La vendita di BigRep GmbH separa l’attività industriale dalla società quotata
Il consiglio di gestione e il consiglio di sorveglianza di BigRep SE hanno approvato la vendita dell’intera partecipazione posseduta in BigRep GmbH, la società operativa che sviluppa e commercializza le stampanti 3D industriali del gruppo.
Gli acquirenti individuati sono De Krassny GmbH, Koehler Invest GmbH e HAGE Holding GmbH. Una volta completata la vendita, BigRep SE intende avviare la propria liquidazione volontaria secondo la normativa societaria del Lussemburgo e procedere alla revoca delle azioni dal mercato regolamentato della Borsa di Francoforte.
L’operazione non equivale quindi alla chiusura immediata di BigRep GmbH, alla cessazione del marchio BigRep o all’interruzione automatica della produzione delle stampanti 3D. La società destinata alla liquidazione è BigRep SE, cioè la holding quotata creata attraverso la fusione con la SPAC SMG Technology Acceleration SE.
Il perimetro industriale guidato da BigRep GmbH, che comprende anche le attività e le tecnologie di HAGE3D GmbH, dovrebbe proseguire sotto il controllo di De Krassny GmbH, Koehler Invest GmbH e HAGE Holding GmbH. La struttura proprietaria cambierebbe, mentre clienti, prodotti, personale, proprietà intellettuale e attività commerciali rimarrebbero concentrati nella società operativa.
Un’assemblea decisiva fissata per il 6 agosto 2026
La vendita e la liquidazione devono essere approvate dagli azionisti di BigRep SE durante l’assemblea straordinaria convocata per il 6 agosto 2026.
L’ordine del giorno prevede prima il voto sulla cessione di BigRep GmbH e dei finanziamenti infragruppo. Soltanto dopo l’approvazione della vendita gli azionisti potranno votare lo scioglimento e l’apertura della liquidazione di BigRep SE.
La documentazione assembleare indica che BigRep SE possiede 771.832 quote di BigRep GmbH, corrispondenti al 100% del capitale sociale registrato della controllata. Il prezzo proposto per queste quote è pari a 1,05 milioni di euro.
L’accordo comprende anche la cessione dei crediti vantati da BigRep SE nei confronti di BigRep GmbH per i finanziamenti concessi nel corso degli anni. Questi crediti sono valutati 7,6 milioni di euro. Considerando entrambe le componenti, il corrispettivo monetario complessivo raggiunge quindi 8,65 milioni di euro.
La distinzione è importante. Soltanto 1,05 milioni di euro rappresentano il valore attribuito alle quote societarie di BigRep GmbH. La parte restante riguarda il rimborso o il trasferimento di finanziamenti già presenti tra la holding e la società operativa.
Il consiglio di gestione di BigRep SE ha dichiarato che il valore è stato determinato attraverso una valutazione indipendente. Non è stata resa pubblica la ripartizione del prezzo tra De Krassny GmbH, Koehler Invest GmbH e HAGE Holding GmbH.
Gli acquirenti erano già azionisti e finanziatori di BigRep SE
De Krassny GmbH, Koehler Invest GmbH e HAGE Holding GmbH non sono investitori esterni entrati nel gruppo soltanto per questa operazione.
Alla fine del 2024, De Krassny GmbH controllava circa il 28,55% delle azioni di BigRep SE, mentre Koehler Invest GmbH possedeva il 20,52%. HAGE Holding GmbH deteneva una quota del 6,62%. Tra gli altri azionisti figurava BASF Venture Capital GmbH, con una partecipazione del 13,37%.
Le stesse società avevano sostenuto finanziariamente BigRep SE e BigRep GmbH durante il programma di ristrutturazione. De Krassny GmbH e HAGE Holding GmbH si erano impegnate a sottoscrivere un aumento di capitale da 3,2 milioni di euro. Koehler Invest GmbH aveva messo a disposizione ulteriore liquidità attraverso il ripristino di un finanziamento da 1,8 milioni di euro.
Nel corso del 2025 e del 2026, De Krassny GmbH e Koehler Invest GmbH hanno inoltre sottoscritto obbligazioni convertibili e concesso nuovi prestiti. Parte di questi finanziamenti era garantita da prodotti finiti o crediti commerciali di BigRep GmbH.
