Makera Z1 porta la fresatura CNC di legno e alluminio sulla scrivania: cosa offre davvero la macchina da 1.099 euro
Makera ha aperto i preordini europei della Z1, una fresatrice CNC desktop completamente chiusa progettata soprattutto per maker, laboratori personali, scuole e utilizzatori provenienti dal mondo della stampa 3D che vogliono passare dalla fabbricazione additiva alla lavorazione sottrattiva. La macchina parte da 1.099 euro nella configurazione standalone, rispetto a un prezzo di listino indicato di 1.199 euro, e offre un’area utile di 200 × 200 × 100 mm, mandrino da 150 W fino a 13.000 giri/min, sistema di cambio rapido degli utensili, probing automatico, telecamera integrata e aspirazione dei trucioli AeroDust. Il posizionamento commerciale è chiaramente quello di una CNC semplificata, quasi “printer-like” nell’esperienza d’uso, ma è importante non confondere l’accessibilità dell’interfaccia con le caratteristiche fisiche del processo: fresare alluminio, ottone o rame richiede comunque conoscenze su utensile, feed rate, profondità di passata, fissaggio del pezzo ed evacuazione del truciolo. Test indipendenti pubblicati nel 2026 confermano che la Z1 può effettivamente lavorare metalli non ferrosi, ma mostrano anche che il mandrino da 150 W la rende più adatta a piccoli componenti e passate relativamente leggere che a una vera asportazione di truciolo industriale.
Una CNC compatta, ma non semplicemente una “stampante 3D che taglia”
La macchina misura circa 350 × 470 × 450 mm e pesa 17 kg. L’area di lavoro di 200 × 200 × 100 mm è abbastanza ampia per piccoli componenti meccanici, PCB, targhe, elementi in legno, bassorilievi, parti in plastica e prototipi metallici di dimensioni contenute. Con il quarto asse opzionale, l’area dichiarata diventa circa Ø80 × 150 mm per la lavorazione di oggetti cilindrici.
La logica di una CNC è però opposta a quella di una stampante FFF. La stampa parte normalmente da un volume vuoto e aggiunge materiale layer dopo layer. Una fresatrice parte invece da uno stock fisico e utilizza una fresa rotante per rimuovere progressivamente materiale. Questo significa che entrano immediatamente in gioco rigidezza della macchina, qualità del serraggio, runout del mandrino, deflessione dell’utensile, vibrazioni e capacità di evacuare i trucioli.
Un oggetto geometricamente semplice può quindi essere molto più difficile da fresare di quanto appaia dal modello CAD. Una tasca profonda in alluminio, per esempio, può richiedere numerose passate e una strategia completamente differente rispetto alla stessa forma realizzata in legno.
Mandrino da 150 W: sufficiente per piccoli lavori, non per heavy machining
La Z1 utilizza un mandrino da 150 W con velocità variabile da 0 a 13.000 giri/min e controllo closed-loop della velocità. Il sistema cerca quindi di mantenere il regime impostato compensando, entro i limiti disponibili, il carico applicato durante il taglio.
È importante distinguere questo controllo da quello degli assi.
Nella Z1 standard gli assi X, Y e Z sono azionati da motori passo-passo NEMA 17 convenzionali. La versione Z1 Pro, invece, utilizza motori stepper closed-loop e viti a ricircolo di sfere. Se un percorso utensile troppo aggressivo causa una perdita di posizione, la Z1 standard non può rilevarla direttamente e continuerà il job. La Z1 Pro è invece progettata per rilevare anomalie di posizione, segnalare l’errore e fermare il processo.
È una distinzione importante perché l’espressione “closed-loop control” può generare confusione: sulla Z1 standard è il mandrino ad avere controllo di velocità in anello chiuso, non l’intero sistema di movimento.
Per il produttore, 150 W sono sufficienti per legno, plastiche, PCB e metalli non ferrosi. Makera stessa raccomanda però Carvera o Carvera Air, entrambe da 200 W, per impieghi con maggiore richiesta di potenza.
