La Cina sta rafforzando il quadro normativo dedicato alla produzione additiva metallica con l’entrata in vigore, dal 1° agosto 2026, di sei nuovi standard nazionali che intervengono su differenti punti della catena produttiva: materie prime, processi di fabbricazione, classificazione della qualità dei componenti, controlli non distruttivi e qualificazione del personale.
Gli standard sono stati pubblicati dalla State Administration for Market Regulation (SAMR) e dalla Standardization Administration of China (SAC) e mostrano come l’attenzione del sistema industriale cinese si stia spostando dalla semplice disponibilità delle tecnologie additive alla costruzione di procedure condivise per utilizzarle nella produzione.
Il passaggio è particolarmente importante per l’additive manufacturing metallico. Quando un componente viene utilizzato nei settori aerospaziale, ferroviario, energetico o industriale, non è sufficiente dimostrare che una macchina sia in grado di stamparlo. Occorre stabilire quali caratteristiche debba avere la polvere, come debba essere controllato il processo, quali difetti siano accettabili, come debba essere effettuata l’ispezione e quali competenze debba possedere chi coordina la produzione.
Le sei norme cinesi affrontano proprio questi aspetti.
A queste si aggiunge un settimo standard, dedicato alla produzione mediante Laser Powder Bed Fusion di componenti in leghe di alluminio e materiali compositi, la cui entrata in vigore è prevista per il 1° settembre 2026.
Non sei standard isolati, ma una parte della stessa catena produttiva
La caratteristica più interessante del pacchetto normativo cinese è la sua ampiezza.
Gli standard non riguardano soltanto le macchine o un particolare processo di stampa.
La copertura parte dalle polveri metalliche, prosegue attraverso la produzione del componente, definisce criteri per valutarne la qualità, introduce strumenti comuni per l’ispezione delle cavità interne e arriva fino alla qualificazione delle persone responsabili del coordinamento delle attività di additive manufacturing.
È una struttura che riflette la progressiva industrializzazione della tecnologia.
In una fase iniziale della stampa 3D metallica, gran parte dell’attenzione era concentrata sulle prestazioni delle macchine: numero di laser, dimensioni del volume di costruzione, velocità e potenza.
Quando la tecnologia entra nella produzione seriale, questi parametri non bastano più.
La questione diventa garantire che un componente prodotto oggi da una determinata macchina possa avere caratteristiche confrontabili con lo stesso componente prodotto domani, eventualmente su un altro sistema o in un altro stabilimento.
Gli standard servono precisamente a costruire questa ripetibilità.
GB/T 47005-2026: una norma per la deposizione DED delle leghe di titanio
Il primo dei sei documenti è GB/T 47005-2026, dedicato alla produzione di componenti in lega di titanio mediante Laser Directed Energy Deposition, DED-LB.
Nel processo DED il materiale, generalmente sotto forma di polvere o filo, viene alimentato direttamente nella zona nella quale un laser crea il bagno di fusione.
La tecnologia è differente dal Laser Powder Bed Fusion.
Nel PBF-LB il componente viene costruito all’interno di un letto di polvere, strato dopo strato. Nel DED il materiale viene invece depositato localmente mentre la testa di lavorazione si sposta rispetto al pezzo.
Questa configurazione permette di produrre componenti di dimensioni molto maggiori rispetto a quelli realizzabili all’interno del volume di una macchina powder bed.
Il DED può inoltre essere utilizzato per riparare componenti esistenti, aggiungere materiale a una parte già prodotta o costruire strutture near-net-shape successivamente rifinite attraverso lavorazioni meccaniche.
La norma cinese definisce requisiti tecnici, metodi di prova, regole di ispezione e condizioni relative alla consegna dei componenti.
Il campo di applicazione comprende importanti leghe di titanio utilizzate dall’industria cinese, tra cui TA15, TC4, TC11, TC17, TC18 e TC21.
TC4 è sostanzialmente la designazione cinese della diffusissima lega Ti-6Al-4V, utilizzata ampiamente nell’aerospazio e in numerosi altri settori ad alte prestazioni.