Il passaggio sotto il controllo di De Krassny GmbH, Koehler Invest GmbH e HAGE Holding GmbH può quindi essere letto come la trasformazione di creditori e azionisti di riferimento in proprietari diretti dell’attività industriale.
I conflitti di interesse indicati nella documentazione
La presenza degli acquirenti nella struttura azionaria e negli organi societari ha richiesto una specifica procedura per la gestione dei conflitti di interesse.
La documentazione preparata per l’assemblea indica potenziali conflitti riguardanti Isabella de Krassny, Florian Hampel e Philipp Peter Andreas Prechtl, membri del consiglio di sorveglianza di BigRep SE.
Isabella de Krassny è collegata a De Krassny GmbH, mentre Florian Hampel e Philipp Peter Andreas Prechtl risultano coinvolti nelle relazioni societarie considerate durante l’approvazione della transazione. I tre membri si sono astenuti dal voto del consiglio di sorveglianza relativo alla vendita di BigRep GmbH e dei finanziamenti concessi alla società operativa.
L’astensione non elimina ogni possibile interrogativo sulla governance, ma documenta il tentativo di separare la decisione societaria dagli interessi dei soggetti collegati agli acquirenti. La valutazione indipendente di BigRep GmbH costituisce un altro elemento predisposto per sostenere la congruità del prezzo.
Dalla crescita industriale all’acquisizione di HAGE3D
BigRep GmbH è stata fondata a Berlino nel 2014 e ha concentrato le proprie attività sulla stampa 3D industriale di grande formato basata sull’estrusione di filamento.
Le piattaforme di BigRep GmbH sono state progettate per produrre modelli, attrezzature, dime, fissaggi, stampi e componenti finali con dimensioni superiori a quelle gestibili dalle normali stampanti desktop. Il portafoglio ha compreso sistemi come BigRep ONE, BigRep PRO, BigRep STUDIO e le successive generazioni VIIO 250 e ONE.5.
Nel novembre 2023, BigRep GmbH annunciò l’acquisizione di HAGE3D GmbH, produttore austriaco di sistemi industriali per la lavorazione di materiali termoplastici tecnici e ad alte temperature. Il completamento contabile dell’acquisizione avvenne nel luglio 2024.
L’integrazione di HAGE3D GmbH ampliò il catalogo con piattaforme come ALTRA 280 e IPSO 105. HAGE3D GmbH portò inoltre competenze nella gestione di polimeri ad alte prestazioni, camere riscaldate e applicazioni destinate ai settori aerospaziale, automobilistico e manifatturiero.
Al momento dell’operazione, BigRep GmbH e HAGE3D GmbH dichiaravano una base installata complessiva superiore a mille stampanti di grande formato.
L’acquisizione avrebbe dovuto generare economie di scala, ampliare la rete commerciale e permettere a BigRep GmbH di coprire applicazioni a bassa, media e alta temperatura. L’accordo avrebbe inoltre dovuto creare una piattaforma più adatta a ulteriori acquisizioni nel frammentato settore europeo della manifattura additiva.
Il progetto di costruire un gruppo europeo attraverso la Borsa
Poche settimane dopo l’annuncio relativo a HAGE3D GmbH, BigRep GmbH firmò una lettera d’intenti con SMG Technology Acceleration SE.
SMG Technology Acceleration SE era una SPAC costituita in Lussemburgo e quotata alla Borsa di Francoforte nell’ottobre 2023. Una SPAC raccoglie capitale dagli investitori senza possedere una normale attività industriale. Il suo scopo è individuare una società privata, acquisirla e portarla in Borsa attraverso una business combination.
Per BigRep GmbH, la fusione con SMG Technology Acceleration SE rappresentava un percorso più rapido verso il mercato azionario rispetto a un’offerta pubblica iniziale tradizionale. Per SMG Technology Acceleration SE, BigRep GmbH costituiva la società operativa attraverso la quale completare la propria missione di investimento.
L’accordo definitivo tra SMG Technology Acceleration SE, BigRep GmbH e gli azionisti di BigRep GmbH fu firmato nel dicembre 2023 e modificato nel maggio 2024.
