The Redwire Regolith Print facility suite, consisting of Redwire's Additive Manufacturing Facility, and the print heads, plates and lunar regolith simulant feedstock that will be launching to the International Space Station. Photo courtesy of Redwire Space.

Redwire Space NV ottiene un contratto con l’Agenzia Spaziale Europea per il sistema 3D-BioSystem al fine di potenziare le capacità di produzione di tessuti

Redwire Corporation ha annunciato che la sua affiliata completamente controllata, Redwire Space NV, ha ottenuto un contratto del valore di 14 milioni di euro nell’ambito di un programma finanziato dall’Agenzia Spaziale Europea per progettare, sviluppare e qualificare il 3D-BioSystem Facility.

La 3D-BioSystem Facility utilizzerà la tecnologia di biostampa 3D per fornire un sistema che possa supportare una vasta gamma di esperimenti, secondo quanto affermato da Redwire. L’azienda definisce il sistema come una “soluzione integrata” per l’ingegneria dei tessuti e la medicina rigenerativa.

“Siamo orgogliosi di sviluppare il 3D-BioSystem per far avanzare le capacità critiche di biostampa in microgravità”, ha dichiarato Erik Masure, CEO di Redwire Space NV. “La capacità di stampare costrutti cellulari sarà fondamentale per le missioni spaziali di lunga durata sulla Luna, su Marte e oltre, nonché per la creazione di insediamenti planetari sostenibili”.

Il sistema comprenderà una stampante 3D per la biostampa, unità di coltura cellulare 3D e un incubatore. Redwire afferma che produrrà campioni in orbita, che potranno essere ulteriormente elaborati nello spazio o riportati sulla Terra.

L’azienda ritiene che la 3D-BioSystem Facility possa rappresentare uno strumento importante per comprendere meglio le interazioni tra le cellule nei tessuti spaziali, creando organoidi per test di efficacia dei farmaci e di tossicità, aprendo la strada alla stampa di tessuti vascolarizzati e, in futuro, alla stampa di organi per terapie tessutali.

Redwire sostiene che il sistema contribuirà anche a garantire l’indipendenza tecnologica e la competitività dell’Europa, che ritiene siano fondamentali per ottenere benefici spaziali per il pianeta Terra e per lo sviluppo dell’economia spaziale globale.

La BioFabrication Facility di Redwire, una stampante 3D dedicata ai voli spaziali, è attualmente operativa sulla Stazione Spaziale Internazionale ed è utilizzata per l’indagine BFF-Meniscus-2, che utilizzerà il sistema per stampare il menisco del ginocchio. Questa indagine, che è una collaborazione tra Redwire e il Center for Biotechnology dell’Uniformed Services University of the Health Sciences, sta esplorando come la biostampa spaziale possa contribuire alla cura delle lesioni del menisco.

Redwire sostiene che sia il BFF che il 3D-BioSystem Facility hanno il potenziale per far progredire la ricerca biomedica al fine di migliorare la vita sulla Terra.

The Redwire Regolith Print facility suite, consisting of Redwire’s Additive Manufacturing Facility, and the print heads, plates and lunar regolith simulant feedstock that will be launching to the International Space Station. Photo courtesy of Redwire Space.

Di Fantasy

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