Formlabs rafforza la propria struttura manageriale e il proprio consiglio di amministrazione con l’ingresso di una figura che per oltre vent’anni ha avuto un ruolo centrale nello sviluppo dell’hardware di Apple. Dan Riccio, ex Senior Vice President of Hardware Engineering di Apple, ha investito personalmente in Formlabs e assumerà il ruolo di strategic advisor dell’azienda statunitense specializzata nei sistemi professionali di stampa 3D.

L’operazione va oltre l’ingresso di un nuovo consulente. Formlabs sta infatti accompagnando la nomina di Riccio con una più ampia riorganizzazione della governance, mentre l’azienda cerca di estendere la propria presenza dalla prototipazione professionale verso applicazioni di produzione industriale sempre più strutturate.

Per Formlabs, poter contare sull’esperienza di un dirigente che ha gestito lo sviluppo di prodotti Apple realizzati su una scala di centinaia di milioni di unità significa acquisire competenze particolarmente rilevanti in progettazione hardware, ingegnerizzazione, controllo della qualità, organizzazione dei team e industrializzazione del prodotto.

Dan Riccio, oltre venticinque anni nell’hardware di Apple

Il nome di Dan Riccio è legato a una parte importante della storia industriale di Apple. Riccio entrò in Apple nel 1998 nel gruppo Product Design e nel 2010 assunse la responsabilità dell’ingegneria hardware dell’iPad. Due anni dopo entrò nell’executive team di Apple come Senior Vice President of Hardware Engineering.

Durante la sua permanenza ai vertici di Apple, Riccio ha supervisionato organizzazioni coinvolte nella progettazione e nello sviluppo di numerose generazioni di iPhone, iPad, Mac e di altre categorie hardware costruite da Apple.

Il valore della sua esperienza non riguarda soltanto la progettazione dei singoli dispositivi. Uno degli aspetti più interessanti per Formlabs è probabilmente la capacità sviluppata da Riccio nel trasformare progetti complessi in prodotti industrializzabili, mantenendo sotto controllo componenti, affidabilità, qualità costruttiva, supply chain e capacità produttiva.

Nel gennaio 2021 Apple annunciò il passaggio della responsabilità dell’Hardware Engineering a John Ternus. Riccio rimase in Apple con l’incarico di concentrarsi su un nuovo progetto e continuò a riportare direttamente al CEO Tim Cook. Quel progetto sarebbe stato successivamente associato al Vision Products Group e allo sviluppo di Apple Vision Pro.

Nel 2024 Riccio concluse poi il proprio percorso operativo in Apple dopo circa 26 anni trascorsi all’interno dell’azienda di Cupertino.

Il suo ingresso nell’orbita di Formlabs rappresenta quindi un passaggio interessante: dalle dimensioni produttive e organizzative di Apple a una società che vuole applicare principi di progettazione hardware, software e materiali al mondo della fabbricazione digitale.

Riccio non sarà soltanto un consulente: ha investito in Formlabs

Un elemento significativo dell’accordo è il coinvolgimento finanziario personale di Dan Riccio. L’ex dirigente Apple non si limiterà infatti a svolgere attività di consulenza strategica, ma ha deciso di investire direttamente in Formlabs.

La dimensione economica dell’investimento non è stata comunicata.

La decisione affianca Riccio a Rob Willett, membro del consiglio di amministrazione di Formlabs ed ex CEO di Cognex Corporation, che ha a sua volta deciso di aumentare il proprio investimento nella società.

Willett è entrato nel consiglio di amministrazione di Formlabs nel febbraio 2026. La sua esperienza proviene soprattutto dal settore dell’automazione industriale e della machine vision. Durante la propria carriera in Cognex Corporation ha lavorato alla crescita internazionale dell’azienda e allo sviluppo di sistemi di visione e identificazione destinati agli ambienti produttivi.

La contemporanea presenza di Riccio e Willett offre a Formlabs due competenze complementari: da un lato lo sviluppo di hardware integrato e di prodotti complessi maturato in Apple, dall’altro la conoscenza dei processi industriali, dell’automazione e delle tecnologie di controllo maturata in Cognex Corporation.

Perché l’esperienza di Apple può essere importante per Formlabs

Formlabs non vende semplicemente stampanti 3D. La strategia dell’azienda si basa sull’integrazione tra hardware, software, materiali di stampa e sistemi di post-processing.

È precisamente questa struttura integrata a rendere interessante il contributo di Dan Riccio.

Apple ha costruito una parte significativa del proprio modello industriale sul controllo coordinato di hardware, software, progettazione del prodotto e processo produttivo. Formlabs opera in un mercato differente, ma deve affrontare problemi che presentano alcuni punti di contatto: affidabilità delle macchine, facilità d’uso, precisione, gestione dei materiali, software di preparazione della produzione e ripetibilità dei risultati.

Con il passaggio della stampa 3D dalla realizzazione di prototipi alla produzione di componenti finali, questi aspetti diventano ancora più importanti.

