DEEP Manufacturing rafforza gli standard di sicurezza per la produzione WAAM ottenendo la certificazione ISO 45001 con DNV
DEEP Manufacturing (Regno Unito), azienda specializzata in produzione additiva metallica di grande formato, ha annunciato di aver ottenuto la certificazione ISO 45001 rilasciata da DNV, inserendo la gestione della salute e sicurezza sul lavoro dentro un quadro riconosciuto a livello internazionale. Per un impianto che opera con processi di Wire Arc Additive Manufacturing (WAAM)—dove l’arco elettrico, la movimentazione robotizzata e l’energia termica sono parte integrante della produzione—la formalizzazione dei protocolli non riguarda solo la conformità, ma anche la capacità di mantenere costanti qualità e tempi di consegna mentre cresce il volume produttivo.
Che cos’è ISO 45001 e perché conta in un contesto industriale WAAM
ISO 45001 è lo standard internazionale per i sistemi di gestione della salute e sicurezza sul lavoro (OH&S): definisce requisiti e una struttura organizzativa per identificare pericoli, valutare rischi, implementare controlli, verificare l’efficacia delle misure e migliorare nel tempo. In pratica, non “certifica” l’assenza di incidenti, ma certifica che l’azienda ha un sistema coerente e verificabile per prevenire infortuni e malattie professionali, gestire obblighi legali e tenere sotto controllo le prestazioni OH&S. Nel contesto di un’officina WAAM—dove entrano in gioco saldatura ad arco, fumi, calore, movimentazione di pezzi grandi e automazione—un sistema di gestione ben progettato riduce la variabilità operativa e rende più robusta la scalabilità.
Il legame tra certificazione OH&S e “industrializzazione” della WAAM
La WAAM è spesso scelta per componenti di grandi dimensioni perché unisce alte velocità di deposito e buon impiego del materiale, con lavorazioni di finitura successive per arrivare a quote e rugosità richieste. Tuttavia, più si spinge su produttività e sincronizzazione di isole robotiche, più diventano determinanti procedure, addestramento, manutenzione, gestione dei rischi e disciplina di processo. È su questo punto che la certificazione ISO 45001 viene presentata come un tassello che “abilita” ciò che viene dopo: aumentare la capacità produttiva, mantenere qualità ripetibile e consegnare con continuità, soprattutto quando la WAAM esce dalla fase “prototipale” ed entra in supply chain regolamentate (navale, offshore, energia, difesa, aerospazio).
DNV e la traiettoria di certificazioni: da AiP ad Approval of Manufacture
La notizia della ISO 45001 arriva dopo un percorso già impostato con DNV: in precedenza DEEP Manufacturing aveva ottenuto un’Approval in Principle (AiP) e, successivamente, il full Approval of Manufacture (AoM) per la WAAM. L’AoM, per come viene riportato da più testate di settore, copre la produzione WAAM per recipienti in pressione, pressure vessels for human occupancy (recipienti in pressione per ambienti abitabili) e strutture/scafi ed equipaggiamenti. In altre parole, il messaggio combinato è: da un lato qualifica del processo e della capacità di fabbricare secondo requisiti, dall’altro sistema di gestione della sicurezza del lavoro verificato da terza parte.
Sicurezza e sostenibilità: dove la WAAM può aiutare, e dove servono misure concrete
Nel dibattito “sostenibilità” legato alla WAAM, i punti tecnici citati più spesso sono l’efficienza di utilizzo del materiale (riduzione del buy-to-fly rispetto a lavorazioni sottrattive in casi adatti) e la possibilità di ottenere geometrie ottimizzate che, in specifiche applicazioni, riducono massa e quindi impatti a valle. Allo stesso tempo, la WAAM è un processo a fusione elettrica e quindi può essere energivoro: per questo, le valutazioni credibili passano da analisi LCA e confronti caso per caso (materiale, geometria, fabbricazione alternativa, quantità prodotte). Alcuni studi su componenti strutturali in acciaio hanno comparato l’impatto ambientale cradle-to-gate di elementi WAAM ottimizzati rispetto a profili tradizionali, proprio per capire quando il bilancio ambientale si sposta a favore dell’una o dell’altra soluzione.
Perché la certificazione ISO 45001 viene letta anche come “assicurazione” per clienti regolamentati
In molti settori industriali—e in particolare dove esistono audit e qualifiche fornitore—la certificazione di terza parte viene usata come evidenza oggettiva che processi e responsabilità sono strutturati. DNV descrive ISO 45001 come uno strumento che dimostra un sistema conforme e orientato al miglioramento continuo, con ricadute su affidabilità e riduzione dei rischi operativi. Per un produttore WAAM che mira a componenti mission-critical, questo tipo di evidenza può pesare quanto una prestazione meccanica: perché parla di come l’azienda lavora, non solo di cosa produce.
Il contesto tecnologico: WAAM tra grandi componenti e varianti di precisione
Nello stesso articolo viene richiamata la varietà di applicazioni: dalla produzione di componenti per difesa (esempi di parti validate con test di laboratorio e prove sul campo) fino alla ricerca su varianti più fini come µ-WAAM, che usa filo metallico di 250 µm per spingersi verso pezzi piccoli e dettagliati mantenendo una logica wire + arc. È un promemoria utile: la WAAM non è una sola macchina o un solo caso d’uso, ma una famiglia di configurazioni che vanno dalla deposizione ad alto tasso per strutture grandi fino a setup sperimentali per aumentare risoluzione e controllo del cordone.
Cosa aspettarsi dopo: standard, tracciabilità e integrazione con la qualità di processo
Se la direzione è portare WAAM dentro filiere che richiedono ripetibilità e certificazione, i passaggi tipici includono: maggiore tracciabilità dei parametri (corrente, tensione, feed del filo, velocità), controllo termico e distorsioni, procedure di qualifica materiale/processo e integrazione con standard ISO/ASTM dedicati alla produzione additiva. In parallelo, cresce l’uso di strumenti digitali (monitoraggi, modelli predittivi, gemelli digitali) per ridurre scarti e rilavorazioni, che spesso sono tra le voci più impattanti su costi e tempi quando si passa a produzione reale.