Alluminio sì, ma con passate leggere
Makera indica esplicitamente la compatibilità con leghe di alluminio come 6061 e 7075-T6, oltre a ottone e rame. Nella propria FAQ raccomanda per l’alluminio una profondità di passata generalmente inferiore a 1 mm e uno spessore massimo indicativo dello stock di circa 50 mm.
Test indipendenti offrono una prospettiva ancora più realistica.
CNX Software ha lavorato alluminio e ottone con frese in carburo da circa 1 mm utilizzando, sull’alluminio, velocità nell’ordine di 200-250 mm/min e step-down di appena 0,10-0,15 mm. Nel caso dell’ottone sono state utilizzate passate ancora più contenute, nell’ordine di 0,08-0,10 mm. Il risultato ha dimostrato che la macchina può effettivamente produrre incisioni e piccoli componenti metallici, ma conferma anche che il lavoro sul metallo richiede strategie conservative.
Hackster, in una seconda prova indipendente, ha ottenuto su alluminio 6061 tolleranze reali nell’ordine di circa ±0,15 mm nelle proprie condizioni di prova, attribuendo gran parte dello scostamento alla deflessione durante il taglio. Con passate di finitura attentamente ottimizzate è possibile migliorare il risultato, ma il dato è utile perché separa la risoluzione teorica del sistema di movimento dalla precisione dimensionale raggiunta durante una lavorazione reale.
Risoluzione, ripetibilità, runout e accuratezza non sono la stessa cosa
Makera pubblica tre numeri che devono essere tenuti distinti:
| Parametro dichiarato | Z1 |
|---|---|
| Risoluzione del movimento | 0,02 mm |
| Ripetibilità | 0,002 mm |
| Runout del mandrino | 0,01 mm |
| Area di lavoro | 200 × 200 × 100 mm |
| Velocità mandrino | 0-13.000 rpm |
| Potenza mandrino | 150 W |
| Velocità massima di spostamento Z1 | 1.200 mm/min |
| Peso | circa 17 kg |
La risoluzione descrive il più piccolo incremento comandabile dal sistema. La ripetibilità indica quanto coerentemente la macchina può tornare verso la stessa posizione nelle condizioni di misura specificate. Il runout misura invece quanto l’asse effettivo dell’utensile devia durante la rotazione.
Nessuno di questi valori coincide automaticamente con la tolleranza del pezzo finito.
Durante la fresatura reale entrano in gioco deflessione della fresa, gioco meccanico, elasticità dello stock, serraggio, temperatura, strategia CAM e forze di taglio. È quindi perfettamente possibile avere una macchina con ripetibilità dichiarata di pochi micrometri e ottenere un pezzo con errori dell’ordine di decimi di millimetro in condizioni aggressive.
Un utente indipendente sul forum Hardwareluxx ha misurato sulla propria unità valori molto buoni, riportando runout di circa 0,0017 mm e deviazioni degli assi inferiori a 0,01 mm sull’intera corsa misurata. È però una prova su una singola macchina, eseguita da un utente, e non deve essere considerata una specifica garantita di produzione.
Z1 e Z1 Pro: il nome simile nasconde differenze meccaniche importanti
La Z1 standard utilizza guide lineari e viti Acme, con velocità massima dichiarata degli assi di circa 1.200 mm/min. La Z1 Pro utilizza invece viti a ricircolo di sfere, motori stepper closed-loop e raggiunge circa 2.000 mm/min.
Makera stessa raccomanda la Z1 standard soprattutto a chi lavora legno e materiali più morbidi, mentre presenta la Pro come soluzione più adatta a chi prevede di fresare frequentemente rame e alluminio.
A basse velocità l’azienda dichiara prestazioni di precisione comparabili. Aumentando feed e carico, il closed loop della Pro consente invece di rilevare eventuali perdite di posizione e le viti a ricircolo di sfere offrono un sistema di trasmissione più adatto alla lavorazione metallica intensiva.
Questo non significa che la Z1 standard non possa fresare metallo. Significa che “compatibile con alluminio” non equivale a “ottimizzata per rimuovere rapidamente grandi quantità di alluminio”.