Un sistema destinato alla produzione deve funzionare in maniera prevedibile per periodi prolungati, produrre parti con caratteristiche ripetibili e inserirsi nei processi operativi delle imprese. Il semplice miglioramento delle prestazioni della stampante non è sufficiente: serve un ecosistema progettato come un prodotto industriale completo.

È in questo contesto che Formlabs intende utilizzare Riccio come consulente per lo sviluppo dei prodotti, il rigore progettuale e la crescita delle operazioni.

Da progetto del MIT a società valutata due miliardi di dollari

La storia di Formlabs inizia nell’ambiente del Massachusetts Institute of Technology. Max Lobovsky, Natan Linder e David Cranor si conobbero come studenti del MIT e svilupparono l’idea di rendere accessibile la stereolitografia professionale, una tecnologia che all’epoca era associata soprattutto a sistemi industriali molto costosi.

Il primo prodotto, Form 1, portò la tecnologia SLA su una macchina desktop attraverso una campagna Kickstarter che contribuì a dare visibilità internazionale al progetto.

Da quella prima stampante, Formlabs ha costruito un catalogo che comprende sistemi SLA, sistemi SLS, materiali proprietari, software e soluzioni per il trattamento dei componenti dopo la stampa.

Formlabs dichiara di aver superato le 130.000 stampanti vendute e i 500 milioni di componenti realizzati dai clienti utilizzando i propri sistemi e materiali. Formlabs indica inoltre una forza lavoro superiore alle 750 persone e un catalogo composto da più di 45 materiali proprietari.

L’azienda ha raggiunto nel corso della propria crescita una valutazione di circa 2 miliardi di dollari, sostenuta anche da investitori istituzionali. Nel 2021 Formlabs raccolse 150 milioni di dollari in un round Series E guidato da SoftBank Vision Fund 2.

La traiettoria dimostra come Formlabs sia progressivamente passata dall’essere una startup focalizzata su una singola stampante desktop a un produttore che vuole partecipare direttamente al mercato della manifattura digitale.

Il passaggio dalla prototipazione alla produzione industriale

La strategia di Formlabs è diventata più evidente con l’estensione dell’offerta verso sistemi in grado di realizzare volumi produttivi maggiori.

Nel giugno 2026 Formlabs ha presentato Fuse X1, una piattaforma SLS di grande formato sviluppata per applicazioni industriali e per la produzione di componenti in quantità più elevate.

Formlabs ha indicato per Fuse X1 un volume di costruzione di 330 × 330 × 565 millimetri e ha progettato il sistema per combinare maggiore produttività, gestione automatizzata delle polveri e un flusso di lavoro semplificato.

Il sistema include inoltre tecnologie denominate Adaptive Thermal Control e Print Intelligence. Secondo Formlabs, quest’ultima utilizza strumenti basati sull’intelligenza artificiale per individuare potenziali problemi e migliorare l’affidabilità del processo di stampa.

Tra le aziende indicate da Formlabs come utilizzatrici delle prime unità Fuse X1 figurano Tesla, Radio Flyer e Autotiv Manufacturing. Formlabs ha dichiarato che, nei quattro mesi precedenti alla presentazione pubblica del sistema, i clienti coinvolti avevano prodotto più di 30.000 componenti con le unità Fuse X1.

L’obiettivo è ridurre la distanza tra stampa additiva e processi produttivi tradizionali, soprattutto nelle situazioni in cui sono richieste serie limitate, componenti personalizzati o una produzione distribuita.

Formlabs supera i 250 milioni di dollari di ricavi

La fase nella quale arriva Dan Riccio coincide anche con una maggiore apertura di Formlabs sulla propria situazione economica.

In occasione della presentazione di Fuse X1, Formlabs ha comunicato che i ricavi annuali hanno superato i 250 milioni di dollari nel 2025. L’azienda ha inoltre dichiarato di essere rimasta profittevole per più di due anni e di aver raggiunto un margine di free cash flow superiore al 10%.

Si tratta di dati comunicati direttamente da Formlabs che aiutano però a comprendere la dimensione raggiunta dall’azienda.

La questione per Formlabs non è quindi più soltanto dimostrare che la stampa 3D professionale può essere resa più accessibile. La sfida consiste nel trasformare una piattaforma tecnologica già diffusa in uno strumento utilizzabile su una scala produttiva più ampia.

Ed è proprio nel passaggio tra un prodotto tecnologicamente valido e una piattaforma industriale scalabile che l’esperienza di dirigenti provenienti da Apple, Cognex Corporation e Amazon può assumere un peso maggiore.

Max Lobovsky diventa Chairman senza lasciare il ruolo di CEO

Parallelamente all’ingresso di Riccio, Formlabs ha modificato la propria struttura di governance.

Maxim “Max” Lobovsky, cofondatore e CEO di Formlabs, ha assunto anche la carica di Chairman del consiglio di amministrazione.

Lobovsky prende il posto del cofondatore Natan Linder, che lascia il consiglio dopo circa quindici anni. Linder non interromperà però il rapporto con Formlabs e continuerà a collaborare con la società come strategic advisor.