La business combination venne completata il 29 luglio 2024. SMG Technology Acceleration SE cambiò denominazione in BigRep SE e divenne la holding proprietaria di BigRep GmbH. Le nuove azioni iniziarono a essere negoziate nel segmento General Standard della Borsa di Francoforte il 31 luglio 2024 con il simbolo B1GR.
L’obiettivo dichiarato era utilizzare l’accesso ai mercati finanziari per finanziare ricerca, sviluppo commerciale e ulteriori acquisizioni. BigRep SE presentava il progetto come una strategia “buy and build”, attraverso la quale riunire più aziende europee della manifattura additiva sotto una struttura comune.
Il modello industriale e le aspettative del mercato non coincidevano
Il problema principale non risiedeva nell’assenza di prodotti o clienti. BigRep GmbH possedeva stampanti installate presso aziende industriali, centri di ricerca e istituzioni. Tra i clienti indicati dalla società figuravano Ford, Airbus, Deutsche Bahn, Volkswagen, Canyon, Magirus e altre organizzazioni manifatturiere.
Il limite era la dimensione economica dell’impresa rispetto alle aspettative associate alla quotazione. Nel 2023, BigRep GmbH aveva generato ricavi per 11,23 milioni di euro e un EBITDA negativo di 4,99 milioni di euro.
La società possedeva quindi una base industriale, ma non aveva ancora dimostrato di poter crescere senza consumare capitale. Il prospetto pubblicato prima della quotazione riconosceva una storia di perdite, una dipendenza da finanziamenti esterni e dubbi sulla capacità di proseguire l’attività in assenza di nuovo capitale.
La quotazione non eliminò questi rischi. Al contrario, aggiunse costi amministrativi, obblighi di comunicazione, procedure di governance e aspettative trimestrali difficili da sostenere per un produttore di macchinari con ricavi contenuti e cicli di vendita lunghi.
La caduta del titolo iniziò poche settimane dopo il debutto
Le azioni di BigRep SE debuttarono a un prezzo indicativo di 11,20 euro. Il 28 agosto 2024, meno di un mese dopo l’avvio delle negoziazioni, il prezzo era già sceso a 5 euro.
Il calo mostrava che gli investitori non attribuivano alla società il valore implicito nel debutto. Il mercato chiedeva una crescita rapida, mentre BigRep GmbH stava affrontando l’integrazione di HAGE3D GmbH, il lancio di una nuova generazione di prodotti e un rallentamento degli investimenti industriali.
Nel luglio 2026, il prezzo delle azioni era sceso nell’area di pochi centesimi. Il 24 luglio 2026, la Borsa di Francoforte riportava un ultimo prezzo di 0,116 euro, con una capitalizzazione indicativa inferiore a 3 milioni di euro.
Il valore di mercato della holding era quindi diventato molto più basso rispetto al capitale necessario per sostenere le attività e ai finanziamenti già concessi dagli azionisti di riferimento.
Il 2024 si chiude con ricavi quasi dimezzati
I risultati del 2024 evidenziano la distanza tra il piano presentato al momento della quotazione e l’andamento dell’attività industriale.
I ricavi di BigRep SE scesero da 11,23 milioni di euro nel 2023 a 6,25 milioni di euro nel 2024, con una contrazione del 44%. Il margine lordo passò dal 49% al 42%.
La riduzione non fu attribuita a un solo fattore. BigRep SE indicò il rallentamento degli investimenti in beni strumentali, la debolezza del settore automobilistico, le tensioni geopolitiche e la concorrenza esercitata dai produttori di macchine a basso costo.
Anche il portafoglio prodotti ebbe un ruolo. La domanda per alcune piattaforme precedenti diminuì mentre BigRep GmbH introduceva VIIO 250 e integrava ALTRA 280 e IPSO 105, sviluppate con il contributo di HAGE3D GmbH.
Per vendere le macchine meno nuove, BigRep GmbH applicò campagne promozionali e sconti. Queste iniziative contribuirono alla riduzione del margine lordo e non furono sufficienti a riportare i ricavi ai livelli programmati.