Il cambio utensile è rapido, ma non è un ATC
Makera pubblicizza un Quick Tool Changer che permette di sostituire la fresa senza dover ogni volta eseguire le tradizionali operazioni con una pinza ER e chiavi.
È una caratteristica utile, soprattutto per un utilizzatore alle prime esperienze.
Non bisogna però confonderla con un Automatic Tool Changer, ATC.
La Z1 non possiede un magazzino utensili dal quale prelevare autonomamente diverse frese durante il job. L’operatore deve ancora intervenire fisicamente per sostituire l’utensile. Il vantaggio consiste nel rendere questa operazione più veloce e ripetibile, non nell’automatizzarla completamente.
La pinza standard accetta utensili con gambo da 1/8″, mentre Makera rende disponibili opzionalmente pinze da 1/4″, 6, 4 e 3 mm.
Auto probing e leveling riducono uno dei principali ostacoli per i principianti
Un elemento più importante del cambio rapido è probabilmente il sistema di probing.
La macchina include una sonda cablata per la misura lungo Z e un probe rod per individuare bordi e superfici metalliche. È inoltre disponibile una sonda tridimensionale opzionale capace di lavorare anche su materiali non metallici.
Il sistema può misurare la posizione e l’inclinazione della superficie del pezzo e compensare il disallineamento.
Questo è particolarmente utile nella lavorazione di PCB, incisioni o parti molto sottili. Se una scheda presenta una differenza di altezza di pochi decimi di millimetro da un lato all’altro, una fresa destinata a rimuovere soltanto 0,1 mm di rame può tagliare troppo profondamente in una zona e non toccare affatto la superficie in un’altra.
La scansione del piano permette di correggere questo problema attraverso una mappa della superficie.
AeroDust rimuove i trucioli, ma non sostituisce sempre un aspiratore esterno
La Z1 integra AeroDust, sistema che combina ventilazione, flusso d’aria attorno al mandrino ed evacuazione dei trucioli verso la parte inferiore della macchina.
La configurazione standard non è però una soluzione completamente autonoma di aspirazione ad alta capacità. Makera raccomanda infatti di utilizzare la macchina insieme al proprio Cyclone Dust Collector Lite o ad altro sistema compatibile.
Questo aspetto diventa particolarmente importante quando si lavorano:
- MDF;
- fibra di carbonio;
- FR4;
- plastiche;
- materiali che producono polveri fini.
Un enclosure limita la dispersione, ma non elimina la necessità di gestire correttamente il particolato.
Per i compositi in fibra di carbonio la stessa Makera specifica che sono necessarie precauzioni di sicurezza appropriate. Le polveri di CFRP non devono essere considerate equivalenti ai normali trucioli di legno.
L’enclosure riduce rumore e dispersione, ma non rende la fresatura silenziosa
Makera dichiara un rumore operativo nell’ordine dei 70 dB, con variazioni legate a utensile e materiale.
È un valore nettamente più gestibile rispetto a molte fresatrici CNC aperte, ma 70 dB non corrispondono a un sistema silenzioso in senso assoluto. Durante la lavorazione dell’alluminio o con una fresa impegnata in modo discontinuo, il rumore può diventare molto differente dal semplice suono del mandrino a vuoto.
L’enclosure svolge inoltre un ruolo di contenimento dei trucioli e aumenta la sicurezza contro il contatto accidentale con l’utensile rotante.
Non elimina però i rischi tipici della fresatura. Un pezzo fissato male, una fresa rotta o un percorso CAM errato rimangono potenziali fonti di danno alla macchina o al lavoro.
La Z1 dispone anche di un pulsante di emergenza esterno.
La camera integrata serve al monitoraggio, non al controllo automatico del processo
Come molte moderne stampanti 3D desktop, Z1 integra una telecamera. Attraverso l’app Makera è possibile seguire il processo e creare time-lapse.
Questo avvicina l’esperienza al mondo delle stampanti consumer, ma non significa che la macchina disponga automaticamente di un sistema di visione industriale capace di rilevare usura dell’utensile, chatter, spostamento del pezzo o errori di misura.
La camera è essenzialmente un sistema di monitoraggio.
