LithoBulb: dalle litofanie piatte a sfere illuminate stampate in 3D
Le litofanie stampate in 3D di solito sono pannelli piatti che “mostrano” un’immagine quando vengono retroilluminati: le zone più spesse bloccano più luce, quelle più sottili ne lasciano passare di più, creando un’immagine in scala di grigi. L’idea di LithoBulb è portare lo stesso principio su una superficie sferica, trasformando la litofania in un oggetto che può essere illuminato dall’interno con una sorgente LED.
Chi c’è dietro LithoBulb e cosa offre il progetto
Secondo quanto riportato da Fabbaloo, il progetto è legato a Mike Lejeune, che ha pubblicato un sito web dedicato per creare queste “lampadine litofania” direttamente dal browser. L’approccio è pensato per essere accessibile: si compone la grafica (foto, testo e livelli) e si genera un file STL pronto per la stampa 3D.
Un editor nel browser: collage, testo e gestione livelli
Sul sito ufficiale, LithoBulb viene descritto come uno strumento gratuito per progettare “bulbi” litofania: consente di importare più immagini, creare composizioni a collage, aggiungere testo (nomi, date, messaggi), gestire livelli (ordine, visibilità, opacità) e applicare regolazioni utili in ottica di retroilluminazione (luminosità/contrasto, blur e altre correzioni immagine).
Dal layout allo STL: come avviene la generazione della sfera
Il flusso dichiarato è in tre passaggi: 1) progettazione della composizione su una tela, 2) generazione dello STL con parametri regolabili, 3) stampa e illuminazione inserendo un LED dal foro inferiore. Nella fase di export, l’utente può intervenire su variabili come diametro della sfera, spessore parete e dimensioni del cilindro/foro alla base per adattarsi al sistema luce scelto.
Illuminazione: perché il progetto parla di LED “waterproof”
LithoBulb dichiara che i modelli sono progettati per ospitare soluzioni LED standard “waterproof”. Questo dettaglio è interessante perché nel mondo maker molte luci LED economiche e facili da reperire sono già sigillate e quindi più protette; nella pratica, però, resta importante verificare dimensioni reali del corpo lampada e dissipazione termica prima di chiudere la luce in un volume stampato.
Perché la forma sferica cambia l’esperienza rispetto alle litofanie tradizionali
Una litofania piana si osserva frontalmente; una sfera invece mostra solo una porzione alla volta e invita a ruotare l’oggetto per scoprire altri dettagli. La superficie disponibile è limitata per ogni punto di vista e la composizione va progettata pensando a come verrà osservata quando la luce è accesa. Questo rende utili le funzioni collage e testo, perché aiutano a distribuire elementi grafici lungo la curvatura.
Cosa conviene sapere prima di stampare: spessori, dettaglio e slicing
La qualità di una litofania dipende molto dalla relazione tra spessore minimo/massimo e capacità del materiale di trasmettere luce. In generale si cerca un buon equilibrio: pareti troppo sottili riducono il contrasto e possono diventare fragili; troppo spesse rendono l’immagine più scura. Anche ugello, altezza layer e orientamento influiscono: per ottenere più dettaglio servono impostazioni mirate. Se l’obiettivo è una sfera, diventano ancora più importanti la costanza dello spessore, la gestione delle giunzioni e la pulizia delle pareti interne, perché la luce interna amplifica difetti e banding.
Un contesto più ampio: generatori di litofanie sferiche e modelli simili
LithoBulb non è l’unico modo per arrivare a una litofania sferica: esistono da anni generatori e progetti “moon globe” o paralumi sferici. La differenza è che LithoBulb punta sull’idea di “bulbo” personalizzato con collage e testo direttamente nel browser, con uno schema pensato per integrare una sorgente LED interna.