La transizione mantiene quindi nella struttura strategica dell’azienda entrambi i principali protagonisti della fase iniziale di Formlabs, ma ridefinisce le rispettive responsabilità.

Lobovsky concentra nelle proprie mani il ruolo di CEO e quello di Chairman proprio mentre Formlabs entra in una fase nella quale prodotto, organizzazione e strategia industriale devono procedere in maniera strettamente coordinata.

Dávid Lakatos diventa President di Formlabs

Un altro cambiamento riguarda Dávid Lakatos, uno dei primi dipendenti di Formlabs e figura centrale nello sviluppo dei prodotti dell’azienda.

Lakatos, che ha ricoperto il ruolo di Chief Product Officer, è stato nominato President di Formlabs ed entra anche nel consiglio di amministrazione.

La sua esperienza all’interno della società supera il decennio ed è legata allo sviluppo di gran parte della piattaforma hardware, software e materiali di Formlabs.

Prima dell’esperienza in Formlabs, Lakatos aveva fondato Sold., servizio successivamente acquisito da Dropbox, ed era stato tra i fondatori di FabLab Budapest.

La nomina a President rafforza quindi il peso della funzione prodotto nella struttura dirigenziale di Formlabs. È un segnale coerente con una fase nella quale la capacità di trasformare ricerca e sviluppo in sistemi industriali affidabili diventa uno dei principali fattori competitivi.

Nadia Shouraboura assume il ruolo di Lead Director

La riorganizzazione coinvolge anche Nadia Shouraboura, presente nel consiglio di amministrazione di Formlabs dal 2022 e ora nominata Lead Director.

Shouraboura porta nella governance di Formlabs un’esperienza maturata soprattutto in Amazon, dove ha fatto parte del gruppo dirigente che lavorava direttamente con Jeff Bezos e ha guidato attività legate alla supply chain e al fulfillment internazionale.

Per un produttore hardware come Formlabs, la gestione della supply chain assume un’importanza particolare. Stampanti, laser, sistemi ottici, componenti elettronici, materiali e parti meccaniche devono essere coordinati all’interno di una struttura produttiva e distributiva globale.

La presenza di Shouraboura accanto a figure come Riccio e Willett mostra quindi una composizione del consiglio sempre più orientata non soltanto alla tecnologia, ma anche alla capacità di portare quella tecnologia su scala internazionale.

Un consiglio costruito attorno al problema della scala

Considerati insieme, i cambiamenti annunciati da Formlabs suggeriscono una direzione precisa.

Dan Riccio porta l’esperienza di Apple nella progettazione e industrializzazione di hardware complesso. Rob Willett porta le competenze sviluppate in Cognex Corporation nella machine vision, nell’automazione e nella gestione di un’impresa industriale globale. Nadia Shouraboura porta l’esperienza di Amazon nella supply chain e nelle operazioni. Dávid Lakatos rappresenta invece la continuità della cultura di prodotto costruita all’interno di Formlabs.

Max Lobovsky rimane al centro della struttura come CEO e Chairman.

La combinazione appare costruita per affrontare uno dei problemi principali della manifattura additiva: passare da una tecnologia utilizzata da progettisti, laboratori e reparti di prototipazione a una piattaforma capace di assumere un ruolo stabile nei processi produttivi delle aziende.

La vera sfida sarà rendere la stampa 3D un’infrastruttura produttiva

L’ingresso di Dan Riccio non garantisce automaticamente che Formlabs riesca a raggiungere questo obiettivo. Il settore della stampa 3D ha attraversato negli anni diverse fasi di entusiasmo, consolidamento e revisione delle aspettative.

Per Formlabs, la crescita futura dipenderà dalla possibilità di dimostrare che le proprie tecnologie possono offrire vantaggi economici e operativi misurabili rispetto alle alternative tradizionali.

Costo per componente, produttività, affidabilità, manutenzione, disponibilità dei materiali e integrazione nei processi aziendali saranno parametri più importanti della semplice velocità della macchina.

La decisione di Riccio di investire personalmente in Formlabs rende però il suo coinvolgimento diverso da una normale collaborazione professionale. L’ex dirigente Apple lega una parte del proprio capitale alla crescita della società e parteciperà contemporaneamente alle decisioni strategiche che riguardano prodotto, progettazione e capacità di scalare le operazioni.

Per Formlabs si apre così una fase nella quale la stampa 3D viene presentata sempre meno come tecnologia destinata esclusivamente alla prototipazione e sempre più come componente di una nuova infrastruttura produttiva digitale.

Dopo aver contribuito per decenni allo sviluppo di hardware destinato al mercato consumer attraverso Apple, Dan Riccio proverà ora a trasferire parte di quella esperienza in un settore molto diverso: quello delle macchine che consentono alle aziende di produrre direttamente gli oggetti progettati in digitale.

Il risultato di questa collaborazione dipenderà dalla capacità di Formlabs di trasformare competenze, prodotti e crescita commerciale in processi industriali realmente scalabili. È su questo terreno, più che sul prestigio del nome di un ex dirigente Apple, che si misurerà il peso dell’ingresso di Riccio nella storia di Formlabs.

“Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)”

Di Fantasy

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