È un buon esempio della filosofia complessiva della macchina: aggiungere alla CNC alcuni elementi di esperienza d’uso che i maker hanno ormai imparato ad aspettarsi dalle stampanti 3D.
Makera Studio cerca di ridurre la barriera CAM
Nella fresatura CNC il passaggio più difficile per un principiante non è necessariamente far muovere la macchina, ma generare un toolpath appropriato.
Dal modello CAD è necessario stabilire:
- quali lavorazioni eseguire;
- quale fresa utilizzare;
- velocità mandrino;
- feed;
- plunge;
- profondità per passata;
- stepover;
- roughing;
- finishing;
- stock da lasciare;
- ordine delle operazioni.
Makera Studio vuole semplificare questa fase attraverso procedure maggiormente automatizzate. L’azienda lo descrive come un CAM “one-click” destinato al mercato consumer e lo rende gratuito agli utilizzatori Makera.
La macchina rimane comunque compatibile con strumenti più convenzionali quali Fusion 360, SolidWorks, VCarve Pro e Aspire.
Questa compatibilità è importante perché permette di iniziare con il workflow semplificato e passare successivamente a un CAM più completo.
Makera Studio non è ancora necessariamente maturo come i CAM professionali
Il fatto che il software sia più semplice non significa che offra già la stessa profondità di un ecosistema CAM sviluppato da anni.
Sul negozio ufficiale Makera, un acquirente della Z1 segnala per esempio che Makera Studio necessita ancora di miglioramenti, in particolare per la generazione dei percorsi del quarto asse.
È un feedback individuale e non una valutazione sistematica, ma è coerente con la natura relativamente giovane dell’ecosistema software.
Le prove indipendenti mostrano infatti che per ottenere buoni risultati su alluminio e ottone è ancora necessario comprendere profondità di passata, numero di taglienti, feed e spindle speed.
Il software può proporre valori e procedure; non può annullare la fisica del taglio.
AI Craft: l’intelligenza artificiale genera il modello, non fresa autonomamente
Makera sta inoltre promuovendo AI Craft, strumento che dovrebbe permettere di creare o personalizzare modelli CNC partendo da prompt testuali o immagini.
La comunicazione del produttore descrive la possibilità di generare rilievi 3D senza competenze CAD.
È importante distinguere questa funzione dalla vera automazione del processo di fresatura.
L’AI può contribuire a generare la geometria, ma il modello deve comunque essere trasformato in toolpath dal CAM. Feed, utensili, stock e condizioni di taglio restano elementi del processo CNC.
Inoltre la pagina prodotto attuale specifica che il workflow AI e alcune funzioni Makera Studio sono previste per una disponibilità più ampia entro la fine del 2026. Non è quindi corretto considerare necessariamente ogni funzione AI mostrata nel marketing come già completamente matura in tutte le configurazioni consegnate.
Makerables vuole replicare il modello delle piattaforme per la stampa 3D
L’altro elemento dell’ecosistema è Makerables, piattaforma per condividere progetti CNC.
Il riferimento implicito è evidente: nel mondo della stampa 3D un principiante può scaricare un modello già preparato da piattaforme come MakerWorld, Printables o Thingiverse e iniziare rapidamente.
Nella fresatura questo approccio è più complesso.
Uno stesso modello non è automaticamente trasferibile tra due CNC differenti perché possono cambiare:
- potenza del mandrino;
- rigidezza;
- utensile;
- stock;
- sistema di fissaggio;
- zero pezzo;
- materiale.
Un progetto condiviso può quindi includere geometria e parametri suggeriti, ma l’utente deve verificare che siano compatibili con la propria macchina e con il materiale reale.
Makerables potrebbe abbassare la barriera d’ingresso, ma il concetto “download and print” non è perfettamente trasferibile al CNC.
Quarto asse opzionale per cilindri e lavorazioni su più facce
Per 269 euro in promozione Makera offre un quarto asse dedicato alla Z1.
L’area dichiarata è Ø80 × 150 mm e il sistema utilizza una trasmissione a cinghia con coppia indicativa di circa 2,5 Nm.
