Fortastra e Hadrian hanno firmato un Memorandum of Understanding per valutare l’impiego della produzione additiva e di altre tecnologie avanzate nella progettazione e nella produzione di veicoli spaziali. L’accordo mette in contatto due aziende con competenze complementari: Fortastra sviluppa satelliti manovrabili e autonomi destinati alla sicurezza delle infrastrutture orbitali, mentre Hadrian sta costruendo negli Stati Uniti una rete di fabbriche fortemente automatizzate per i settori aerospaziale e della difesa.

La stampa 3D rappresenta una parte importante del programma, ma non è l’unica tecnologia presa in considerazione. Le due aziende intendono valutare un insieme molto più ampio di processi produttivi, combinando additive manufacturing, lavorazioni CNC, tecnologie ibride, automazione e progettazione orientata alla producibilità.

L’obiettivo non è semplicemente realizzare qualche componente sperimentale. Fortastra vuole capire quali processi possano essere integrati fin dalle prime fasi della progettazione dei propri satelliti per abbreviare i tempi di sviluppo e creare successivamente una produzione scalabile.

Un accordo ancora nella fase di valutazione

È importante distinguere il Memorandum of Understanding da un vero contratto di produzione.

Fortastra e Hadrian non hanno annunciato volumi, valori economici dell’accordo o componenti specifici che verranno prodotti mediante stampa 3D. Il memorandum crea invece un quadro nel quale i gruppi di ingegneria delle due aziende potranno lavorare insieme e valutare quali tecnologie siano adatte alle diverse parti delle piattaforme satellitari.

Questa impostazione consente di affrontare uno dei problemi più frequenti nell’introduzione dell’additive manufacturing nei settori regolamentati.

La decisione di stampare in 3D un componente non dovrebbe arrivare alla fine del progetto, quando la geometria è stata già sviluppata pensando alle lavorazioni tradizionali. I maggiori vantaggi vengono ottenuti quando il processo produttivo viene considerato già durante la progettazione.

Per questo gli ingegneri di Hadrian entreranno nelle revisioni progettuali e nelle valutazioni Design for Manufacturing di Fortastra.

Le possibilità offerte dalla produzione additiva potranno così influenzare direttamente la geometria dei componenti.

Fortastra sviluppa satelliti capaci di muoversi autonomamente in orbita

Fortastra opera in un segmento particolare del mercato spaziale.

L’azienda sviluppa veicoli spaziali manovrabili destinati alla protezione e alla sorveglianza delle infrastrutture in orbita. La piattaforma è concepita per poter navigare autonomamente, avvicinarsi a un oggetto, raccogliere informazioni e reagire a situazioni nelle quali l’intervento umano potrebbe non essere abbastanza rapido.

L’architettura software è pensata come un sistema aperto e interoperabile, nel quale capacità di rilevamento, navigazione, coordinamento e risposta possono essere integrate nello stesso veicolo.

Fortastra punta inoltre a mantenere i satelliti relativamente economici, perché il modello operativo prevede la possibilità di schierarne numerosi anziché affidarsi esclusivamente a poche piattaforme di costo molto elevato.

Questo aspetto rende la produzione particolarmente importante.

Progettare un satellite sperimentale e costruirne uno o due esemplari è un problema industriale differente rispetto alla capacità di produrre un’intera flotta.

Per Fortastra la fabbricazione deve quindi essere considerata parte integrante dell’architettura del prodotto.

Dalla SpaceX alla produzione additiva: le competenze del gruppo Fortastra

Il management e gli ingegneri di Fortastra comprendono professionisti provenienti da aziende che hanno avuto un ruolo significativo nello sviluppo delle nuove tecnologie aerospaziali, tra cui SpaceX, Relativity Space, Divergent e Hermeus.

È un background interessante anche dal punto di vista dell’additive manufacturing.

Relativity Space, per esempio, ha costruito una parte importante della propria strategia industriale sull’utilizzo della stampa 3D di grande formato per i sistemi di lancio, mentre Divergent utilizza la produzione additiva metallica all’interno di un sistema produttivo altamente automatizzato.

Questa esperienza contribuisce a spiegare perché Fortastra non stia considerando la stampa 3D esclusivamente come tecnologia per prototipi.