Un riferimento importante per i grandi componenti aerospaziali
Il DED laser trova una delle proprie applicazioni più interessanti nella produzione di grandi strutture aerospaziali in titanio.
Il titanio offre un’elevata resistenza meccanica in rapporto al peso, buona resistenza alla corrosione e caratteristiche adatte ad applicazioni aeronautiche, ma è un materiale costoso e difficile da lavorare.
Quando un componente viene ricavato interamente da un blocco mediante lavorazione sottrattiva, una parte considerevole del materiale può trasformarsi in truciolo.
L’additive manufacturing permette di avvicinare maggiormente la geometria iniziale a quella definitiva.
Lo standard GB/T 47005-2026 mira quindi a fornire una base comune per un settore nel quale la Cina dispone già di competenze industriali significative.
Alla redazione hanno partecipato università, istituti di ricerca e aziende.
Tra queste compare Xi’an Bright Laser Technologies, conosciuta internazionalmente come BLT, insieme a Xinjinghe Laser Technology Group, Beijing Yuding Additive Manufacturing Research Institute, Guangdong Hanbang Laser Technology, Inner Mongolia First Machinery Group, Beijing Hangxing Machinery Manufacturing e altre realtà industriali.
Sono presenti anche istituzioni come Northwestern Polytechnical University, Beihang University, Nanjing University of Aeronautics and Astronautics, Huazhong University of Science and Technology e Xi’an Jiaotong University.
La composizione del gruppo di lavoro mostra il collegamento diretto tra ricerca, produzione industriale e standardizzazione.
GB/T 47006-2026: classificare la qualità dei componenti PBF-LB
Il secondo standard, GB/T 47006-2026, riguarda la classificazione della qualità e i requisiti di prova dei componenti metallici prodotti mediante Laser Powder Bed Fusion.
È uno dei documenti più significativi del nuovo pacchetto.
Uno dei problemi dell’additive manufacturing consiste infatti nella definizione di ciò che significa esattamente “componente conforme”.
Una parte PBF-LB può contenere porosità, inclusioni, mancanze di fusione, microfessurazioni o altre discontinuità.
Non tutti i difetti hanno però la stessa importanza.
Una piccola porosità può risultare accettabile in un componente utilizzato in un’applicazione non critica, mentre potrebbe essere incompatibile con una parte destinata a sopportare carichi ciclici in un motore aeronautico.
GB/T 47006-2026 introduce quindi un sistema nazionale cinese di classificazione della qualità per le parti metalliche additive e stabilisce criteri relativi anche a difetti come pori e cricche.
La logica è importante perché permette di collegare la qualità richiesta all’applicazione.
Non significa che ogni componente stampato debba raggiungere sempre il massimo livello disponibile.
Significa poter specificare preventivamente quale livello deve raggiungere e poterlo verificare con metodi condivisi.
Dalla macchina al contratto di fornitura
Una classificazione standardizzata può avere conseguenze dirette anche nei rapporti tra produttore e cliente.
Invece di utilizzare specifiche proprietarie differenti per ogni commessa, un contratto può richiamare un determinato livello previsto dalla norma.
Il produttore sa quindi quali prestazioni deve garantire.
Il cliente dispone di criteri comuni per effettuare l’accettazione.
Il laboratorio di prova può eseguire controlli sulla base dello stesso riferimento.
È questo uno degli elementi che trasformano una tecnologia di produzione in una vera infrastruttura industriale.
Tra gli organismi che hanno partecipato alla preparazione di GB/T 47006-2026 figurano il Beijing Institute of Remote Sensing Equipment, il Wuxi Institute of Inspection, Testing and Certification, China General Nuclear Power Engineering e ancora Xi’an Bright Laser Technologies (BLT).
La presenza di soggetti collegati ad aerospazio, energia e controllo qualità mostra quali siano alcuni dei settori nei quali la qualificazione delle parti additive sta assumendo maggiore importanza.
GB/T 47008-2026: un atlante dei difetti osservabili con endoscopia industriale
Il terzo standard, GB/T 47008-2026, affronta un problema tipico della libertà geometrica offerta dall’additive manufacturing.