Questa configurazione permette di lavorare:
- impugnature;
- pezzi cilindrici;
- miniature;
- anelli;
- componenti con lavorazioni distribuite attorno all’asse.
Anche qui bisogna distinguere 4-axis indexing e lavorazione simultanea a quattro assi. La presenza fisica dell’asse rotativo non implica automaticamente che ogni CAM o ogni strategia della macchina gestisca liberamente quattro assi simultanei con la stessa sofisticazione di una macchina industriale.
La qualità finale dipende anche dalle capacità del software.
Modulo laser da 5 W: incisione aggiuntiva, non sostituzione della fresa
La Z1 può essere equipaggiata con un modulo laser a diodo da 5 W e 445 nm.
Serve principalmente per incidere materiali come:
- legno;
- pelle;
- cartone;
- tessuto;
- alcune plastiche.
Makera precisa che il modulo non è pensato per tagliare l’acrilico come farebbe un laser CO₂ e che l’acrilico deve essere normalmente lavorato meccanicamente con la fresa.
La possibilità di sostituire il mandrino con un modulo laser rende la macchina più versatile, ma non trasforma la Z1 in un sistema laser industriale.
Il prezzo da 1.099 euro riguarda la macchina base
3Druck indica correttamente una prevendita a 1.099 euro, con prezzo regolare di 1.199 euro.
Sul negozio Makera esistono tuttavia numerosi bundle e accessori. In funzione della configurazione possono essere aggiunti:
- quarto asse;
- aspiratore ciclonico;
- vacuum bed;
- morsa low-profile;
- sonda 3D;
- modulo laser;
- utensili e collet aggiuntivi.
La pagina può quindi mostrare valori superiori quando viene selezionato un pacchetto completo. Al momento della verifica, per esempio, un bundle Master visualizzato sul sito europeo arriva a circa 1.699 euro.
Il prezzo corretto da utilizzare come ingresso nella gamma rimane quindi 1.099 euro per la Z1 base in preorder, non il costo di una configurazione completamente accessoriata.
Il crowdfunding è già terminato e le prime macchine sono state consegnate
Anche la parola “preorder” richiede un minimo di contesto.
Z1 non è un concept che deve ancora essere costruito.
La campagna Kickstarter si è svolta dal 28 ottobre al 12 dicembre 2025, raccogliendo circa 96,6 milioni di dollari di Hong Kong, equivalenti a più di 10 milioni di dollari USA, da 8.284 sostenitori.
Le prime unità Kickstarter sono già state spedite e nel 2026 sono apparse numerose prove su macchine di produzione.
Makera ha aperto i preordini globali sul proprio sito il 9 giugno 2026 e, al momento della verifica, dichiara spedizioni della corrente tranche entro circa 5-10 giorni lavorativi dalla fabbrica.
Siamo quindi davanti a un prodotto commerciale già in consegna, seppure ancora venduto formalmente come preorder nelle pagine ufficiali.
Le prove indipendenti confermano che non è soltanto un oggetto dimostrativo
La presenza di recensioni hands-on permette di valutare il prodotto oltre le specifiche Makera.
CNX Software ha lavorato:
- plastica;
- legno;
- alluminio;
- ottone;
- bassorilievi 3D;
- quarto asse;
- modulo laser.
La conclusione è sostanzialmente coerente con il posizionamento tecnico della macchina: ottima accessibilità per un desktop CNC, buona capacità su piccoli componenti metallici, ma necessità di limitare profondità e velocità quando si lavora metallo.
Hackster ha confrontato la Z1 con la Carvera Air e ha ottenuto su alluminio risultati dimensionali e finiture comparabili nelle proprie prove, pur ribadendo che 150 W non sono adatti a lavorazioni metalliche pesanti.
Questo è probabilmente il modo più corretto di interpretare la Z1: non una mini fresatrice industriale, ma una piattaforma desktop capace di fare realmente lavorazioni metalliche se viene utilizzata entro i propri limiti.
Legno, alluminio e compositi non richiedono la stessa strategia
L’ampio elenco di materiali supportati pubblicato da Makera può dare l’impressione che basti selezionare il materiale da un menu.