La domanda centrale è piuttosto come trasformarla in uno strumento industriale capace di sostenere la produzione ripetibile di hardware destinato al volo.

Hadrian costruisce fabbriche automatizzate per aerospazio e difesa

Hadrian affronta lo stesso problema partendo dal lato della produzione.

L’azienda statunitense ha sviluppato fabbriche fortemente automatizzate dedicate alla produzione di componenti di precisione per aerospazio e difesa.

Alla base del sistema si trova Opus, la piattaforma software proprietaria con cui Hadrian gestisce automazione, produzione e controllo qualità.

Opus interpreta i dati dei componenti da produrre, coordina diverse fasi del processo e punta a ridurre una parte delle attività manuali che caratterizzano le officine tradizionali.

Hadrian offre diversi modelli produttivi.

Può realizzare singoli componenti per i clienti, mettere a disposizione celle produttive dedicate oppure sviluppare vere e proprie fabbriche destinate a uno specifico programma.

Il concetto viene definito dall’azienda Factories-as-a-Service.

L’obiettivo è consentire ai clienti del settore difesa di aumentare la capacità produttiva senza dover costruire internamente da zero ogni nuova linea.

Hadrian Additive nasce per portare la stampa 3D dalla prototipazione alla produzione

Nel gennaio 2026 Hadrian ha creato una divisione specifica dedicata all’additive manufacturing.

Hadrian Additive è guidata da Matthew Parker, Vice President of Additive Manufacturing dell’azienda.

Parker proviene dal settore della produzione additiva industriale e ha ricoperto ruoli dirigenziali in Morf3D, società statunitense specializzata nella produzione additiva metallica successivamente acquisita da Nikon e integrata nelle attività che oggi fanno capo a Nikon AM Synergy.

La filosofia dichiarata da Hadrian consiste nel superare l’impiego della stampa 3D confinato ai prototipi.

Il sistema viene sviluppato per rispondere ai requisiti di qualificazione, ripetibilità, tracciabilità e capacità produttiva richiesti dai programmi di difesa.

Al momento della presentazione della divisione, Hadrian non aveva indicato pubblicamente quali modelli di stampanti industriali sarebbero stati utilizzati.

La scelta è significativa: l’azienda presenta la propria offerta principalmente come sistema produttivo e non come semplice insieme di macchine.

Metallo e polimeri: diverse tecnologie additive saranno messe alla prova

La collaborazione con Fortastra prevede la valutazione di diversi processi di stampa 3D.

Tra questi rientrano la produzione additiva di metalli e polimeri, il Directed Energy Deposition, o DED, e il Binder Jetting.

Sono tecnologie molto differenti.

La produzione additiva metallica basata sulla fusione selettiva di polveri permette di ottenere componenti complessi con condotti interni, strutture alleggerite e geometrie difficili da realizzare con lavorazioni sottrattive.

Il Directed Energy Deposition utilizza invece una fonte energetica concentrata per fondere materiale depositato durante il processo e può risultare interessante per componenti di dimensioni maggiori, aggiunta di materiale su strutture esistenti o riparazioni.

Nel Binder Jetting viene depositato un legante su un letto di polvere, creando un componente che viene successivamente sottoposto a processi termici per ottenere le caratteristiche finali.

Per i satelliti non esiste quindi una sola “stampa 3D”.

Fortastra e Hadrian vogliono verificare quale processo abbia senso per ciascun componente in funzione di materiale, dimensioni, precisione, costo, volume produttivo e requisiti di qualificazione.

Anche CNC, EDM e laser rimangono fondamentali

L’accordo non propone una contrapposizione tra additive manufacturing e lavorazioni tradizionali.

La valutazione comprende infatti anche fresatura e tornitura CNC di precisione, elettroerosione EDM e taglio laser.

È una scelta coerente con il modo in cui viene prodotta buona parte dell’hardware aerospaziale.

Un componente stampato in metallo raramente esce dalla macchina completamente pronto per il montaggio.

Superfici di accoppiamento, sedi di cuscinetti, fori di precisione e filettature possono richiedere lavorazioni CNC successive.

La stampa 3D diventa quindi una fase all’interno di una catena produttiva più complessa.