La parte ricorrente dell’attività mostrò una maggiore stabilità. I ricavi derivanti da materiali, ricambi, servizi e attività diverse dalla vendita delle stampanti salirono dal 39,8% al 46,9% del fatturato. La crescita percentuale dipese però anche dalla forte contrazione delle vendite di hardware.
L’EBITDA rettificato peggiora a 11,78 milioni di euro negativi
L’EBITDA rettificato di BigRep SE passò da un valore negativo di 4,99 milioni di euro nel 2023 a un valore negativo di 11,78 milioni di euro nel 2024.
La perdita operativa rettificata era quindi quasi doppia rispetto all’intero fatturato dell’anno. Questo rapporto mostra che il problema non era limitato al calo delle vendite: la struttura dei costi risultava troppo ampia rispetto ai ricavi generati.
Le spese per il personale aumentarono da 7,69 a 11,72 milioni di euro. BigRep SE attribuì l’incremento all’ingresso dei dipendenti di HAGE3D GmbH, a bonus per circa 1,3 milioni di euro collegati alla business combination e a costi per 1,73 milioni di euro relativi a un piano azionario.
Parte dell’aumento del personale legato a HAGE3D GmbH fu compensata da una prima ristrutturazione avviata negli ultimi mesi del 2024. Alla fine dell’esercizio, il numero complessivo dei dipendenti era tornato vicino a quello registrato alla fine del 2023.
L’integrazione societaria aveva però già prodotto costi e assorbito l’attenzione del management. Nella propria relazione, BigRep SE riconobbe che la preparazione della quotazione e l’acquisizione di HAGE3D GmbH avevano sottratto risorse all’organizzazione commerciale e operativa.
La perdita da 61,73 milioni non corrisponde interamente a denaro bruciato
La perdita netta del 2024 raggiunse 61,73 milioni di euro, contro 7,53 milioni di euro nel 2023. Il dato deve essere interpretato tenendo conto degli effetti contabili della fusione con SMG Technology Acceleration SE.
Tra le altre spese, BigRep SE registrò una commissione contabile di quotazione pari a 50,11 milioni di euro. Questa voce derivava dalla contabilizzazione della business combination e non rappresentava un pagamento in contanti dello stesso importo effettuato durante l’anno.
Escludendo la commissione di quotazione, i risultati rimanevano comunque negativi. La perdita rettificata confermava che il modello industriale di BigRep GmbH non aveva ancora raggiunto un equilibrio tra ricavi, margine lordo e costi operativi.
Anche le spese legali e di consulenza aumentarono. Al netto della commissione contabile, tali costi passarono da 1,36 milioni di euro a 2,74 milioni di euro, soprattutto per l’acquisizione di HAGE3D GmbH e la preparazione della fusione con SMG Technology Acceleration SE.
La SPAC non fu quindi l’unica causa delle difficoltà di BigRep SE, ma rese la struttura finanziaria e amministrativa più complessa proprio nel momento in cui l’attività industriale attraversava una fase di debolezza.
Il magazzino cresce mentre diminuiscono le vendite
Alla fine del 2024, le scorte di BigRep SE raggiunsero 6,57 milioni di euro, rispetto ai 4,04 milioni di euro dell’anno precedente.
L’aumento fu attribuito a vendite inferiori alle previsioni. Stampanti finite, componenti e materiali rimasero in magazzino più a lungo, immobilizzando capitale che BigRep GmbH avrebbe potuto utilizzare per finanziare l’attività.
La società avviò campagne per vendere le macchine delle generazioni precedenti e ridurre le scorte. Le promozioni produssero liquidità, ma esercitarono pressione sui prezzi e sui margini.
La situazione mostra una delle difficoltà tipiche dei produttori di beni strumentali. Una stampante industriale invenduta non rappresenta soltanto un ricavo rinviato: occupa spazio, richiede assistenza, può perdere competitività con il lancio di un modello successivo e mantiene capitale bloccato nel magazzino.
La liquidità disponibile non compensava i debiti verso gli azionisti
Al 31 dicembre 2024, BigRep SE disponeva di 3,94 milioni di euro in cassa, rispetto a circa 649.000 euro alla fine del 2023.
