La Cina ha messo in vigore sei standard nazionali dedicati alla produzione additiva in metallo. I documenti sono stati pubblicati dalla State Administration for Market Regulation, indicata con l’acronimo SAMR, e dalla Standardization Administration of China, conosciuta come SAC.
Gli standard interessano diverse fasi della filiera: qualificazione delle polveri, fabbricazione di componenti in titanio e alluminio, classificazione qualitativa dei pezzi, ispezione delle cavità interne e competenze del personale responsabile del coordinamento dei processi.
Cinque documenti sono stati pubblicati il 28 gennaio 2026, mentre quello relativo al personale di coordinamento è stato pubblicato il 30 aprile. Tutti e sei sono entrati in vigore il 1° agosto 2026.
Le schede ufficiali non attribuiscono il pacchetto normativo a specifiche aziende. Gli organismi indicati sono SAMR e SAC, con il coinvolgimento amministrativo della China Machinery Industry Federation e della China Nonferrous Metals Industry Association nei rispettivi ambiti di competenza.
Che cosa indica la sigla GB/T
I documenti utilizzano la sigla GB/T. Nel sistema cinese, GB identifica gli standard nazionali obbligatori, mentre GB/T indica gli standard nazionali raccomandati.
La natura raccomandata non rende questi documenti privi di conseguenze operative. Uno standard GB/T può diventare un riferimento nei contratti di fornitura, nelle procedure di qualificazione, nei capitolati, nei controlli di accettazione e nei rapporti tra produttori e clienti. Le autorità cinesi incoraggiano l’adozione degli standard raccomandati per uniformare metodi, classificazioni e requisiti tecnici tra settori differenti.
Per la produzione additiva questo aspetto è importante. Due componenti con la stessa geometria possono presentare caratteristiche diverse in base alla polvere, alla macchina, ai parametri di processo, all’orientamento di costruzione, ai trattamenti termici e alle lavorazioni successive. Regole condivise aiutano a stabilire quali informazioni debbano essere documentate e quali prove siano necessarie per accettare un pezzo.
GB/T 47005-2026 per la deposizione diretta di titanio
Il primo documento, GB/T 47005-2026, definisce una specifica tecnica per componenti in lega di titanio prodotti mediante deposizione diretta di energia laser, nota come Directed Energy Deposition o DED.
Nel processo DED, il materiale viene depositato e fuso mentre una sorgente energetica si sposta lungo il percorso programmato. La tecnologia può essere utilizzata per produrre elementi di grandi dimensioni, aggiungere materiale a una struttura esistente oppure riparare componenti ad alto valore.
Il titanio è di particolare interesse per il settore aerospaziale grazie al rapporto tra resistenza e peso e alla resistenza alla corrosione. La produzione di strutture estese mediante DED richiede però il controllo dell’apporto termico, delle deformazioni, delle tensioni residue, della geometria del deposito e delle proprietà del materiale nelle diverse direzioni.
Lo standard colma un’area che non disponeva di una specifica nazionale cinese dedicata alla produzione DED di grandi componenti in titanio. Un quadro comune può facilitare il confronto tra fornitori e definire una base condivisa per produzione, ispezione e accettazione.
GB/T 47006-2026 classifica la qualità dei componenti PBF-LB
GB/T 47006-2026 riguarda la classificazione qualitativa e i requisiti di prova dei componenti metallici prodotti mediante fusione laser a letto di polvere, indicata come PBF-LB.
In questo processo, uno strato sottile di polvere viene distribuito sulla piattaforma e fuso selettivamente dal laser. La sequenza viene ripetuta fino alla costruzione del componente. Irregolarità nel materiale, nei parametri o nella distribuzione della polvere possono generare porosità, mancate fusioni, cricche e inclusioni.
Il documento introduce soglie e criteri per distinguere differenti livelli qualitativi. La classificazione permette di collegare i requisiti di un’applicazione alle caratteristiche effettivamente richieste al pezzo, evitando di trattare allo stesso modo componenti con funzioni e livelli di criticità differenti.
Una classificazione nazionale può inoltre rendere più omogeneo il linguaggio utilizzato da produttori, laboratori e clienti quando vengono descritti i difetti ammessi e i controlli necessari.
GB/T 47008-2026 crea un atlante per l’endoscopia industriale
La produzione additiva permette di realizzare canali interni e cavità difficili da ottenere con lavorazioni convenzionali. Queste geometrie costituiscono uno dei vantaggi del processo, ma rendono più complessa l’ispezione.
GB/T 47008-2026 è un atlante per l’esame visivo mediante endoscopia industriale dei componenti metallici prodotti con PBF-LB. Il documento comprende oltre cento immagini di riferimento relative ai difetti osservabili nelle cavità interne.
Un atlante standardizzato aiuta gli operatori a confrontare ciò che vedono con esempi classificati in modo uniforme. Può ridurre le differenze di interpretazione tra laboratori e favorire una documentazione più coerente dei risultati.
L’endoscopia non sostituisce tutte le altre tecniche di controllo non distruttivo. Tomografia computerizzata, ultrasuoni, radiografia e analisi metallografiche possono essere necessarie in base alla geometria e alla criticità del componente. L’atlante offre però un riferimento specifico per l’ispezione visiva di zone raggiungibili con una sonda.