La stampa 3D permette di produrre condotti interni, canali di raffreddamento e cavità che non potrebbero essere realizzati facilmente attraverso lavorazioni convenzionali.
Questa libertà introduce però una domanda: come si controllano superfici che non possono essere raggiunte direttamente?
Uno degli strumenti utilizzati è l’endoscopia industriale.
Una sonda dotata di sistema ottico viene inserita nella cavità e permette di osservare le superfici interne.
Il problema è che la valutazione delle immagini può diventare soggettiva.
Un ispettore potrebbe classificare una determinata caratteristica come difetto significativo, mentre un altro potrebbe considerarla accettabile.
GB/T 47008-2026 introduce un atlante per l’ispezione endoscopica dei componenti metallici prodotti mediante PBF-LB, comprendente oltre cento immagini standard di riferimento.
L’obiettivo è rendere più uniforme l’interpretazione dei risultati.
Perché le cavità interne sono una questione centrale nella stampa 3D
Il problema è particolarmente importante nei componenti destinati alla propulsione e alla gestione termica.
Un ugello, uno scambiatore di calore o una camera di combustione possono contenere reti di canali interne molto complesse.
La presenza di materiale parzialmente fuso, residui, deformazioni, asperità eccessive o ostruzioni può modificare il flusso del fluido e compromettere le prestazioni.
In altri casi una cavità potrebbe contenere polvere non completamente rimossa.
L’endoscopia non sostituisce necessariamente tecniche come la tomografia computerizzata a raggi X, ma offre uno strumento relativamente diretto per controllare numerose superfici accessibili attraverso aperture e condotti.
Alla stesura dello standard hanno partecipato, tra gli altri, Beijing Power Machinery Institute, Wuxi Institute of Inspection, Testing and Certification, Antai Tianlong Tungsten & Molybdenum Technology, AECC Beijing Institute of Aeronautical Materials, Xi’an Bright Laser Technologies, Shanghai Aerospace Precision Machinery Research Institute e National Innovation Institute of Additive Manufacturing di Xi’an.
La combinazione tra produttori, istituti aerospaziali e organizzazioni dedicate ai controlli è coerente con l’obiettivo della norma.
GB/T 47084-2026: un riferimento per le leghe di alluminio PBF
Il quarto standard, GB/T 47084-2026, riguarda le leghe di alluminio destinate alla produzione mediante Powder Bed Fusion.
L’alluminio è uno dei materiali più importanti per l’espansione dell’additive manufacturing metallico.
Rispetto al titanio e alle superleghe di nichel è particolarmente interessante quando l’obiettivo principale è ridurre la massa.
Le applicazioni spaziano dall’automotive all’aerospazio, dai sistemi termici alle strutture leggere.
Le leghe di alluminio presentano però difficoltà specifiche durante la lavorazione laser, legate alla riflettività, alla conducibilità termica e, per alcune composizioni, alla tendenza alla formazione di cricche.
GB/T 47084-2026 definisce classificazione, composizione dei materiali, requisiti relativi alle proprietà meccaniche e procedure di ispezione e prova.
Alla preparazione hanno partecipato CRRC Industrial Research Institute, Ningbo Zhongyuan New Materials Technology, Northwestern Polytechnical University, Xi’an Bright Laser Technologies, Shanghai Aerospace Precision Machinery Research Institute e GRINM Additive Manufacturing Technology, tra gli altri.
La presenza di CRRC, gruppo legato all’industria ferroviaria cinese, mostra inoltre che la standardizzazione dell’AM metallico non riguarda esclusivamente il settore aerospaziale.
GB/T 47094-2026 porta lo zinco nella normativa nazionale dell’additive manufacturing
Una delle novità meno evidenti ma più interessanti riguarda GB/T 47094-2026, dedicato alle polveri di zinco e leghe di zinco per additive manufacturing.
È la prima introduzione specifica di questa famiglia di materiali nel sistema nazionale cinese dedicato alla produzione additiva.
Lo standard interviene direttamente sulla materia prima.
