La Brandenburgische Technische Universität Cottbus-Senftenberg (BTU) riceverà 16,1 milioni di euro per un programma di trasferimento tecnologico che coinvolge il centro di ricerca chesco e le imprese della Lusazia, regione tedesca impegnata nella trasformazione economica successiva alla produzione di carbone. Il finanziamento è stato annunciato il 13 ottobre 2026 dalle istituzioni del Brandeburgo e ripreso da 3Druck il 16 ottobre. Il progetto, denominato TAF II, non riguarda soltanto l’acquisto di macchine: l’obiettivo principale è rendere accessibili alle aziende competenze, strutture di prova e metodi di produzione avanzata, fra cui la fabbricazione additiva.
Un territorio industriale in trasformazione
La Lusazia comprende aree del Brandeburgo e della Sassonia la cui economia è stata a lungo influenzata dall’estrazione e dalla trasformazione della lignite. La graduale trasformazione del sistema energetico rende necessario sviluppare nuove filiere produttive e valorizzare il patrimonio di competenze meccaniche e manifatturiere già presente nel territorio. In questo contesto, una università tecnologica può agire come intermediario fra ricerca avanzata e imprese che non possiedono laboratori interni sufficientemente attrezzati.
Il programma TAF II, attraverso la struttura di trasferimento collegata a chesco, punta a facilitare la sperimentazione di processi, qualificare personale e costruire reti di collaborazione. L’idea è ridurre la distanza fra la dimostrazione scientifica e l’adozione in officina. La stampa 3D è uno degli strumenti disponibili, ma il progetto comprende un ecosistema produttivo più ampio fatto di misurazione, lavorazioni complementari, test sui materiali e sviluppo di componenti.
Che cosa significa mettere a disposizione un laboratorio industriale
Per una piccola o media impresa, l’acquisto di un sistema metallico LPBF o di un impianto di deposizione diretta dell’energia può comportare un investimento difficile da giustificare senza avere prima verificato materiali, applicazioni e costi. Il ricorso a un centro universitario consente invece di realizzare prototipi, confrontare processi e analizzare difetti senza internalizzare immediatamente l’intera catena produttiva.
La vera funzione di una struttura di trasferimento non si limita tuttavia a consentire un accesso occasionale a una stampante. Servono competenze di progettazione, scelta dei materiali, trattamento termico, finitura, controllo dimensionale e analisi delle proprietà meccaniche. Un componente additivo può risultare tecnicamente possibile ma economicamente sconveniente rispetto alla fresatura o alla fusione, e questa conclusione deve poter emergere già durante la valutazione preliminare.
Dimensioni e stato dell’infrastruttura chesco
La documentazione della BTU descrive un centro che riunisce competenze di oltre trenta settori disciplinari. Al momento dell’annuncio una parte consistente delle attrezzature previste risultava già installata: circa il 65% di un programma che comprende 150 macchine e una serie di banchi prova. Il dato non equivale a dire che tutte le attrezzature siano già disponibili per qualunque progetto industriale, né che ogni macchina sia destinata esclusivamente alla stampa 3D.
L’infrastruttura è pensata per permettere un percorso che parte dalla definizione dei requisiti e arriva a fabbricazione, misurazione e verifica. Alcuni progetti potrebbero richiedere una combinazione di processi, per esempio stampa additiva per una preforma complessa seguita da lavorazione meccanica per ottenere superfici di accoppiamento precise.
La struttura finanziaria del programma
I 16,1 milioni di euro annunciati per TAF II rientrano in un programma di sostegno al cambiamento strutturale e al trasferimento tecnologico. La documentazione istituzionale richiama il quadro STARK, concepito per supportare iniziative di accompagnamento alla trasformazione delle regioni carbonifere. Non sarebbe corretto interpretare automaticamente l’intero importo come un budget destinato all’acquisto di nuove stampanti: la finalità riguarda formazione, cooperazione fra attori economici e diffusione delle conoscenze.