L’incremento poteva apparire positivo, ma doveva essere confrontato con 12,85 milioni di euro di passività correnti. Di queste, 8,52 milioni di euro erano debiti finanziari nei confronti degli azionisti del gruppo.
La stessa BigRep SE riconobbe che non era realistico presumere il rimborso di tali prestiti entro i dodici mesi successivi, nonostante la loro classificazione contabile tra le passività correnti.
Il flusso di cassa operativo del 2024 risultava positivo per 9,59 milioni di euro, ma il valore era influenzato da rettifiche non monetarie legate alla quotazione e da variazioni del capitale circolante. Non indicava quindi che la normale vendita di stampanti e servizi avesse iniziato a generare cassa sufficiente.
La relazione di revisione segnala incertezze sulla continuità
Il bilancio 2024 fu sottoposto a revisione da Forvis Mazars Luxembourg.
Il revisore espresse un giudizio con rilievi a causa di alcune differenze storiche di consolidamento che BigRep SE non era riuscita a ricostruire e attribuire con sufficiente affidabilità ai diversi esercizi.
Forvis Mazars Luxembourg richiamò inoltre l’esistenza di un’incertezza rilevante sulla continuità aziendale. La capacità di BigRep SE di proseguire l’attività dipendeva dal mantenimento di un saldo di cassa positivo e dalla realizzazione puntuale delle misure di finanziamento e ristrutturazione.
Il revisore non modificò il proprio giudizio per la questione della continuità, ma dichiarò che le condizioni esistenti potevano generare dubbi sostanziali sulla capacità del gruppo di continuare a operare.
Il richiamo mostrava che il piano industriale non poteva essere sostenuto soltanto dai ricavi previsti. BigRep SE aveva bisogno del supporto di De Krassny GmbH, Koehler Invest GmbH, HAGE Holding GmbH e degli altri finanziatori.
La ristrutturazione del 2025 non risolve la pressione finanziaria
Il 30 maggio 2025, BigRep SE firmò un accordo di riorganizzazione con i principali azionisti.
Il piano comprendeva un aumento di capitale da 3,2 milioni di euro sottoscritto da De Krassny GmbH e HAGE Holding GmbH, l’estensione dei finanziamenti concessi da BASF Venture Capital GmbH, Koehler Invest GmbH e HAGE Holding GmbH, oltre al ripristino di 1,8 milioni di euro di liquidità da parte di Koehler Invest GmbH.
Il programma prevedeva anche obbligazioni convertibili per un importo massimo di 10 milioni di euro. De Krassny GmbH sottoscrisse una parte dei titoli e convertì alcuni finanziamenti precedenti. Koehler Invest GmbH partecipò con ulteriori prestiti e obbligazioni.
Questi interventi consentirono a BigRep GmbH di continuare a operare, ma aumentarono la dipendenza da un gruppo ristretto di azionisti-creditori. Quando il piano di rilancio non produsse risultati sufficienti, gli stessi finanziatori divennero i soggetti più adatti a rilevare direttamente l’attività.
Il primo semestre 2025 mostra un recupero dei ricavi ma una struttura patrimoniale debole
Nel primo semestre del 2025, BigRep SE registrò ricavi per 4,18 milioni di euro. Il valore indicava un recupero rispetto alla media mensile del 2024, ma rimaneva insufficiente rispetto ai costi.
Il margine lordo scese al 37%, mentre l’EBITDA riportato fu negativo per 5,94 milioni di euro.
Al 30 giugno 2025, la cassa era diminuita da 3,94 milioni a 637.000 euro. Il flusso di cassa operativo dei primi sei mesi risultava negativo per 3,58 milioni di euro.
Il patrimonio netto passò da un valore positivo di 20,10 milioni di euro a un valore negativo di 3,29 milioni di euro. Il cambiamento fu dovuto alle perdite operative e alle svalutazioni di attività immateriali, comprese quelle collegate ai prodotti sviluppati e all’acquisizione di HAGE3D GmbH.
I debiti non correnti verso gli azionisti raggiunsero 10,58 milioni di euro. Le scorte scesero da 6,57 a 5,71 milioni di euro, mostrando che il programma di riduzione del magazzino stava producendo effetti, ma con una velocità inferiore a quella necessaria per risolvere la carenza di liquidità.
