Nella stampa 3D metallica a letto di polvere laser (LPBF), il passaggio dal prototipo alla produzione in serie è spesso frenato da un tema concreto: la produttività. Un volume di stampa più grande non basta, perché se l’esposizione rimane affidata a uno o due laser i tempi di costruzione crescono e il costo/pezzo tende a diventare poco competitivo quando aumentano quantità e dimensioni dei lotti. Per questo, molti costruttori stanno spingendo su architetture multi-laser: più sorgenti lavorano in parallelo, con strategie di sovrapposizione controllata e calibrazione per mantenere uniformità di qualità su tutto il piano di lavoro.

Che cosa ha annunciato Intech Additive Solutions e dove
Intech Additive Solutions (India) ha comunicato il lancio della Infinity 450 Series iFusion450-8, presentandola come piattaforma LPBF a otto laser pensata per rendere più sostenibile la produzione continuativa di parti metalliche. Il debutto è stato collegato a IMTEX Forming 2026, evento che si è svolto dal 21 al 25 gennaio 2026 presso il BIEC di Bengaluru. Intech ha posizionato il sistema su settori tipicamente sensibili al rapporto costo/qualità/tempi (aerospazio e difesa, automotive, energia e attrezzaggio), cioè dove la ripetibilità e la gestione del rischio processo contano quanto la velocità nominale.

Dati dichiarati: volume di stampa e configurazione laser
Il cuore della Infinity 450 iFusion450-8 è una camera con volume 450 × 450 × 450 mm e otto laser in fibra da 500 W (sincronizzati). L’architettura multi-laser, secondo quanto riportato dalle fonti di settore, è pensata per operare su zone di lavoro dedicate con aree di sovrapposizione controllata, così da aumentare la produttività senza “pagare” in variabilità di qualità nelle zone di confine tra un’area e l’altra. Il tema delle sovrapposizioni, infatti, è uno dei punti più delicati dei sistemi multi-laser: richiede allineamento ottico, strategie di scansione coerenti e controllo processo per evitare differenze microstrutturali e difettosità localizzate.

Economia di produzione: le promesse su costo/pezzo e throughput
L’argomento principale della Infinity 450 iFusion450-8 è l’economia industriale: le fonti che hanno rilanciato l’annuncio citano una riduzione del costo per parte fino a ~70% e un incremento della capacità annua fino a 6× (in altre sintesi “fino a 7×”) rispetto a configurazioni più convenzionali. Sono numeri da leggere come claim legati a casi d’uso e parametri specifici (materiale, spessore layer, percentuale di riempimento del volume, strategia di nesting, disponibilità impianto, tasso di ri-lavorazioni), ma indicano chiaramente la direzione: non inseguire solo la velocità istantanea, bensì una produttività ripetibile su turni e settimane, con minori costi indiretti per parte.

Hardware + processo + software: perché l’integrazione conta nei multi-laser
Nei sistemi LPBF multi-laser, la macchina non è solo “una sorgente che fonde polvere”: è un ecosistema di preparazione build, compensazioni, monitoraggio e gestione parametri che deve restare coerente tra laser diversi. Le fonti descrivono la iFusion450-8 come progettata per operare con sincronizzazione a livello di zone e con una struttura modulare orientata all’alta disponibilità, includendo funzioni software per coordinare l’esposizione multi-laser, controllare il processo e supportare l’integrazione di flussi di lavoro (dalla preparazione al handling delle polveri). In parallelo, la documentazione di prodotto della famiglia iFusion450 evidenzia l’adozione di laser (con potenze dichiarate a partire da 500 W) e un posizionamento su componenti “small-to-mid size” in ambito industriale, coerente con la scelta del volume 450³.

Il confronto implicito: il mercato spinge oltre gli 8 laser
L’annuncio di Intech si inserisce in una dinamica più ampia: diversi produttori hanno alzato il numero di laser per aumentare output e saturare grandi camere di lavoro. Un esempio citato spesso nel settore è Farsoon Technologies con la piattaforma FS1521M, associata a configurazioni multi-laser e a volumi molto più grandi (ordine dei 1530 × 1530 × 1650 mm in una delle varianti riportate). Il punto non è solo “chi ha più laser”, ma come vengono gestiti: algoritmi di overlap, calibrazione, stabilità termica e standardizzazione delle ricette processo diventano decisivi per avere proprietà uniformi e ridurre scarti. In questo quadro, una macchina a 8 laser su 450³ può essere letta come un tentativo di posizionarsi su una fascia produttiva dove il volume è sufficiente per lotti multipli, ma ancora gestibile per molte officine e fornitori senza passare ai mega-formati.

Che cosa aspettarsi in pratica (e che cosa verificare prima di investire)
Se l’obiettivo è la produzione, i nodi reali da verificare su una piattaforma multi-laser sono tipicamente: qualità e ripetibilità nelle zone di sovrapposizione, stabilità nel tempo della calibrazione ottica, robustezza del flusso polveri (carico/scarico, setacciatura, tracciabilità), gestione delle atmosfere (ossigeno residuo) e disponibilità di strumenti di monitoraggio e di qualificazione. Anche quando i claim su costo/pezzo sono convincenti, la differenza la fa l’implementazione: parametri “bloccati” e ricette qualificate, piani di manutenzione e disponibilità di applicazioni già validate (leghe, spessori layer, post-processing). È su questi elementi che, nella pratica, un sistema LPBF multi-laser si gioca il salto dalla dimostrazione alla serie.

Intech Additive Solutions Infinity 450 iFusion450-8, otto laser sincronizzati e volume 450³ per portare la stampa 3D metallo verso la serie

Di Fantasy

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