L’iniziativa dovrebbe svilupparsi fino alla metà del 2030. La durata pluriennale permette di organizzare attività che richiedono tempi più lunghi di una semplice dimostrazione, come la preparazione dei tecnici aziendali o la messa a punto di una procedura di controllo ripetibile. Rimane però da valutare quante collaborazioni si tradurranno in processi effettivamente adottati e in nuove attività produttive sul territorio.
Dalla dimostrazione alla produzione
Un rischio frequente dei centri di innovazione è confondere il numero di dimostratori realizzati con l’impatto industriale. Un prototipo particolarmente complesso può essere interessante sul piano scientifico, ma non necessariamente risolve un problema del cliente. Per misurare i risultati di TAF II saranno più importanti indicatori come progetti completati con aziende, formazione di personale, tecnologie trasferite, riduzione dei tempi di sviluppo e investimenti privati attivati.
La fabbricazione additiva può contribuire in settori differenti, dalla manutenzione alla produzione di attrezzature, ma la selezione delle applicazioni deve tenere conto dei volumi richiesti. Per piccoli lotti, geometrie difficili e ricambi non più reperibili, il vantaggio è spesso immediato. Per componenti semplici prodotti in milioni di pezzi, un processo convenzionale può risultare più adatto.
I primi risultati del programma precedente
La BTU accompagna il nuovo finanziamento con un bilancio del progetto TAF I. Nel centro chesco risultano completati circa il 65% dei 150 sistemi produttivi programmati, uno degli otto banchi prova previsti e il 43% delle competenze digitali da installare. Nel 2025 il gruppo ha partecipato o organizzato 37 eventi e incontri, raggiungendo indicativamente 1.900 persone. La rete denominata Innovationsdruck conta circa 60 membri; sono state attivate oltre trenta collaborazioni e sottoscritte ventotto lettere di intenti con soggetti regionali.
L’università indica anche ventuno workshop di formazione, con certificati rilasciati a una parte significativa dei partecipanti. Sono risultati di attività e costruzione della rete, da distinguere dagli effetti economici finali sul territorio. Un workshop non equivale automaticamente all’introduzione di un processo in fabbrica e una lettera di intenti non è un contratto per la produzione di componenti.
Applicazioni già avviate nella ricerca applicata
Fra gli esempi menzionati dall’ateneo compare un progetto con Orthopädie- und Reha-Team Zimmermann dedicato a una nuova struttura stampata in 3D per ortesi personalizzate, oggetto di una procedura brevettuale in corso. Un’altra collaborazione con additiveStream4D riguarda il miglioramento della produzione ibrida di strutture metalliche stampate. Questi casi mostrano come il trasferimento possa partire da problemi industriali diversi: personalizzazione di un ausilio, misurazione di un componente o ottimizzazione di una catena di lavorazione.
Una priorità di TAF II sarà costruire percorsi modulari di formazione per tecnici e dirigenti, anche attraverso micro-credenziali e programmi certificati. È una scelta importante perché, nelle PMI, il principale vincolo all’adozione di una nuova macchina può essere la mancanza di personale capace di preparare i dati e interpretare i risultati. Senza queste competenze, l’investimento tecnologico tende a rimanere sottoutilizzato.
Un modello interessante anche fuori dalla Germania
L’esperienza di chesco presenta un modello di politica industriale centrato sulla collaborazione fra università e PMI. Al posto di considerare la tecnologia come una singola macchina acquistata con un contributo, l’intervento finanzia le condizioni necessarie per utilizzarla correttamente: competenze, prove, confronto fra processi e preparazione del personale.
La disponibilità di attrezzature avanzate può creare opportunità anche per aziende che non operano direttamente nell’additive manufacturing, per esempio imprese meccaniche che desiderano studiare un pezzo difficile, verificare un nuovo materiale o ridurre i tempi di approvvigionamento di un ricambio. Il risultato industriale dipenderà però dalla capacità del centro di trasformare il supporto tecnico in pratiche produttive continuative. L’annuncio del finanziamento rappresenta l’avvio di questa fase di trasferimento, non il suo esito già conseguito.
Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI).