GB/T 47084-2026 disciplina le leghe di alluminio
GB/T 47084-2026 riguarda le leghe di alluminio lavorate mediante fusione a letto di polvere. Comprende classificazione dei materiali, composizione, proprietà meccaniche, requisiti qualitativi, modalità di ispezione e metodi di prova.
Le leghe di alluminio sono utilizzate quando occorre limitare la massa senza rinunciare alla resistenza meccanica e alla gestione termica. Sono presenti nei settori aerospaziale, automobilistico, elettronico e nelle applicazioni che richiedono scambiatori di calore compatti.
La stampa 3D dell’alluminio richiede un controllo accurato della polvere e del processo. La riflettività del materiale, la conducibilità termica, la presenza di ossidi e la sensibilità di alcune composizioni alla formazione di cricche influenzano il risultato.
Una norma nazionale dedicata consente di definire requisiti minimi confrontabili per materiali, provini e componenti, contribuendo a rendere più trasparenti i rapporti lungo la catena di fornitura.
GB/T 47094-2026 porta lo zinco nel sistema nazionale
GB/T 47094-2026 è dedicato alle polveri di zinco e delle sue leghe per la produzione additiva. Si tratta del primo inserimento specifico di questi materiali nel sistema cinese degli standard nazionali per l’additive manufacturing.
Le caratteristiche della polvere incidono sulla distribuzione degli strati e sulla stabilità del processo. Dimensione e forma delle particelle, composizione chimica, contaminazione, fluidità e comportamento durante la fusione possono modificare densità e proprietà del pezzo.
L’introduzione di requisiti condivisi permette di descrivere il materiale in modo più uniforme e offre una base per i controlli tra produttori di polveri, utilizzatori e laboratori.
L’impiego dello zinco nella fabbricazione additiva interessa anche la ricerca sui materiali biodegradabili destinati a specifiche applicazioni mediche. L’esistenza di uno standard per la polvere non equivale però all’autorizzazione all’uso clinico di un componente, che rimane soggetto a verifiche e procedure regolatorie dedicate.
GB/T 47570-2026 qualifica il personale di coordinamento
Il sesto standard, GB/T 47570-2026, stabilisce principi per la qualificazione del personale che coordina la produzione additiva in metallo.
Il coordinatore non coincide necessariamente con il solo operatore della macchina. Il suo ruolo può comprendere la supervisione delle procedure, il controllo della documentazione, la gestione delle deviazioni, la verifica delle competenze del personale e il collegamento tra progettazione, produzione, post-processing e controllo qualità.
La presenza di un documento dedicato alle persone evidenzia che la ripetibilità non dipende soltanto dalle prestazioni della stampante. Un processo industriale richiede responsabilità definite, personale qualificato e tracciabilità delle decisioni.
Questo orientamento è visibile anche nel panorama internazionale. ISO e ASTM International hanno pubblicato lo standard ISO/ASTM 52935, dedicato alla qualificazione del personale di coordinamento nella produzione additiva metallica. La standardizzazione cinese si inserisce quindi in un percorso più ampio che considera le competenze professionali parte integrante dell’affidabilità del processo.
Un settimo standard entrerà in vigore a settembre
Al pacchetto si aggiunge GB/T 47195-2026, che entrerà in vigore il 1° settembre 2026. Il documento riguarda componenti in lega di alluminio e materiali compositi prodotti mediante fusione laser a letto di polvere.
La differenza rispetto a GB/T 47084-2026 risiede nell’impostazione. Quest’ultimo è incentrato sull’alluminio come materiale per il processo a letto di polvere, mentre GB/T 47195-2026 definisce una specifica tecnica per la fabbricazione dei componenti in lega di alluminio e dei relativi compositi.
Nello stesso gruppo di standard pubblicato dalle autorità cinesi compare anche GB/T 47196-2026, dedicato alle interfacce dati per la produzione additiva e previsto in vigore dal 1° settembre. Il documento conferma l’attenzione verso l’intera catena digitale e produttiva, non soltanto verso macchine e materiali.
Le conseguenze per la filiera industriale
I nuovi standard possono rendere più chiari i requisiti di fornitura e ridurre le divergenze tra produttori, clienti e laboratori. La disponibilità di criteri nazionali per materiali, processi, difetti, controlli e personale permette di costruire procedure di qualificazione più strutturate.
Per le aziende che vendono materiali o sistemi di produzione additiva in Cina sarà importante verificare come i documenti GB/T verranno richiamati nei contratti e nei capitolati. Anche i produttori stranieri potrebbero dover confrontare le proprie procedure con i criteri cinesi quando partecipano a una catena di fornitura locale.
Gli standard non eliminano la necessità di qualificare la singola macchina, il materiale e il processo. Non sostituiscono neppure le certificazioni specifiche richieste nei settori aerospaziale, medicale o della difesa. Forniscono però un linguaggio tecnico condiviso sul quale costruire controlli, accordi commerciali e procedure di accettazione.
La decisione di coprire polveri, processi, componenti, controlli interni e competenze professionali mostra un approccio esteso alla standardizzazione. La produzione additiva viene considerata come una catena industriale completa, nella quale la qualità finale dipende dall’integrazione di materiali, attrezzature, parametri, verifiche e responsabilità umane.
Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)
