Uno dei punti più insistiti da Farsoon è l’architettura aperta delle proprie macchine. In pratica, l’utente può intervenire sui parametri di processo e lavorare su materiali non rigidamente limitati a un catalogo proprietario. Questo approccio è rilevante per le aziende che vogliono sviluppare applicazioni proprie, ridurre il costo per pezzo o qualificare polveri specifiche.

La strategia aperta emerge anche dalle collaborazioni sui materiali. Nel marzo 2026 Farsoon ha ampliato la compatibilità dei propri sistemi polimerici con polveri ad alte prestazioni di Advanced Laser Materials, società del gruppo EOS, includendo materiali come HT-23, PA11 Black e FR-106 per applicazioni industriali e settori come aerospazio, automotive ed elettronica.

Sul fronte metallo, Farsoon Europe ha rafforzato la collaborazione con Tekna per industrializzare polveri di titanio Ti-6Al-4V a granulometria più grossolana per processi PBF-LB. L’obiettivo dichiarato è lavorare su produttività, sicurezza nella gestione delle polveri e riduzione del costo per pezzo, sfruttando anche strategie di processo con layer più spessi e tecnologia shaped beam.

Questi accordi spiegano meglio la direzione dell’azienda: non solo più macchine installate, ma anche un ecosistema di materiali, parametri, applicazioni e supporto. Per la stampa 3D industriale, questa parte è decisiva. Una macchina senza materiali qualificati e senza processi stabili rimane uno strumento incompleto.

Un segnale per il mercato della stampa 3D industriale

Il caso Farsoon mostra una tendenza più ampia: i produttori di sistemi LPBF stanno cercando di spostarsi da una logica di vendita della singola macchina a una logica di piattaforma industriale. Questo richiede una combinazione di hardware, software, materiali, formazione e assistenza locale.

La crescita del fatturato 2025 conferma che Farsoon sta aumentando la propria presenza nel mercato. La differenza tra crescita dei ricavi e crescita dell’utile indica però che l’espansione ha un costo. Non è un’anomalia: in un settore dove la competizione è forte e la qualificazione industriale richiede tempi lunghi, molte aziende devono investire prima di vedere margini più robusti.

L’accordo con Emlogic va letto proprio in questa prospettiva. Farsoon non sta semplicemente aggiungendo un nuovo nome alla lista dei distributori. Sta cercando di creare un punto tecnico in Australia e Nuova Zelanda per rendere più accessibili i propri sistemi LPBF a clienti che hanno bisogno di prove, supporto applicativo e assistenza sul territorio.

Per chi segue la stampa 3D industriale, il passaggio interessante non è soltanto il +45% di fatturato. Il punto è capire se Farsoon riuscirà a trasformare questa crescita in una rete internazionale capace di supportare applicazioni reali, con materiali qualificati, processi ripetibili e costi sostenibili per le aziende che vogliono passare dalla sperimentazione alla produzione.

Di Fantasy

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