In realtà ogni famiglia richiede condizioni molto diverse.
Nel legno il limite può essere soprattutto evacuazione dei trucioli, qualità della fresa e direzione della fibra.
Nell’alluminio diventano critici lubrificazione o evacuazione, formazione del built-up edge, stick-out dell’utensile e deflessione.
Nell’ottone occorre gestire correttamente geometria della fresa e feed per evitare vibrazioni e finiture irregolari.
Nel CFRP il problema principale può essere delaminazione, usura della fresa e soprattutto polvere fine.
Nel PCB/FR4 contano planarità e controllo estremamente accurato della profondità.
Definire una macchina come compatibile con “oltre 500 materiali”, come fa il comunicato Makera, descrive quindi soprattutto l’ampiezza potenziale della lavorazione sottrattiva, non l’esistenza di 500 materiali con parametri individualmente qualificati e garantiti.
Acciaio e titanio non sono il target della Z1
La pagina commerciale generale mostra talvolta formulazioni molto ampie sulla compatibilità dei materiali, ma la FAQ Makera è più precisa.
Per la Z1 il produttore sconsiglia acciaio, acciaio inossidabile e titanio, a meno di utenti con precedente esperienza e lavorazioni particolarmente conservative.
È un limite coerente con il mandrino da 150 W e con la struttura della macchina.
Utilizzare video o dimostrazioni occasionali per concludere che la Z1 sia una CNC per titanio sarebbe quindi fuorviante.
Il target metallico realistico rimane:
- alluminio;
- ottone;
- rame;
- piccoli componenti;
- incisione;
- light milling.
Una CNC più vicina al mondo maker, senza eliminare la necessità di capire il CNC
La caratteristica forse più interessante della Z1 non è una singola specifica meccanica. È il tentativo di trasferire nel CNC desktop la trasformazione che la stampa 3D consumer ha attraversato negli ultimi anni.
Le prime stampanti 3D richiedevano:
- calibrazione manuale;
- conoscenza del G-code;
- slicer complessi;
- regolazioni continue;
- manutenzione frequente.
Oggi molte operazioni sono automatizzate.
Makera tenta di fare qualcosa di simile con la fresatura attraverso:
- enclosure;
- probing automatico;
- cambio utensile rapido;
- telecamera;
- CAM semplificato;
- libreria di progetti;
- AI per la generazione delle geometrie;
- aspirazione integrata;
- accessori modulari.
Il rischio sarebbe però comunicare il CNC come se fosse diventato completamente plug-and-play.
Una fresa continua ad applicare forze reali al pezzo. Un errore di feed può rompere l’utensile. Un fissaggio insufficiente può spostare lo stock. Una profondità eccessiva può far perdere passi alla Z1 standard. Una lavorazione di metallo può richiedere decine di minuti o ore anche per oggetti piccoli.
Z1 rende il CNC più accessibile, non elimina la meccanica del taglio.
Ed è proprio questa distinzione che rende la macchina interessante. A 1.099 euro offre un insieme di hardware, enclosure, probing e software che fino a pochi anni fa sarebbe stato difficile trovare in una soluzione desktop integrata. Le prove indipendenti mostrano inoltre che alluminio e ottone non sono soltanto esempi promozionali: possono essere effettivamente lavorati.
Il limite è quello che ci si dovrebbe aspettare da un sistema compatto da 17 kg e 150 W. Per incisioni, PCB, legno, plastiche, prototipi e piccoli componenti metallici la piattaforma appare tecnicamente credibile. Per asportazione intensiva di metallo, elevati feed rate o produzioni lunghe il modello Pro o una CNC di categoria superiore rimangono più appropriati.
La vera scommessa di Makera è quindi meno sulla potenza assoluta e più sull’esperienza d’uso: fare in modo che un maker abituato a un modello 3D e a uno slicer possa avvicinarsi a stock, frese e toolpath senza affrontare immediatamente tutta la complessità di un tradizionale ambiente CAM industriale.
Questo articolo è stato redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale (AI).
