Lo sviluppo della stampa 3D metallica non dipende soltanto dalle dimensioni delle camere di costruzione. Polveri, sorgenti di energia, strategie di processo e caratterizzazione dei materiali determinano quali leghe possano essere utilizzate con continuità. È su questi aspetti che si concentra AIDIMME, il centro tecnologico spagnolo che il 26 ottobre 2026 ha anticipato le proprie novità per Formnext, in programma a Francoforte dal 17 al 20 novembre.
La presentazione comprende tre linee principali: un atomizzatore da laboratorio per sviluppare polveri metalliche, capacità di Laser Powder Bed Fusion con laser verde per materiali riflettenti e attività di Powder Bed Fusion a fascio elettronico dedicate a leghe per alte temperature e componenti in titanio di dimensioni rilevanti. Sono capacità di ricerca e sviluppo, non un’unica nuova stampante commerciale.
Partire dalla polvere invece che dal componente
L’atomizzazione rappresenta una fase fondamentale della filiera powder bed. Caratteristiche come distribuzione granulometrica, forma delle particelle, composizione, scorrevolezza e comportamento durante la stesura dello strato possono influenzare la densità finale e la ripetibilità della stampa. Sperimentare leghe nuove utilizzando soltanto polveri industriali standard limita la possibilità di studiare l’interazione fra composizione e processo.
Con un atomizzatore da laboratorio il centro potrà preparare lotti sperimentali destinati allo sviluppo di materiali. Il vantaggio atteso è la possibilità di modificare le caratteristiche della polvere e verificarne il comportamento in macchina, senza dipendere esclusivamente da lotti commerciali prodotti in grande scala.
La disponibilità di un impianto sperimentale non equivale tuttavia a una capacità di produzione industriale delle polveri. Per passare da pochi chilogrammi di ricerca a forniture continuative occorrono controlli sulla stabilità dei lotti, contaminazioni, recupero del materiale e qualificazione dell’intera catena di produzione.
Laser verde per rame e materiali riflettenti
La seconda area riguarda la PBF-LB/M con laser verde, tecnologia indicata da AIDIMME per lavorare materiali ad alta riflettività, come rame e sue leghe. L’assorbimento dell’energia laser cambia in funzione della lunghezza d’onda e del materiale: per alcuni metalli riflettenti, una sorgente verde può offrire condizioni di interazione più favorevoli rispetto a configurazioni tradizionali con altre lunghezze d’onda.
Nel rame l’interesse industriale è legato soprattutto alla conduzione termica ed elettrica. La libertà progettuale della produzione additiva può consentire geometrie di raffreddamento, scambiatori e componenti funzionali difficili da ottenere mediante lavorazioni convenzionali. Ma il comportamento energetico durante la fusione deve essere tradotto in risultati controllabili: densità, presenza di porosità, microstruttura, geometria e proprietà del materiale dopo i trattamenti.
Il centro cita anche sistemi di monitoraggio in situ, utili per osservare il processo durante la costruzione. Questi dati possono essere collegati alla qualità, purché le misure siano calibrate e confrontate con prove sul componente. Non vanno confuse la possibilità di rilevare segnali di anomalia e la certificazione automatica di una parte.
Fascio elettronico e materiali per alte temperature
La terza linea di sviluppo riguarda la PBF-EB/M, nella quale l’energia necessaria alla fusione è fornita da un fascio elettronico. AIDIMME indica attività su materiali per condizioni ad alta temperatura e sulla realizzazione di componenti in titanio di maggiore scala.
La tecnologia a fascio elettronico presenta esigenze specifiche di gestione della polvere, della temperatura e delle cariche elettriche. Per molte applicazioni la lavorabilità di una lega dipende dalla possibilità di mantenere il processo in una finestra termica sufficientemente stabile. Lo studio dei parametri e della risposta metallurgica è dunque una condizione preliminare all’adozione industriale.
Non sono stati comunicati nell’anteprima dati numerici relativi a dimensioni massime dei pezzi, produttività oraria o qualifiche raggiunte per una nuova lega specifica. Attribuire al centro una capacità già certificata di produzione seriale di grandi componenti in titanio sarebbe un’interpretazione eccessiva.
Tre tecnologie collegate da una domanda industriale
Polvere sperimentale, fusione laser e fusione a fascio elettronico coprono fasi differenti dello stesso problema: come portare un materiale dal laboratorio a un processo ripetibile. Disporre di più tecnologie nello stesso ambiente di ricerca permette di confrontare risultati, individuare limiti e progettare percorsi di qualificazione più razionali.
Un’azienda interessata a un nuovo componente potrebbe utilizzare queste competenze per verificare quale tecnologia sia più adatta alla lega, quali geometrie siano realizzabili e quali prove siano necessarie prima di investire in attrezzature e certificazioni. Il valore non è soltanto la produzione di campioni, ma la raccolta sistematica di informazioni tecniche.
Cosa osservare a Formnext 2026
La presentazione del centro a Francoforte offrirà l’occasione per esaminare campioni, materiali e risultati sperimentali. Le domande utili riguardano la ripetibilità delle polveri atomizzate, i parametri validati per il rame, i limiti geometrici dei pezzi ottenuti con fascio elettronico e il livello di maturità dei dimostratori.
L’annuncio del 26 ottobre riguarda l’estensione delle infrastrutture di ricerca AIDIMME, non l’immissione sul mercato di un processo già qualificato per qualunque applicazione. È una notizia industriale rilevante perché mette la preparazione dei materiali e la verifica metallurgica al centro dello sviluppo della stampa metallica.
Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI).