Definisce parametri relativi alla composizione chimica, distribuzione granulometrica, densità apparente, fluidità e altri requisiti necessari per controllare la qualità della polvere.
Sono inoltre previste indicazioni su prove, ispezione, confezionamento, identificazione, trasporto e conservazione.
Sono aspetti essenziali perché nel Powder Bed Fusion la polvere è parte integrante del processo.
Una variazione della distribuzione granulometrica o della morfologia delle particelle può modificare la stesura dello strato.
Una variazione nella composizione può cambiare le proprietà del materiale.
Umidità, ossidazione e contaminazione possono compromettere il processo.
La qualificazione del feedstock diventa quindi il primo anello della catena di qualità.
Tra le organizzazioni che hanno partecipato alla preparazione dello standard figurano il Guangdong Academy of Sciences Institute of New Materials, Shenzhen Zhongjin Lingnan Technology e il Chengdu Advanced Metal Materials Industrial Technology Research Institute.
Perché lo zinco è interessante per l’additive manufacturing
Le leghe a base di zinco sono meno diffuse nella stampa 3D metallica rispetto a titanio, alluminio, acciai e superleghe di nichel.
Esistono però applicazioni potenziali interessanti.
Lo zinco è utilizzato in leghe da fonderia, sistemi anticorrosione e numerosi prodotti industriali.
In ambito biomedicale viene inoltre studiato per applicazioni degradabili, perché presenta un comportamento differente rispetto ai metalli permanenti tradizionali.
La disponibilità di una specifica nazionale per le polveri non garantisce automaticamente una crescita commerciale di queste applicazioni, ma crea un’infrastruttura tecnica che rende più semplice confrontare materiali provenienti da produttori differenti.
GB/T 47570-2026: standardizzare anche le competenze delle persone
Il sesto standard sposta l’attenzione dalle macchine e dai materiali alle persone.
GB/T 47570-2026 riguarda infatti la qualificazione del personale di coordinamento nella produzione additiva metallica.
È un passaggio significativo.
Una produzione industriale non dipende esclusivamente dal tecnico che avvia la macchina.
Occorre una figura capace di coordinare processi, materiali, documentazione, controlli, requisiti di qualità e responsabilità delle persone coinvolte.
Lo standard stabilisce quindi principi per la qualificazione dei coordinatori di additive manufacturing metallico.
Alla sua elaborazione hanno partecipato China Productivity Center for Machinery, Wuxi Institute of Inspection, Testing and Certification, National Innovation Institute of Additive Manufacturing, Xi’an Bright Laser Technologies, Xinjinghe Laser Technology Group, Shenzhen Kings 3D Printing Technology, China Coal Beijing Coal Mining Machinery e Guangdong Academy of Sciences Institute of New Materials.
Il collegamento con ISO e ASTM
Questo standard possiede un’altra caratteristica importante: GB/T 47570-2026 adotta, con modifiche, ISO/ASTM 52935:2023.
L’International Organization for Standardization e ASTM International stanno costruendo da anni un sistema comune di standard per l’additive manufacturing.
La scelta cinese di utilizzare come base ISO/ASTM 52935 dimostra che Pechino non sta semplicemente costruendo un universo normativo indipendente.
Una parte della strategia consiste anche nell’allinearsi ai riferimenti internazionali, adattandoli alle esigenze nazionali.
Per le imprese che operano su mercati globali questo elemento è particolarmente importante.
Un produttore cinese che lavora per clienti internazionali deve poter dialogare con sistemi di qualificazione utilizzati anche negli Stati Uniti, in Europa e in altri mercati.
GB/T non significa norma obbligatoria
Un elemento da chiarire riguarda la denominazione.
I sei documenti utilizzano la sigla GB/T.
Nel sistema normativo cinese, GB identifica gli standard nazionali obbligatori, mentre GB/T identifica gli standard nazionali raccomandati.
Le nuove norme sull’additive manufacturing non sono quindi, in linea generale, standard obbligatori per qualunque attività di stampa 3D svolta in Cina.
Questo non significa però che abbiano un ruolo marginale.