Nuovi tagli al personale nel marzo 2026
Il 31 marzo 2026, BigRep SE approvò un ulteriore adeguamento dell’organico di BigRep GmbH.
Il programma prevedeva il ridimensionamento o l’accorpamento dei reparti dedicati allo sviluppo tecnico, ai materiali, alla digitalizzazione, al marketing e alla documentazione. BigRep SE indicò come obiettivi la riduzione dei costi del personale, l’eliminazione di livelli gerarchici e la continuità operativa di BigRep GmbH.
La decisione arrivò dopo i tagli effettuati nel 2024 e nel primo semestre del 2025. La successione degli interventi segnala che la struttura dei costi continuava a essere incompatibile con il volume delle vendite.
Ridurre personale e funzioni amministrative può prolungare la disponibilità di cassa, ma può anche diminuire la capacità di sviluppare nuovi prodotti, supportare i clienti e sostenere una rete commerciale internazionale. Per BigRep GmbH, la difficoltà consisteva nel contenere i costi senza indebolire le competenze necessarie per competere nel segmento industriale.
La quotazione ha aggiunto costi senza creare un mercato liquido per le azioni
Una società quotata deve preparare bilanci consolidati, relazioni semestrali, comunicazioni price-sensitive e documenti per le assemblee. Deve inoltre sostenere costi legali, di revisione, investor relations e governance.
Per un’impresa con ricavi superiori a cento milioni di euro, questi costi possono rappresentare una quota gestibile della struttura amministrativa. Per BigRep SE, che nel 2024 aveva prodotto 6,25 milioni di euro di fatturato, il peso risultava molto più elevato.
Anche la scarsa liquidità del titolo limitava i vantaggi della quotazione. Un prezzo di Borsa esiste, ma un numero ridotto di scambi può rendere difficile vendere o acquistare quantità consistenti di azioni senza influenzare il valore.
La caduta della capitalizzazione rendeva inoltre poco pratico utilizzare le azioni di BigRep SE per finanziare acquisizioni. Emettere nuovi titoli a pochi centesimi avrebbe comportato una forte diluizione degli azionisti esistenti.
Il meccanismo pensato per sostenere la strategia “buy and build” aveva quindi perso gran parte della propria utilità.
Il ritorno a una struttura privata può ridurre la complessità
La vendita a De Krassny GmbH, Koehler Invest GmbH e HAGE Holding GmbH riporta il perimetro industriale di BigRep GmbH sotto una struttura privata.
Una società non quotata non è esonerata dagli obblighi contabili e societari, ma può eliminare una parte dei costi legati al mercato regolamentato. Può inoltre negoziare ristrutturazioni, investimenti e modifiche della strategia senza dover gestire il prezzo giornaliero delle azioni.
Per BigRep GmbH, questo passaggio potrebbe facilitare il consolidamento delle attività produttive tra Germania e Austria, l’integrazione con HAGE3D GmbH e la concentrazione sui prodotti con margini migliori.
Il ritorno alla proprietà privata non garantisce però il successo industriale. BigRep GmbH dovrà aumentare le vendite, migliorare il margine lordo e ridurre la dipendenza dai finanziamenti dei proprietari.
Che cosa accade agli azionisti di BigRep SE
Dopo la vendita di BigRep GmbH, BigRep SE dovrebbe utilizzare i proventi per regolare passività, costi della liquidazione, imposte e altri obblighi.
Soltanto il valore rimasto dopo la realizzazione di tutte le attività e il pagamento di tutti i debiti potrà essere distribuito agli azionisti.
Il corrispettivo complessivo di 8,65 milioni di euro non corrisponde quindi alla somma che verrà automaticamente ripartita tra i possessori delle azioni. Dal totale dovranno essere sottratti i costi e le passività della holding. Non è stata pubblicata una stima del possibile importo per azione.
La documentazione assembleare propone di nominare Thomas Janics-Jakomini come liquidatore di BigRep SE. Thomas Janics-Jakomini, amministratore delegato di BigRep SE, riceverebbe ampi poteri per completare la liquidazione e non percepirebbe un compenso specifico per tale incarico.
