Filament2 ottiene un brevetto per un ugello “a pelatura” che abilita nuovi materiali nella stampa FFF
Filament2 ha annunciato di aver ottenuto un brevetto legato al proprio sistema di estrusione coassiale, pensato per espandere in modo significativo la gamma di materiali utilizzabili su stampanti FFF/FDM con modifiche limitate alla testina. La logica è diversa dal filamento tradizionale: invece di un materiale plastico solido, si utilizza una struttura “tubo + contenuto” che consente di trasportare sostanze che normalmente non sarebbero gestibili in forma di filamento.
Come funziona: il “filamento” è un tubo cavo che trasporta un materiale in pasta
Nel modello descritto pubblicamente, l’elemento avvolto su bobina non è un filamento pieno, ma un tubo cavo che mantiene all’interno il vero materiale di stampa. Questo materiale può essere una pasta o una sostanza non adatta ai sistemi FFF standard (ad esempio silicone, adesivi, paste polimeriche o materiali alimentari), perché il tubo fa da “contenitore meccanico” durante l’alimentazione nell’estrusore. Filament2 descrive questa impostazione come tecnologia Core Tube, già associata alla possibilità di usare materiali pastosi oltre ai polimeri classici.
Il cuore del brevetto: il “peeling nozzle” separa il tubo e instrada il materiale nel canale di estrusione
La pubblicazione brevettuale citata è WO2025262554A1, intitolata “A peeling nozzle”. Nell’abstract disponibile, l’ugello include un canale per il tubo-core e un meccanismo di “peeling” che “pela”/apre il tubo, permettendo al materiale di core di fluire in un canale dedicato. Questa parte è centrale perché consente di “liberare” il contenuto del tubo vicino alla zona di deposizione, evitando che il tubo stesso debba fondere come un filamento tradizionale.
Perché è coassiale: un approccio “contenitore + contenuto” invece di due estrusori separati
Il concetto si distingue dalle soluzioni multi-materiale classiche (due hotend o sistemi di cambio filamento) perché la coassialità qui è legata alla struttura del consumabile: un tubo esterno che garantisce forma e alimentazione, e un contenuto interno che rappresenta il vero materiale “stampabile”. La stampante, vista dall’esterno, può sembrare una FFF convenzionale (bobina, estrusore, deposizione a strati), ma il comportamento del materiale e della testina è diverso e più vicino a un’estrusione a freddo o a bassa temperatura, a seconda della chimica del contenuto.
Applicazione chiave: silicone in due componenti e collaborazione con Prusa Research
Una delle applicazioni evidenziate riguarda la stampa di silicone: Filament2 ha lavorato su una soluzione in cui il tubo contiene una miscela o un sistema legato al silicone, con l’obiettivo di ottenere un oggetto in silicone dopo la deposizione. In parallelo, Filament2 comunica di avere una collaborazione con Prusa Research per portare la stampa in silicone sulla piattaforma Original Prusa XL tramite una testina dedicata. Questo punto è rilevante perché mostra un percorso di integrazione con un produttore di stampanti, non limitato a un kit “universale”, ma pensato per un ecosistema specifico.
Materiali potenziali oltre il silicone: poliuretani, ceramiche, adesivi e paste tecniche
Nelle comunicazioni e nelle coperture stampa legate a Core Tube, viene indicata la possibilità di estendere il principio a materiali pastosi come poliuretani, ceramiche, adesivi e anche sostanze alimentari, cioè categorie che normalmente richiedono estrusori a siringa o sistemi di deposizione dedicati. L’idea industriale è ridurre la barriera d’ingresso: usare una piattaforma FFF diffusa, intervenendo soprattutto sulla testina e sul consumabile, anziché acquistare una macchina completamente diversa.
Implicazioni di mercato: protezione dell’invenzione e modello di partnership
Il brevetto mira a proteggere Filament2 da copie dirette e a sostenere una strategia di crescita basata su accordi con produttori di stampanti, simile a quanto fatto con Prusa Research. In questa prospettiva, la proprietà intellettuale diventa un elemento per negoziare integrazioni e distribuire la tecnologia su piattaforme di terzi, soprattutto se l’obiettivo è trasformare il sistema in un’opzione standard per utenti che già possiedono stampanti FFF.