Uno standard raccomandato può essere inserito in specifiche tecniche, procedure di qualifica, capitolati e contratti.
Quando viene richiamato da un cliente o utilizzato come requisito per una determinata fornitura, diventa il riferimento attraverso cui dimostrare la conformità del processo o del prodotto.
Per settori come aerospazio, energia e trasporti, questo tipo di riferimento può quindi assumere un’importanza pratica considerevole.
Dal 1° settembre un altro standard per l’alluminio
Il pacchetto non si ferma ai sei standard entrati in vigore il 1° agosto.
Dal 1° settembre 2026 entrerà in applicazione GB/T 47195-2026, intitolato “Additive manufacturing — Specification for aluminum alloy and its composite components by laser powder bed fusion”.
Il documento riguarda quindi la produzione mediante PBF-LB non soltanto delle leghe di alluminio, ma anche dei relativi materiali compositi.
La distinzione rispetto a GB/T 47084-2026 è importante.
GB/T 47084 interviene sul materiale, sulle sue classificazioni e sulle relative caratteristiche.
GB/T 47195 porta il discorso direttamente verso la specifica di produzione dei componenti.
Materiale e processo vengono così regolati attraverso documenti complementari.
La Cina sta già preparando la fase successiva
Il ritmo della standardizzazione cinese mostra inoltre che i sei documenti del 1° agosto costituiscono soltanto una parte di un programma più ampio.
Il 30 luglio 2026 sono stati pubblicati nuovi standard nazionali che entreranno in vigore il 1° febbraio 2027.
Tra questi compare la serie GB/T 47929, dedicata alla qualificazione degli operatori della produzione additiva metallica.
La serie comprende principi generali e qualifiche specifiche per operatori di:
- Laser Powder Bed Fusion, PBF-LB;
- Electron Beam Powder Bed Fusion, PBF-EB;
- Laser Directed Energy Deposition, DED-LB;
- Directed Energy Deposition ad arco, DED-Arc.
È inoltre previsto GB/T 47934-2026, relativo alle caratteristiche di processo e alle prestazioni del Powder Bed Fusion metallico per applicazioni critiche.
Si può quindi osservare una progressione precisa.
Prima vengono definite le responsabilità del coordinatore.
Successivamente vengono regolamentate in modo più dettagliato anche le competenze degli operatori delle singole tecnologie.
Dalla sperimentazione alla fabbrica certificabile
Questa evoluzione mostra come stia cambiando la posizione dell’additive manufacturing nell’industria cinese.
Quando una tecnologia viene utilizzata prevalentemente per ricerca o prototipazione, gran parte delle decisioni può essere affidata all’esperienza del singolo laboratorio.
Quando diventa un processo produttivo, ogni passaggio deve essere documentabile.
La polvere deve avere determinate caratteristiche.
La macchina deve operare in condizioni controllate.
Il processo deve essere qualificato.
Il personale deve possedere competenze verificabili.
Il componente deve essere classificato.
I difetti devono essere individuati attraverso procedure condivise.
La documentazione deve permettere di ricostruire ciò che è accaduto.
È questa infrastruttura, più che il semplice numero di stampanti installate, a determinare la maturità industriale di una tecnologia.
Un ruolo importante per BLT e per l’industria cinese della stampa 3D
L’analisi delle organizzazioni coinvolte nella redazione degli standard evidenzia il ruolo assunto da alcuni protagonisti dell’industria cinese.
Xi’an Bright Laser Technologies (BLT) compare in diversi gruppi di lavoro.
BLT è uno dei principali produttori cinesi di sistemi per additive manufacturing metallico e opera anche nella produzione di componenti, materiali e servizi destinati soprattutto ai settori aerospaziale e industriale.
Accanto a BLT compaiono aziende come Xinjinghe Laser Technology Group, Guangdong Hanbang Laser Technology, Shenzhen Kings 3D Printing Technology, GRINM Additive Manufacturing Technology e differenti gruppi industriali attivi nei trasporti, nell’aerospazio e nelle macchine.