Hadrian vuole integrare queste lavorazioni nello stesso ambiente automatizzato, evitando che il pezzo attraversi una lunga successione di fornitori diversi.

Cold spray e friction stir welding ampliano il campo delle tecnologie

Fortastra e Hadrian valuteranno anche processi ibridi ed emergenti.

Tra questi figura il cold spray, nel quale particelle metalliche vengono accelerate a velocità elevate e depositate su una superficie senza richiedere la completa fusione del materiale.

Il processo può essere impiegato per creare rivestimenti, ripristinare materiale oppure produrre determinate geometrie metalliche.

Un’altra tecnologia inclusa nel programma è la friction stir welding, saldatura allo stato solido nella quale un utensile rotante genera calore attraverso l’attrito e mescola il materiale lungo la linea di giunzione.

La tecnica è interessante soprattutto per alcune leghe leggere utilizzate nel settore aerospaziale.

Nella valutazione compare anche la deposizione di materiali compositi.

Il quadro che emerge è quindi quello di una futura fabbrica nella quale la tecnologia produttiva viene scelta in funzione del componente anziché costringere l’intero satellite ad adattarsi a un unico processo.

La sfida non è stampare il pezzo, ma qualificarlo per lo spazio

Nel settore spaziale la produzione di un componente rappresenta soltanto una parte del problema.

L’hardware deve dimostrare di poter funzionare in condizioni caratterizzate da vibrazioni durante il lancio, forti variazioni termiche, vuoto e lunghi periodi nei quali un intervento di manutenzione può essere impossibile.

Fortastra porterà nella collaborazione la propria esperienza nella qualificazione di hardware destinato al volo.

L’azienda fa riferimento a requisiti e metodologie provenienti da diverse famiglie di standard, tra cui MIL-STD, gli standard NASA, quelli utilizzati dalla Space Systems Command statunitense e gli standard ECSS sviluppati per i programmi spaziali europei.

Per Hadrian questo rappresenta un elemento importante.

La produzione additiva deve dimostrare non soltanto che una parte possa essere realizzata, ma anche che lo stesso processo possa produrre risultati prevedibili e ripetibili.

Materiale di partenza, parametri di processo, orientamento, trattamento termico, rimozione dei supporti, lavorazioni successive e controlli devono quindi diventare parte di una catena documentata.

La collaborazione riguarda direttamente il Design for Additive Manufacturing

Un altro punto centrale sarà il rapporto tra gli ingegneri delle due società.

Secondo Sahil Desai, Vice President of Product di Fortastra, il lavoro non sarà gestito soltanto dai dirigenti delle due aziende. I gruppi tecnici dovranno collaborare direttamente durante lo sviluppo.

Per Hadrian questo rappresenta anche un modo per capire quali capacità additive servano davvero a un costruttore di satelliti.

La divisione Hadrian Additive è infatti ancora nella fase di espansione.

Fortastra può diventare quindi uno dei clienti attraverso i quali Hadrian definisce materiali, processi, controlli e capacità produttive da integrare nelle proprie fabbriche.

È un rapporto diverso dalla normale relazione cliente-fornitore.

Il produttore del satellite contribuisce alla definizione del sistema produttivo, mentre il fornitore interviene sulle scelte progettuali prima che il componente venga congelato.

Ridurre il numero di parti può essere importante quanto ridurre il peso

Nella produzione aerospaziale uno dei vantaggi più interessanti dell’additive manufacturing è la possibilità di consolidare diversi componenti in un’unica parte.

Un assieme formato da più elementi lavorati separatamente può richiedere viti, saldature, staffe, guarnizioni e numerose operazioni di assemblaggio e controllo.

Una geometria riprogettata per la produzione additiva può in alcuni casi incorporare diverse funzioni in un unico componente.

Questo non significa che ogni assieme debba diventare monolitico.

Quando però la soluzione è tecnicamente conveniente, la riduzione del numero delle parti può avere effetti sul peso, sui tempi di assemblaggio, sulla gestione della distinta base e sul numero di fornitori necessari.

Per una società come Fortastra, che punta alla costruzione seriale di satelliti, questi fattori possono essere altrettanto importanti del semplice risparmio di materiale.