Il caso BigRep segue una fase difficile per le società additive quotate tramite SPAC
La traiettoria di BigRep SE presenta punti in comune con altre aziende della manifattura additiva entrate nei mercati azionari attraverso una SPAC.
Shapeways Holdings completò la propria business combination nel 2021, ma nel luglio 2024 cessò le attività e presentò istanza di liquidazione secondo il Chapter 7 statunitense. Il marchio e parte delle attività europee furono poi rilevati da un gruppo collegato ai fondatori e agli ex dirigenti di Shapeways.
Desktop Metal si quotò attraverso una SPAC nel 2020 con una valutazione di circa 2,5 miliardi di dollari. Nell’aprile 2025, Nano Dimension completò l’acquisizione di Desktop Metal per 179,3 milioni di dollari. Nel luglio dello stesso anno, Desktop Metal presentò una domanda di riorganizzazione secondo il Chapter 11.
Markforged arrivò in Borsa tramite SPAC nel 2021. Nano Dimension acquistò Markforged nell’aprile 2025 per 116 milioni di dollari. Nel maggio 2026, Nano Dimension firmò un accordo per vendere Markforged a Stratasys per 42,5 milioni di dollari, mantenendo però la linea dedicata al metal binder jetting.
I casi non sono identici. BigRep SE non ha annunciato una procedura fallimentare per BigRep GmbH, e l’attività operativa viene trasferita a investitori già presenti nel capitale. Il punto comune è il divario tra le valutazioni e le attese di crescita associate alle quotazioni tramite SPAC e la capacità effettiva delle imprese additive di produrre ricavi e flussi di cassa.
Una tecnologia industriale valida non coincide con un investimento azionario sostenibile
La vicenda di BigRep SE non dimostra che la stampa 3D di grande formato non possieda applicazioni industriali. BigRep GmbH dispone di tecnologie, clienti, personale specializzato e una base installata distribuita in più settori.
La vicenda mostra invece che il valore tecnologico non risolve automaticamente i problemi di scala economica.
Vendere macchinari industriali richiede una rete commerciale, dimostrazioni applicative, assistenza tecnica, ricambi e tempi di approvazione lunghi. I clienti possono rinviare un acquisto quando i tassi di interesse salgono, i budget vengono ridotti o le prospettive del settore automobilistico peggiorano.
Allo stesso tempo, un produttore deve finanziare sviluppo, inventario e supporto internazionale prima di incassare i ricavi. Se le vendite crescono più lentamente del previsto, il consumo di cassa può diventare difficile da sostenere.
BigRep SE ha aggiunto a questa struttura l’acquisizione di HAGE3D GmbH, la fusione con SMG Technology Acceleration SE, la quotazione, una nuova governance e il lancio contemporaneo di più prodotti.
Il programma richiedeva un’espansione dei ricavi che non si è verificata. Quando il fatturato è diminuito, i costi della struttura costruita per sostenere la crescita hanno accelerato la crisi di liquidità.
Il futuro di BigRep dipenderà dalla società operativa
Il risultato più importante dell’operazione non sarà la liquidazione formale di BigRep SE, ma la capacità di BigRep GmbH di continuare a produrre e vendere dopo il passaggio a De Krassny GmbH, Koehler Invest GmbH e HAGE Holding GmbH.
I nuovi proprietari dovranno decidere quali piattaforme mantenere, come integrare il catalogo di HAGE3D GmbH, dove localizzare la produzione e quanto capitale investire nello sviluppo.
Sarà necessario verificare anche la continuità dei servizi per la base installata. Per i clienti industriali, la disponibilità di materiali, ricambi, aggiornamenti software e assistenza può essere più importante della struttura societaria che possiede il marchio.
La liquidazione di BigRep SE chiude il progetto di utilizzare la Borsa come piattaforma per consolidare il settore europeo della manifattura additiva. Non chiude necessariamente l’attività industriale di BigRep GmbH.
Il passaggio dalla holding quotata a una proprietà privata indica però che il modello finanziario costruito intorno alla SPAC non è riuscito a sostenere la crescita prevista.