Il contributo diretto delle imprese permette di trasformare esperienze raccolte durante la produzione in requisiti tecnici applicabili all’intero mercato.
Allo stesso tempo, la presenza di università e istituti di controllo riduce il rischio che gli standard riflettano esclusivamente l’esperienza di un singolo produttore.
Aerospazio e difesa rimangono uno dei principali motori
Molte delle organizzazioni coinvolte nella stesura degli standard appartengono direttamente o indirettamente all’ecosistema aerospaziale cinese.
Non è difficile comprenderne il motivo.
L’additive manufacturing permette di ottenere strutture leggere, canali interni, componenti consolidati e parti di grandi dimensioni in titanio e superleghe.
Sono vantaggi particolarmente importanti per motori, sistemi di propulsione e strutture aeronautiche.
Ma proprio l’aerospazio è uno dei settori nei quali il controllo della qualità deve essere più rigoroso.
Un difetto che potrebbe essere irrilevante in un componente non strutturale può diventare critico quando la parte opera ad alta temperatura o è sottoposta a milioni di cicli di carico.
La standardizzazione di materiali, processi e controlli è quindi una condizione necessaria per estendere l’utilizzo delle parti additive verso applicazioni sempre più critiche.
La competizione internazionale si sposta anche sugli standard
La competizione nell’additive manufacturing non riguarda soltanto chi produce la macchina più grande o dispone del maggior numero di laser.
Riguarda anche chi contribuisce a definire le regole secondo le quali la tecnologia viene utilizzata.
Gli Stati Uniti dispongono di una struttura consolidata attraverso ASTM International, SAE e altri organismi.
L’Europa partecipa attivamente alle attività ISO e dispone degli standard EN e delle normative sviluppate attraverso organismi nazionali ed europei.
La Cina sta costruendo parallelamente un sistema nazionale sempre più articolato, cercando contemporaneamente punti di convergenza con gli standard ISO/ASTM.
Questo lavoro può influenzare direttamente la competitività internazionale delle aziende cinesi.
Un’impresa capace di produrre secondo standard documentati, con personale qualificato e procedure di ispezione formalizzate, è in una posizione migliore per entrare nelle supply chain internazionali.
Il messaggio dei sei standard va oltre le singole norme
Considerati separatamente, i sei standard entrati in vigore il 1° agosto 2026 possono sembrare documenti altamente specialistici.
Uno riguarda il titanio.
Uno le parti PBF-LB.
Uno l’endoscopia.
Uno l’alluminio.
Uno le polveri di zinco.
Uno il personale.
Osservati nel loro insieme, mostrano invece una strategia molto più chiara.
La Cina sta costruendo un sistema nel quale la produzione additiva metallica viene trattata come qualsiasi altro processo industriale maturo: attraverso materie prime definite, personale qualificato, criteri di accettazione, metodi di prova e responsabilità precise.
È una fase differente rispetto alla corsa iniziale alla diffusione delle stampanti 3D.
Il tema non è più dimostrare che una parte complessa possa essere stampata.
La domanda diventa se quella stessa parte possa essere prodotta cento, mille o diecimila volte mantenendo caratteristiche controllate e documentabili.
L’entrata in vigore di GB/T 47005, 47006, 47008, 47084, 47094 e 47570 rappresenta quindi un ulteriore passo nella trasformazione della produzione additiva cinese da tecnologia di fabbricazione avanzata a processo industriale inserito in un sistema strutturato di qualità.
Con l’arrivo di GB/T 47195 nel settembre 2026 e delle nuove qualifiche per gli operatori previste per febbraio 2027, questa infrastruttura normativa è destinata ad ampliarsi ulteriormente.
Per produttori di macchine, polveri e componenti – tra cui BLT, Xinjinghe Laser Technology Group, Shenzhen Kings 3D Printing Technology, GRINM Additive Manufacturing Technology, Guangdong Hanbang Laser Technology e le altre imprese coinvolte nei gruppi di standardizzazione – il risultato sarà un mercato nel quale prestazioni tecnologiche e capacità di dimostrare la conformità ai processi diventeranno sempre più strettamente collegate.
Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI)
