Prusa Research chiede alla community idee per nuovi Prusament
Prusa Research ha avviato una richiesta pubblica di suggerimenti per ampliare la gamma Prusament, concentrandosi meno su nuove varianti colore e più su materiali tecnici, miscele e formulazioni orientate alle prestazioni. L’azienda ha indicato che, se una proposta dovesse trasformarsi in un prodotto reale, l’autore del suggerimento riceverebbe una bobina del nuovo materiale. L’operazione mette in evidenza un obiettivo preciso: capire quali filamenti “mancanti” gli utenti vorrebbero trovare nel catalogo Prusament, in un mercato dove l’offerta è ampia ma non sempre allineata a una singola linea premium e controllata come quella di Prusa.
Perché il tema filamenti conta sempre di più per i produttori di stampanti 3D
Nel settore desktop, molti marchi hanno spostato una parte crescente del valore verso consumabili e materiali: il parco installato di stampanti genera una domanda continuativa di filamento e resina, e la competizione si gioca su costanza di qualità, tracciabilità e disponibilità. Nel pezzo di Fabbaloo viene citato anche il caso di Kingroon, indicato come esempio di azienda che ha scelto di concentrarsi sulle vendite di materiali. In questa cornice, la scelta di Prusa Research di “ascoltare” la community serve anche a orientare investimenti R&D su materiali con domanda reale e chiari casi d’uso.
Le richieste più frequenti: colori “retro” per ABS e palette “IKEA-like”
Tra le proposte emerse, una delle più gettonate riguarda colori “da computer d’epoca” in ABS, inclusa la possibilità di riprodurre non solo la tonalità originale di case e console, ma anche l’effetto di ingiallimento tipico di molte plastiche vintage. Un altro filone ricorrente riguarda colori smorzati e terrosi, definiti nel thread come palette “IKEA-like”: marroni, verdi muschio e miscele con sfumature multiple. Queste richieste mostrano che l’interesse non è solo “estetico”: ABS è spesso scelto per componenti funzionali e involucri, mentre palette specifiche rispondono a esigenze di coerenza cromatica in progetti di design e modding.
PCTG: la domanda per un copoliestere più tenace del PETG
Un gruppo consistente di utenti chiede PCTG, materiale della famiglia dei copoliesteri come il PETG, spesso descritto come più duttile e con migliore resistenza all’urto. L’interesse è comprensibile: PCTG viene scelto quando si vuole un compromesso tra facilità di stampa e prestazioni meccaniche superiori al PETG, con buona resistenza chimica e una tendenza alla rottura fragile generalmente più bassa in molte applicazioni pratiche. Il tema non è nuovo nella community Prusa: sul forum ufficiale compaiono discussioni dedicate alla richiesta di un “Prusament PCTG”, segno che la domanda è stabile e ripetuta nel tempo.
PHA: biodegradabilità e limiti pratici nella stampa FFF
Tra i suggerimenti compare PHA (polyhydroxyalkanoates), polimero bio-based noto per la biodegradabilità in condizioni più accessibili rispetto a molte plastiche tradizionali. Nel pezzo di Fabbaloo si afferma che Prusa Research avrebbe già valutato internamente il PHA decidendo di non procedere, citandone la complessità di stampa. Al di là della singola valutazione aziendale, la letteratura tecnica e alcuni approfondimenti di settore mostrano che PHA è un’area attiva: esistono filamenti commerciali e studi che analizzano stampabilità, proprietà meccaniche e comportamento nel tempo, ma la stabilità di processo e la ripetibilità su macchine FFF possono richiedere profili dedicati e un controllo accurato delle condizioni.
Idee “di nicchia” ma concrete: riflettente, supporti universali, PETG per lampade LED
Tra le proposte singole spicca un filamento ad alta riflettenza per segnaletica e dispositivi di sicurezza (cartelli, accessori bici, marker). Non è un tema teorico: esistono filamenti riflettenti basati su pigmenti retro-riflettenti, con prodotti e casi d’uso già documentati. La sfida, se Prusa volesse farne un Prusament, sarebbe garantire uniformità del carico, qualità superficiale, usura ugello e ripetibilità tra lotti. Altre proposte includono un “supporto universale” che non aderisca a nessun materiale (concetto difficile perché l’adesione dipende da chimica, temperatura e geometria), e un PETG semi-trasparente pensato per diffusori e lampade LED, dove la resa ottica dipende molto anche da parametri di stampa, spessore e strategie di riempimento.
Flessibili e foam: TPU più morbidi e TPU espandenti per calzature
Alcuni utenti chiedono TPU più morbidi (shore più basso) e TPU “foaming”, materiali che in stampa FFF richiedono controllo di estrusione, velocità e retrazioni per evitare under-extrusion, intasamenti o stringing. I TPU espandenti sono già usati in ambiti come plantari e componenti per calzature, perché la schiumatura consente parti leggere e più comprimibili a parità di volume geometrico. Per una linea come Prusament, l’ostacolo principale non è “se esiste”, ma come renderlo ripetibile e supportabile con profili affidabili e indicazioni chiare su ugelli, temperature e drying.
Filamenti “attivi”: fotocromici, termocromici, UV-reattivi
Nella lista compaiono anche filamenti che cambiano aspetto in base a stimoli: fotocromici (luce UV/sole) e termocromici (temperatura). Sono materiali già presenti sul mercato in vari blend (spesso basati su PLA o altri polimeri caricati con pigmenti speciali), ma hanno limiti: stabilità del colore nel tempo, temperatura di transizione, resistenza ai raggi UV, e possibile impatto delle particelle sulle proprietà meccaniche. Per Prusa, l’interesse potrebbe essere offrire una versione “controllata” con tolleranze strette e profili ottimizzati, mantenendo l’obiettivo tipico di Prusament: costanza tra bobine e tracciabilità dei parametri di produzione.
Cosa suggerisce questa discussione sul futuro di Prusament
Guardando l’insieme delle richieste, emergono tre direzioni: (1) materiali tecnici “mainstream” che mancano in un catalogo premium (es. PCTG), (2) filamenti speciali per applicazioni specifiche (riflettenti, supporti, ottici), (3) materiali flessibili avanzati e schiumati per comfort e assorbimento urti. Prusa Research ha già mostrato interesse per filamenti professionali con proprietà particolari (cariche, fibre, additivi), quindi una parte di queste richieste è compatibile con la traiettoria del marchio; la differenza, qui, è il metodo: partire da un elenco di bisogni reali emersi dalla community, e selezionare quelli sostenibili a livello industriale.