Una supply chain più corta per programmi che devono muoversi velocemente

Il problema della catena di fornitura è particolarmente rilevante nei programmi aerospaziali e della difesa.

Un singolo componente può passare attraverso produttori differenti per lavorazione, trattamento termico, finitura superficiale, controllo dimensionale e certificazione.

Ogni passaggio aggiunge tempi e dipendenze.

Il modello di Hadrian punta invece ad accentrare più lavorazioni all’interno di un’infrastruttura produttiva automatizzata.

Per Fortastra questo potrebbe tradursi in una maggiore visibilità sullo stato dei componenti e in tempi più prevedibili tra modifica progettuale e produzione del nuovo hardware.

È particolarmente importante durante la fase di sviluppo.

Se una modifica a un satellite richiede mesi per attraversare la supply chain, il ritmo delle iterazioni progettuali viene inevitabilmente rallentato.

Hadrian sta aumentando rapidamente la propria capacità produttiva

L’accordo con Fortastra arriva durante una fase di forte espansione di Hadrian.

Nel luglio 2025 l’azienda aveva annunciato 260 milioni di dollari di nuovo capitale, accompagnati da investimenti destinati all’ampliamento delle strutture produttive.

Tra gli impianti più importanti figura Factory 3 a Mesa, in Arizona, una struttura di circa 270.000 piedi quadrati sviluppata per incrementare la capacità industriale dell’azienda.

Hadrian dispone inoltre di attività produttive e di ricerca a Torrance, in California.

L’espansione non riguarda esclusivamente l’additive manufacturing. La strategia consiste nella creazione di un’infrastruttura capace di gestire componenti, assiemi e sistemi completi attraverso una combinazione di macchine, software, automazione e controllo qualità.

La produzione additiva viene ora inserita all’interno di questa architettura.

Dai prototipi alla produzione seriale di satelliti

Il punto più interessante dell’accordo tra Fortastra e Hadrian è proprio il passaggio dalla prototipazione alla produzione.

La stampa 3D ha trovato spazio nel settore aerospaziale inizialmente perché permetteva di produrre rapidamente componenti sperimentali e geometrie difficili.

Il problema successivo è industrializzarla.

Una flotta di satelliti richiede processi ripetibili, materiali qualificati, controllo statistico, gestione delle revisioni e capacità di aumentare il volume senza modificare continuamente il processo.

Hadrian Additive è stata creata dichiaratamente per affrontare questo secondo problema.

Fortastra, dal canto suo, vuole evitare che una piattaforma progettata velocemente diventi successivamente difficile da produrre nelle quantità richieste.

Il Memorandum of Understanding porta quindi produzione e progettazione nello stesso percorso di sviluppo.

La stampa 3D diventa una parte di una fabbrica digitale più ampia

La collaborazione mostra anche come stia cambiando il ruolo dell’additive manufacturing nel settore aerospaziale.

La stampante 3D non viene più considerata necessariamente come un reparto autonomo.

Può diventare una macchina inserita in una catena digitale che comprende software di progettazione, gestione della produzione, post-processing, lavorazione CNC, controllo qualità e tracciabilità.

È questa l’impostazione che Hadrian sta cercando di costruire attraverso Opus e la propria rete di fabbriche.

Per Fortastra il vantaggio potenziale consiste nella possibilità di sviluppare un componente e portarlo dalla fase digitale alla produzione attraverso un sistema maggiormente integrato.

L’effettivo risultato della collaborazione dipenderà ora dalle tecnologie che supereranno le fasi di valutazione e qualificazione.

Il memorandum non identifica ancora quali parti dei satelliti verranno stampate in 3D né quale processo sarà selezionato per la produzione.

Mostra però una direzione precisa: nella nuova industria spaziale statunitense il problema non è più soltanto progettare satelliti più avanzati, ma costruire un sistema industriale capace di produrli rapidamente, con qualità controllata e in quantità molto maggiori rispetto ai programmi spaziali tradizionali.

Per Fortastra e Hadrian, l’additive manufacturing sarà una delle tecnologie da mettere alla prova per raggiungere questo obiettivo, integrata con lavorazioni tradizionali, processi ibridi, automazione e qualificazione dell’hardware per il volo.

Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)

Di Fantasy

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